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Centro Storico: come si risolve? Valutazione nr. 1.

Creato il 02 luglio 2013 da Laperonza

 

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Il nostro centro storico - lo sappiamo bene, lo abbiamo ripetuto fino alla noia - è uno dei più mal messi del territorio fermano, piceno e marchigiano. Soffre di incuria, di abbandono e di menefreghismo e troppo spesso coloro che se ne riempiono la bocca ponendolo come priorità, in realtà nemmeno sanno esattamente dove comincia e dove finisce, figuriamoci se possano avere un’idea di come portarlo fuori dal pantano nel quale sta affondando.

I problemi che attanagliano il castello montegranarese sono molteplici, direi innumerevoli, ma gran parte di essi può essere riassunta in un concetto: la scarsa appetibilità dell’investimento. Comprare e ristrutturare nel centro storico non è conveniente economicamente. È vero che il prezzo dell’immobile all’acquisto è estremamente basso, quasi risibile, ma i costi di ristrutturazione sono elevati per via della scomodità delle strade, della difficoltà di lavorare con mezzi quali possano essere escavatori o betoniere, ma anche perché risanare il vecchio molto spesso comporta spese superiori al costruire ex-novo. Ponendo, quindi, un costo di acquisto e ristrutturazione che porti l’immobile oggetto dell’investimento a pesare economicamente pari alla costruzione del nuovo, il valore commerciale non può essere comparato con quello di un immobile fuori delle mura castellane. Perché?

Certamente è un circolo vizioso: il degrado fa crollare il valore immobiliare e il valore immobiliare basso genera degrado. C’è però un fattore da non sottovalutare nella valutazione dell’appetibilità dell’investimento: la carrabilità. Il centro storico di Montegranaro non è transitabile da automezzi se non in poche strade e con mille difficoltà dovute alle strade strette. Assolutamente impensabile usare mezzi più grandi di un’autovettura media. Ne conseguono difficoltà nell’arrivare a domicilio, nel parcheggiare (mancano anche molti posti auto) e persino nel consentire il transito agevole di mezzi di soccorso.

In questo la situazione dei tanti immobili diroccati e semicrollati paradossalmente potrebbe essere vantaggiosa. Infatti, alcuni di questi fabbricati insistono in punti strategici per la circolazione. Il prezzo di acquisto delle case oggetto di ordinanza di messa in sicurezza disattesa può essere estremamente contenuto utilizzando una politica ragionata. Una volta acquisiti gli immobili, i quali sono tutti di valore storico-architettonico nullo, si può procedere al loro abbattimento per motivi di pubblica sicurezza ottenendo due obiettivi: la rimozione del pericolo e l’allargamento di tratti di strada altrimenti difficili da transitare. Allargando certe strade si può risolvere quasi totalmente la questione della carrabilità del centro storico, con conseguente eliminazione di una causa primaria della scarsa appetibilità dell’investimento immobiliare. Uno dei fattori negativi sarebbe risolto.

Luca Craia


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