Bunju (Tanzania ) /Baba Francesco e l'albero dei"Quaranta"

Creato il 21 luglio 2012 da Marianna06


È un albero che mi ha sempre incuriosito e incantato - mi dice, nel corso di una conversazione telefonica ,il "nostro" amico, baba Francesco.

Il missionario della Consolata, che da Torino è volato fino a Bunju per affiancare i "meno fortunati" di noi  e che su Jambo Africa abbiamo  imparato a conoscere.

E l'argomento scaturisce nel dialogo a proposito del fascino di certi paesaggi lussureggianti del Tanzania così come anche dell'attrazione che possono esercitare alcuni ambienti aridi e/o desertici dello stesso.

È tenacissimo. Resiste alla siccità come pochissimi - continua Francesco.

Con la sua insistenza è come se,  quasi , volesse materializzarlo al mio sguardo.

Ha una vitalità che non conosce remore. I suoi rami entrano persino in casa, se non li ridimensioni debitamente.

Però la gente lo massacra, quando lo pota, e lo abbandona con “moncherini” che gridano pietà.

Ma, poco dopo, è  di nuovo garrulo e ridente nel suo verde brllante - prosegue.

Non gli occorre molta acqua per offrire la sua ombra.E' generoso di suo.

- Come si chiama quest’albero? - ha chiesto finalmente, un  bel giorno, baba Francesco nel corso di una delle sue ormai consuete  "ricognizioni" alla scoperta del territorio.

- Si chiama “Di quaranta” - gli ha risposto un anziano.

- Come?

- Di quaranta ,urla quel vecchio (credendolo  sordo), mostrando tutti i suoi denti ancora immacolati.

Proprio così: “Di quaranta” (Mwa arobaini, in swahili), non semplicemente “quaranta”.

- Quaranta persone o cose? - insistette baba Francesco.

- Quaranta malattie.

Meraviglioso e provvidenziale. Le foglie e la corteccia di quest’albero, apprende il "nostro", tramutate in decotto o masticate pazientemente, guariscono da ben quaranta malattie.

Inoltre le donne ne ricavavano legna per cucinare la polenta oppure la carbonella da accendere la sera, porre nel braciere e trovare un po’ di calore nelle notti ventose e fredde.

Gli uomini, poi, ne ricavano assi per sedie o letti: un po’ rozzi, ma sempre meglio della nuda terra.

Ma a  baba Francesco hanno impressionato sopratutto le “quaranta malattie”.

Praticamente tutti i malanni del mondo.

Sarà proprio vero?

Prima di rispondere, l' anziano interlocutore, sul momento ,si concedette una pausa di silenzio.

Infine dichiarò: “Veramente oggi gli uomini e donne sono cambiati molto, troppo, e forse anche gli alberi non sono più come un tempo. Da quando l’uomo è andato sulla luna, tutto è mutato. Per esempio: al presente moltissimi si parlano da lontano, senza vedersi e senza nemmeno alzare la voce, portandosi all’orecchio una cosa che chiamano “cellulare”. Non chiedermi che cos’è, perché non lo so…”.

- Allora, bwana, “Di quaranta” guarisce o non guarisce 40 malattie?

 E'questa la replica insistente di baba Francesco.

- Ah, Dio solo lo sa! -fu la laconica risposta dell'anziano,che poi ,subito dopo, proseguì il suo cammino in direzione opposta.

   Francesco Bernardi (IMC)

   a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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