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Calderoli cabaret: una tassa per gli evasori

Creato il 25 agosto 2011 da Albertocapece

Calderoli cabaret: una tassa per gli evasoriCalderoli è un genio assoluto. Un insuperabile genio dell’idiozia. Brancolando assieme alla Lega sulle vie della manovra, cercando qualcosa per farsi sentire dagli elettori piuttosto che fare proposte sensate, si è inventato nientemeno che una tassa sull’evasione.

Già, ma gli evasori mica girano col cartello ho “fregato lo Stato”, bisogna scovarli con la stessa fatica di sempre e una volta che si sia riusciti nell’impresa, fioccano le restituzioni e le multe. Cosa c’entra la tassa? Certo non dobbiamo dimenticarci che si tratta del ministro della semplificazione, che cosa possiamo aspettarci?

Purtroppo ci si può aspettare che abbia un altro aspetto geniale, quello dell’ indecenza che si esprime nella sua vena cabarettistica e surreale. Perché questa trovata è certo un non sense uscito fuori dal mondo di Alice, un aforisma del cappellaio matto, ma in realtà allude a una forma di condono. L’eloquio di Calderoli è uno dei più sgangherati e imbarazzanti per l’intelligenza che si possano immaginare, ma dietro la frase sibillina e disarticolata con la quale ha svelato urbi et orbi  il suo pensiero, si legge tutta la grossolana e confusa malafede del personaggio. ”Non sono d’accordo sulla patrimoniale perché quelle persone sul patrimonio hanno già pagato le tasse, ma dico sì a una patrimoniale con detrazione per le tasse pagate prima che non colpisca chi ha già pagato le tasse”.

Ma su ministro, non s’impanchi in cose difficili, semplifichi, dica che nelle assurdità proposte la sostanza è che si tenta goffamente un condono per chi le tasse non le ha pagate, che dietro la severità di nasconde la corrività è la complicità con l’evasione che ovviamente è destinata ad aumentare se la si premia. Certo bisogna trovare anche chi ci casca, ma nella disperazione leghista di dover parlare in continuazione per non far scoprire che non si ha niente di decente da dire, ci si prova anche con queste idiozie. Che tuttavia sono sempre immoralmente orientate e dunque dotate di una loro perversa coerenza.

Si ci vorrebbe un altro bel falò calderoliano, il falò delle svanità. Magari con il ministro a fare da stoppino.

 


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