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BULGARIA: South Stream, l’UE teme ingerenze di Gazprom

Creato il 30 maggio 2014 da Eastjournal @EaSTJournal

Posted 30 maggio 2014 in Argomenti, Bulgaria, Energia, Slider, Unione Europea with 0 Comments
di Stefano Nobili

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Sarà il consorzio russo Stroytransgaz a costruire il tratto bulgaro del gasdotto South Stream, secondo quanto riportato dalla rivista di finanza Forbes. Un’azionista importante in seno alla Stroytransgaz è Volga Group (63%), di proprietà di Gennady Timchenko, una personalità al quanto discussa nell’ambiente degli “oligarchi del petrolio” nonchè uno tra gli uomini più ricchi della Russia, dai fitti legami con il presidente Vladimir Putin. Il Financial Times lo ha definito parte del “cerchio interno” del presidente della Federazione russa.

La conferma è arrivata martedì da Vladimir Inkov, direttore esecutivo del South Stream Bulgaria. Nonostante le raccomandazioni della Commissione europea per la rinegoziazione del progetto South Stream , il CEO di Gazprom , Alexey Miller, ha confermato il mese scorso che la costruzione del tratto di terra del gasdotto in Bulgaria e la Serbia avrà inizio nel mese di luglio.

La Commissione europea intanto, tramite il presidente Barroso, ha avvertito il premier bulgaro Plevneliev di intraprendere provvedimenti e accorgimenti nei confronti dell’esecutivo di Sofia per la mancata osservanza delle norme UE negli accordi South Stream, inerenti alle clausole previste per arginare le pressioni del colosso Gazprom, evitando che assuma la partecipazione azionaria più alta, tale da condizionarne i lavori e le eventuali tratte interessate. Il primo ministro Oresharski, dal canto suo, ha dichiarato che la Bulgaria e’ pronta a discutere con Bruxelles e che prenderà in considerazione tutte le norme comunitarie durante la preparazione per la costruzione.

Quanto alla realizzazione di South Stream, la crisi ucraina ha posto in essere ulteriori perplessità sulle nuove strategìe commerciali e politiche tra i paesi balcanici ed est-europei, sempre più confusi e serrati tra le pressioni occidentali dell’ UE, quelle transatlantiche della NATO e quelle di Mosca, che resta tutt’ora il fornitore principale di gas in tutta l’area interessata. L’infrastruttura che importa il gas dalla Russia probabilmente non potrà non non andare avanti; il “South Stream” è un progetto necessario perché il consumo di gas andrà ad aumentare ed è difficile immaginare perché i paesi finora beneficiari dovrebbero farsi del male.

Tags: Bulgaria, south stream, Stefano Nobili, Unione Europea Categories: Argomenti, Bulgaria, Energia, Slider, Unione Europea


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