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Calcioscommesse in Gran Bretagna: partite truccate nella Football Conference

Creato il 29 novembre 2013 da Stivalepensante @StivalePensante

Scandalo nel più alto campionato dilettantistico, rampa di lancio per il calcio professionistico britannico.

Lo stadio del Leyton Orient che milita nella Football League 1 (leytonorient.com)

Lo stadio del Leyton Orient che milita nella Football League 1 (leytonorient.com)

Solo poche settimane fa il ministro della Cultura, Helen Grant, sosteneva che non vi fosse alcuna necessità di nuove leggi per combattere il cancro delle partite truccate, lasciando intendere che il calcio d’Oltremanica fosse immune da tali porcherie. Un’indagine del Daily Telegraph ha permesso di scoprire che “lo splendido isolamento” di cui si fanno vanto da queste parti è solo di facciata e che c’è del marcio anche in Gran Bretagna. E pure parecchio a giudicare dall’operazione condotta dagli agenti della National Crime Agency e che ha portato all’arresto di sei uomini negli ultimi due giorni, fra cui il presunto faccendiere della banda, conosciuto a livello internazionale e che dice di lavorare per Wilson Raj Perumal (il boss di Singapore sospettato di aver gestito il traffico delle partite truccate degli ultimi 30 anni), tre calciatori (ma nessuno della Premier League) e un procuratore (si tratta di Delroy Facey, ex giocatore di Bolton ed Hull e solo nome a finire oggi in pasto alla stampa).

L’inchiesta è partita lo scorso 14 novembre, quando un giornalista del Telegraph è stato avvicinato da un investigatore sotto copertura e con legami con la Fifa, che stava raccogliendo prove su una rete di scommettitori illegali asiatici pronti ad operare in Gran Bretagna. Durante una serie d’incontri, tutti registrati in segreto a Manchester, dove il faccendiere era cliente fisso del Marriott Victoria and Albert Hotel, l’uomo ha svelato come funzionava il giro delle partite combinate, spiegando che bastavano 50mila sterline per truccare i match in questione (tutti di Football Conference, ovvero il gradino più alto dei campionati dilettanti “non league”) e che era solito pagare 5mila sterline extra ad un calciatore per farsi ammonire nei primi dieci minuti della partita (“era quello il segnale di conferma che la gara era combinata”). Non solo, durante “le chiacchierate microfonate” il faccendiere avrebbe poi predetto l’esatto numero di reti realizzate in una gara in programma il giorno successivo (“è la mia squadra e so cos’ha intenzione di fare”) e si sarebbe anche offerto di combinare due partite del prossimo mese, sostenendo di essere in contatto coi giocatori e di poter quindi pianificare agevolmente la combine. E mentre le indagini proseguono e si attendono possibili sviluppi a breve, la Football Association ha annunciato in un comunicato ufficiale che non rilascerà dichiarazioni sull’argomento, almeno fino a quando non sarà fatta piena luce su una sporca vicenda che rischia davvero di essere un bruttissimo colpo per la tanto celebrata correttezza british. (Gazzetta.it)

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