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Bortolami è ko, ma parla già da capitan Zebra

Creato il 12 luglio 2012 da Ilgrillotalpa @IlGrillotalpa

Bortolami è ko, ma parla già da capitan ZebraCaterina Zanirato

E’ uno dei “senatori” del rugby italiano più conosciuti all’estero, visto che oltre a essere
stato capitano della nazionale azzurra, ha guidato anche la squadra inglese del Gloucester. Ed è uno degli atleti di punta che ha seguito sulla propria pelle lo sviluppo del progetto Aironi, la sua fina e la nascita della nuova sfida targata Zebre. Si tratta di Marco Bortolami, seconda linea padovana, ma ormai parmigiano d’adozione visto che vive in città dove ha avviato anche un’attività imprenditoriale. Da sempre punto di riferimento degli Aironi prima, delle Zebre ora, nonché della nazionale italiana, è l’atleta che meglio può introdurre il progetto Zebre ai tifosi. Ecco perchè Parmapress24 ha voluto intervistare proprio lui.
Cosa ne pensa del progetto “Zebre”?
“Penso che sia un progetto ambizioso, nato all’ultimo e quindi una grande sfida per chi si è assunto questa responsabilità. La squadra la si sta costruendo giorno dopo giorno, anche se mancano ancora due o tre pedine straniere la struttura c’è. E sicuramente la stagione
che ci attende sarà impegnativa, come formata, ci sono delle tappe obbligatorie da percorrere per creare il gruppo”. (…)
Con le Zebre giocherà a Parma, quella che è diventata la sua città adottiva. Che pubblico e risonanza si aspetta da questa città?
“Beh, ovviamente sono contento di essermi avvicinato a casa. Spero ci sia anche un avvicinamento delle città al rugby, anche perché penso che il pubblico di Viadana non verrà a Parma a seguire le partite, così come erano pochi da Parma che venivano a seguirci allo Zaffanella. Sono sicuro però che partite di rugby di alto livello possano interessare non solo al pubblico parmigiano, ma anche ai comuni vicini, da Reggio Emilia a Milano. E’ un palcoscenico internazionale importante”.
A Parma ci sono moltissime squadre che militano in categorie inferiori, dai Crociati in Eccellenza alle altre serie. Che rapporto spera di avere con le altre società?
“Di collaborazione. Mi piacerebbe allenarmi con le altre squadre, per favorire la conoscenza e per fungere da stimolo per gli atleti. Molti delle Zebre vengono da Prato e Crociati, legame che continuerà in futuro. E mi piacerebbe essere utile per far crescere e maturare i giovani”. (…)


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