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Chi è Lo Spazio Bianco: Dario Custagliola

Creato il 04 dicembre 2014 da Lospaziobianco.it @lospaziobianco

Dario Custagliola, con noi dal 2012, è il nostro “esperto in webcomics”, curatore della rubrica Nella Rete del Fumetto e della omonima pagina Facebook. Andiamo a conoscerlo meglio!

Ciao Dario, è il tuo turno. Si inizia sempre con una presentazione.

foto_Dario_Custagliola
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Sono nato e vivo ad Aversa, a pochi chilometri da Napoli. Due anni fa ho conseguito la laurea triennale in Storia e a breve completerò il mio percorso di studi con la laurea magistrale in Scienze Storiche. Da oramai tre anni ho incentrato i miei studi su un argomento in apparenza lontano dalla mia passione per i fumetti: lo studio del pensiero e delle vicende politiche che interessarono la Francia e l’Italia nel decennio finale del Settecento. Come dicevo prima è uno studio che è solo in apparenza lontano dalla mia passione per i fumetti: quando scrivo di fumetti ciò che più mi piace fare è analizzarli come prodotti e testimonianze di determinate epoche e specifici contesti storico-culturali. È con questo approccio che ho scritto, ad esempio, i due articoli con i quali ho contribuito allo speciale su Superman che abbiamo realizzato l’anno scorso e allo speciale su Batman di quest’anno. Spero di essere riuscito nel mio intento.
A differenza di molti dei miei colleghi de Lo Spazio Bianco e di molti lettori, ho iniziato tardi a leggere fumetti. Ebbi un primo approccio durante i primi anni del liceo con Berserk di Kentaro Miura e altri manga, poi per diverse ragioni uscirono dalla mia vita per rientrare prepotentemente quando avevo diciannove anni. Da allora sono passati sei anni durante i quali (per la gioia delle fumetterie napoletane e dell’edicolante sotto casa) ho letto davvero molto e di tutto: comics, bd, historietas, fumetti italiani, webcomic e diversi saggi. Paradossalmente ritengo un vantaggio aver cominciato a leggere fumetti a un’età matura, mi ha consentito di approcciarmi al mondo del fumetto con le dovute capacità critiche e una certa capacità di selezione. Attualmente non riesco a immaginare la mia vita senza fumetti.

Da quanto sei dei nostri? Ti ricordi il primo pezzo?
Eccome se lo ricordo! Ho esordito con Lo Spazio Bianco nell’aprile del 2012 con una brevisione dedicata al primo numero di Mytico. Fui massacrato! Generò una lunga polemica e diverse critiche che forse meritavo o forse no. Al di là dell’effettiva qualità di quel pezzo, la vicenda fu istruttiva e ho cercato di ricavarne una lezione. Sapete quando i politici dopo i fallimenti elettorali danno la colpa agli elettori? Chi scrive (a qualunque livello e in qualsiasi ruolo) non deve mai fare così: se vieni criticato per qualcosa che hai scritto la prima cosa da fare non è dare la colpa ai lettori ma un’onesta autoanalisi, un serio esame delle critiche che ti vengono mosse e chiederti se e dove hai sbagliato e come puoi migliorare. A distanza di tempo, rileggendola, pur non rinnegandola, mi rendo conto che quella brevisione conteneva delle “ingenuità” e che avrei potuto fare di meglio: spero di averlo fatto con gli articoli scritti in questi ultimi due anni e di essere migliorato. Ovviamente sta ai lettori dirlo, non a me.
Quello che ricordo con molto affetto è il mio secondo lavoro: un lungo articolo sui primi tre numeri di Mytico scritto a quattro mani con Davide Occhicone. Davide non è più tra i nostri collaboratori ma ci tenevo a citarlo: fumettisticamente parlando è estremamente competente, da lui si può imparare molto, è infaticabile (e i numerosi e mastodontici speciali da lui curati fanno da testimoni) ed è un’ottima persona.
Ovviamente non voglio far torto agli altri: Lo Spazio Bianco è la mia seconda famiglia ed è composto da persone eccezionali. Citarle tutte richiederebbe un’altra intervista!

Sei un grande appassionato di webcomics e curi la nostra rubrica dedicata all’argomento. Che futuro vedi per il fumetto in rete?
Non è certo facile da prevedere. Penso che il mondo del fumetto in rete oggi sia oggetto di una crescita generale. Una crescita che forse avviene un po’ in sordina però esiste: ne è prova la crescita lenta ma costante del numero di lettori, la crescita dell’attenzione degli editori che operano nel fumetto cartaceo, dell’attenzione da parte della critica. A mio parere il mondo dei webcomic è a uno stato poco più che embrionale. Non intendo sul piano della qualità dei singoli webcomic, perché ci sono ottimi artisti in rete, intendo come sistema. Per ora la crescita (intesa come diffusione e aumento dell’attenzione dei tre fattori detti prima lettori/editori/critica) ha un modo di procedere episodico: un anno c’è il fenomeno Pandalikes, poi quello Zerocalcare, l’anno successivo quello Mirka Andolfo ecc. In futuro credo che il mondo dei webcomic abbandonerà questo passo rapsodico. Tanto per fare un esempio, credo che diventerà simile all’attuale mondo delle serie tv che oramai ogni anno con regolarità sfornano prodotti lodevoli, attori per il grande schermo e attirano sempre più spettatori. Da questo punto di vista quantitativo, dunque, credo che il futuro dei fumetti in rete sia almeno pronosticabile: sarà un futuro di crescita. Ovviamente è impossibile dire se ciò avverrà in due, cinque, dieci o venti anni anche perché è strettamente dipendente dall’evoluzione della rete. La diffusione mondiale di Facebook ha ad esempio conferito un’accelerazione esponenziale che non era prevedibile fino a cinque o sei anni fa.
È dal punto di vista qualitativo che è veramente impossibile fare previsioni. Come dicevo, oggi ci sono fumettisti molto validi che operano in rete eppure il mezzo di per sé è stato esplorato pochissimo. Anzi quanti fino ad oggi hanno avuto successo si sono limitati a postare su internet tavole costruite con la logica del fumetto cartaceo e per questo facilmente riproducibili. Ed è in gran parte una scelta dettata da quello che è l’attuale modello dell’industria del fumetto. Ci sarà in futuro questa esplorazione del mezzo? È una domanda alla quale è impossibile rispondere. L’aumento dei numeri di cui parlavo sopra non implica di per sé né un aumento della qualità né un cambiamento delle scelte artistiche. Credo che buona parte del destino dei webcomic dipenderà dalla capacità di dissociare il guadagno dalla riproduzione cartacea. Nel momento in cui i webcomic troveranno il modo di diventare redditizi attraverso altre strade allora probabilmente si sbloccherà quella ricerca di un linguaggio nuovo e peculiare. Parlo di altre strade perché il modello Comixology cioè quello della piattaforma digitale che fornisce fumetti digitali a pagamento è a mio parere destinata a fallire nel breve termine: la “selezione naturale” del web implica la sopravvivenza solo di ciò che è gratuito. Potrebbe sembrare che io veda il rapporto tra webcomic e fumetti cartacei in maniera conflittuale, tutt’altro: il loro rapporto dovrebbe essere dialettico, di reciproco stimolo. Quando il rapporto sarà tale, privo di gerarchie, quando i webcomic smetteranno di essere considerati unicamente come vetrina, quando gli autori di webcomic cominceranno ad esplorare il mezzo, a scoperchiare le potenzialità di questo strumento, quando troveranno un proprio linguaggio (anche se sarebbe meglio utilizzare il plurale) e questo comincerà a influenzare il fumetto “tradizionale”, allora i webcomic avranno raggiunto la maturazione come sistema di cui parlavo prima. Ma ripeto tutto ciò è a mio parere strettamente dipendente dalla effettiva capacità dei webcomic di essere economicamente autosufficienti. Mi sa che sarà un cammino lungo.
Fenomeni già in atto e destinati a progredire sono, invece, l’interessamento di autori famosi e che hanno fatto la loro fortuna con il fumetto cartaceo al mondo dei webcomic (Brian K Vaughan, Jeff Smith, Mark Waid, Grant Morrison, James Tynion, Victor Santos solo per citarne alcuni), il ritorno di alcuni generi che per varie ragioni sono stati fatti un po’ fuori dagli scaffali delle edicole (horror in primis ma anche quello erotico), l’emergere di fumettisti provenienti da realtà geografiche che hanno una scarsa o poco conosciuta tradizione fumettistica.
Non esistono statistiche ma ho la sensazione che sia crescente anche il coinvolgimento del genere femminile sia in qualità di autrici che come lettrici.

Soddisfatto della risposta di lettori e autori alla rubrica?
Molto. La rubrica ha da non molto spento la sua prima candelina sulla torta e durante l’ultimo anno ho visto crescere il numero di lettori e formarsi uno zoccolo duro che non perde una puntata. Nel momento in cui scrivo (30 settembre 2014) le statistiche del sito dicono che i due articoli più letti del mese hanno entrambi come argomento i webcomic. Credo, inoltre, che nel suo piccolo la rubrica sia diventata anche un punto di riferimento per autori e gestori di siti di webcomic. Nell’ultimo anno ho avuto contatti con molti di loro: persone cariche di passione, di amore per il fumetto, competenti, intelligenti e con le quali è sempre un piacere scambiare due chiacchiere. Ciò è importante perché rende ancor più stimolante la mia attività di ricerca e promozione del fumetto in rete.  

Curi anche la pagina Facebook di Nella rete del fumetto: un bilancio finora? Come credi potrebbe migliorare?
Ad essere onesto la pagina facebook mi ha dato meno soddisfazioni della rubrica in sé. Certo anche quella un po’ alla volta sta crescendo, ma vorrei che divenisse più una sorta di community per gli appassionati di webcomic. Se non lo è, ovviamente, è per colpa mia: Facebook è uno strumento il cui utilizzo è dato per scontato, in realtà è più difficile di quanto possa sembrare trovare la giusta comunicazione e il modo per sfruttarlo a pieno. Spero di imparare dai miei errori, di correggere in futuro il tiro e trasformare la pagina nel modo in cui me la immagino.

Dove pensi possa arrivare Lo Spazio Bianco?
Lontano, senza dubbio. Peccherei di falsa modestia se non lo dicessi. La critica su internet si fa sempre più imprecisa, sensazionalistica, fracassona, priva di contenuti, appiattita dalle mode e dalle tendenze. I modelli imperanti sono il tg com e il blog di un noto politico. In questa deriva che ha investito anche il mondo del fumetto, Lo Spazio Bianco oggi è uno dei pochi siti che a mio parere scrive di fumetto come si deve. Dall’interno posso testimoniare che dietro ogni articolo c’è un lavoro lungo, certosino, che prevede tra discussione e processo di revisione il coinvolgimento di molte persone. Ovviamente essendo il frutto dell’opera di esseri umani non può essere infallibile: ciò che, però, mi fa ben sperare nel futuro de Lo Spazio Bianco è la sua capacità di mettersi continuamente in gioco, di ripensarsi, di imparare dagli errori e il suo tentativo costante di colmare le proprie lacune. Il fatto che persone che collaborano o che hanno collaborato con Lo Spazio Bianco ricoprono ruoli in case editrici, nelle organizzazione di fiere del settore o i cui scritti hanno ricevuto pubblicazione cartacea è prova della qualità del sito.

Grazie Dario, ci vediamo in redazione.


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