Al primo gigante stagionale di coppa del mondo vince la nostra Federica Brignone davanti a Mikaela Schiffrin e Tina Weirather, quarta una buona Gut
Non si poteva iniziare meglio: a Soelden in una giornata luminosa e su una pista durissima, perfettamente preparata, gli occhioni della Brignone hanno brillato più della neve ghiacciatissima. Federica si è imposta con una facilità di sciata da lasciarci estasiati: non ha vinto, ha stra vinto, convinto, entusiasmato. Federica Brignone ci credeva, ci ha creduto fin dal sorteggio del pettorale. Commenta così la nostra Federica:
“Era la mia giornata: è un sogno diventato realtà!”
Sette anni dopo Denise Karbon, la Brignone vince la prima tappa della stagione e riporta l’Italia del gigante femminile sul gradino più alto del podio. Sette anni dal suo esordio a Linz, conquista il suo primo successo in coppa del mondo. Un successo che, certo, poteva arrivare prima, ma che rende questa vittoria ancora più bella e meritata. Intendiamoci: non la scopriamo oggi, ma vederla trionfare in Austria, nel tempio dello sci, con due manche praticamente perfette, ci fa sperare che quest’anno potrebbe essere davvero la sua stagione. Per la cronaca, la Brignone in prima manche ha dato quasi un secondo alla Schiffrin (che qui aveva vinto l’anno scorso) e poi due, tre secondi a gente come la Weirather, la Worley e la Brem. Roba da pensare che il cronometro fosse impazzito. Invece no, la ragazza ha davvero fatto un altro mestiere, conducendo dove tutte le altre spazzolavano incerte, su un muro che neanche la televisione riusciva ad appiattire.
La Coppa del Mondo di Sci femminile si tinge subito di azzurro: @FedeBrignone vince il gigante di Soleden #SkySport pic.twitter.com/xwADusgihM
— Sky Sport (@SkySport) 24 Ottobre 2015
Federica Brignone c’è, e fortunatamente non è da sola: c’è anche molta Italia
Dietro alla Brignone ne abbiamo messe altre 5 nelle prime 16 (9 Irene Curtoni, 11 Nadia Fanchini, 12 Manuela Moelgg, 14 Elena Curtoni, 16. Sofia Goggia). Ma anche la Bassino e la Pichler, uscite nella prima, ci sono piaciute e ci basta per farci sperare. La grinta e la tecnica -ed anche la follia- ci sono tutte, l’atteggiamento è quello giusto. Si è vista invece poca Austria, ma è ancora presto. Buone sensazioni invece ce le ha già date Lara Gut, apparentemente tranquilla, già molto fluida nonostante il cambio dei materiali. Con gli infortuni delle regine Fenninger e Vonn, l’addio della Zettel e l’anno sabbatico di Tina Maze si preannuncia una grande stagione per la Svizzera e non solo per la coppa di specialità.
Un inizio, questo, che dà fiducia e morale per la stagione e che sia di buon auspicio per il gigante maschile.
C.F.
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