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BUIO IN SALA ovvero ORIZZONTI DI GLORIA

Da Vale
Mamma C e Mamma F, sono tempi strani, difficili. E così anche i pensieri si fanno un poco più pesanti.
Oggi propongo un film in bianco e nero. Definisco subito il colore, perché per lo spettatore fa molta differenza. Gnomo Uno crede che la mia infanzia sia in bianco e nero, perché è stata tanti anni fa, "come i film vecchi", mi dice. Io gliel'ho spiegato, ma non penso che creda nella mia fanciullezza in technicolor.
Io adoro il bianco e nero.
E poi questo non è un film. E' il Film.
Orizzonti di Gloria di S. Kubrick (1957)

BUIO IN SALA ovvero ORIZZONTI DI GLORIA

Kirk Douglas e Stanley Kubrick sul set.

Lui, Il Regista: Penso che un artista sia veramente tale quando la propria genialità strabordi rispetto all'opera. Si contano sulle dita di una mano i grandi registi. E senza dubbio il primo è l'immenso Stanley Kubrick. Gira questo film a 29 anni. Sì, potete rimettervi sulla sedia se siete caduti, aveva proprio 29 anni. La sua pur breve filmografia è arcinota, sebbene i suoi primi film siano sicuramente i meno visti. Ma in Il bacio dell'assassino, Rapina a mano armata e Orizzonti di gloria c'è tutto il Kubrick successivo. Io ve li consiglio.
Il bianco e nero di questo film è così perfetto, puro, poetico. Non dimentichiamo che Stanley prima di tutto era un fotografo. Vale la pena guardarlo anche senza audio.
Lui, l'attore: Kirk Douglas nel pieno del suo splendore. Faccia da tormentato, da vibrazioni. Si sente che tra i due (Stanley e Kirk) scorre quel qualcosa che rende speciale le relazioni. E dopo, solo dopo, abbiamo saputo quanto difficile fosse lavorare col regista, già a trent'anni.
Lei, la trama: qui trovate quella esaustiva. In sostanza è un film sulla guerra, sulle perverse deviazioni a cui conduce, sul peso della sorte, sulla morte della dialettica, ma anche sulla compassione. 
Concedetemi due video. Solo per onorare questo capolavoro.Il primo è una carrellata di quasi un minuto e mezzo, a procedere e a seguire. Le famose carrellate di Kubrick. Guardate i soldati, prima sparsi ai lati della trincea, poi, man mano che le bombe crepitano, sempre più immobili e schiacciati, si fanno fango e roccia. 

Il secondo è la scena finale del film: la brutalità del conquistatore, la figura della donna in guerra, la violenza fatta anche di sguardi, e la consapevolezza che nei bassofondi vincitori e vinti sono sulla stessa barca.


Il titolo del film è tratto da Elegy Written in a Contry Churchyard di Thomas Gray:
Il vanto dell'araldica, la pompa del poteree tutto ciò che la bellezza, tutto ciò che la ricchezza hanno mai datoattende allo stesso modo l'ora inevitabile:gli orizzonti di gloria non portano ad altro che alla tomba.

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