Magazine Diario personale

Chi ricorda Fukushima?

Da Stefano Borzumato @sborzu
darospoaprincipeCiò che non ci propinano con enfasi nel quotidiano non esiste.

Partendo da questo assioma, la nostra vita prende anonimamente forma ogni santo giorno.Eppure non è necessario essere scienziati per comprendere che esiste anche ciò che non conosciamo.Come enunciato nella celebre scommessa di Pascal, meglio credere in Dio in ogni caso: se esiste, otteniamo la salvezza; se non esiste, abbiamo almeno vissuto tutta la nostra esistenza nella lieta convinzione di non finire in polvere.darospoaprincipeNoi siamo diventati maestri nel vivere un'esistenza completamente non cosciente. Seguiamo fedelmente il principio della rana bollita. Immaginiamo un pentolone pieno d'acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola e l'acqua si riscalda piano piano. Presto diventa tiepida e la rana la trova piuttosto gradevole. La temperatura sale ancora e l'acqua diventa calda, un po' più di quanto la rana non apprezzi, ma sempre ben al di sotto della soglia della preoccupazione. A un certo punto l'acqua comincia a risultare davvero troppo calda, ma la rana è ormai indebolita e non ha più la forza di reagire. La temperatura sale ancora, e la rana, semplicemente, finisce morta bollita.

darospoaprincipeLa natura si adatta a tutto? Certo. Con i suoi tempi, però. E le sue sofferenze. 

A distanza di 30 anni (26 aprile 1986) sappiamo che gli animali hanno finalmente ricominciato a popolare l'area intorno al reattore di ChernobylChe diavolo può essere maisuccesso lì intorno? Sappiamo dei danni irreversibili creati alla tiroide dallo iodio 131; sappiamo che il cesio 137 e lo stronzio 90 provocano la leucemia e nei casi peggiori il cancro; e sappiamo delle mutazioni genetiche riscontrate in quella zona (bambini nati con 2 teste o con 6 dita, ortaggi che raddoppiano o triplicano la loro forma originale, sparizione degli insetti dall'ecosistema).

Ormai siamo pronti a tutto, ci avevano raccontato.E invece... Loro non sapevano che l'11 marzo 2011 un terremoto del 9° Richter avrebbe generato onde alte fino a 40 metri che si sarebbero di lì a breve abbattute sul reattore della centrale nucleare di Fukushima in Giappone. Messa in sicurezza? A oggi, 5 anni dopo, i reattori rilasciano ancora la loro buona dose di radioattività quotidiana: l'incidente classificato in origine come di livello 5, è stato alla fine portato a livello 7, il massimo.

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La Tepco (la società che gestiva gli impianti) ha sempre minimizzato: e, se solo non si fosse dimenticata di comunicarlo anche a Madre Natura, arance e albicocche bicolore, frutta siamese, mais a due teste e foglie nere sarebbero rimasti solo dei particolari di una storia dei Simpson. 

L'esposizione alla radioattività ha condotto inoltre molti bambini a voler emulare chi Hulk, ingrassando fin oltre la soglia dell'obesità; chi Deadpool, lasciandosi cogliere dal cancro. Fumi tossici tradotti in fumetti: facile, no?Neppure il terreno ha seguito un granché i comunicati stampa diramati dai media internazionali: la bonifica ha riguardato quasi 20 milioni di metri cubi di suolo intriso di particelle velenose. Lungo le colline del villaggio di Iitate, uno dei più suggestivi della regione del Tohoku prima della catastrofe, sono stati ammassati 2 milioni e 900 mila sacchi di terra radioattiva: che fine faranno?Aveva proprio ragione Hal 9000: gli esseri viventi sono limitati. Lasciamo dunque che siano le macchine a risolvere il problema. Purtroppo però, a causa delle forti radiazioni, nemmeno i robot inviati per effettuare le analisi intorno al reattore vantano un'autonomia superiore alle tre ore. Stupidi robot che non guardano la tv! 

E la tv s'è puredimenticata di rivelarci un paio di spunti interessanti: 

1) non esiste una tecnologia in grado di risolvere il problema. 
2) nessuno può prevedere l'entità dei danni né tanto meno la durata degli effetti: è la prima volta che capita un disastro del genere.

Navighiamo a vista, perciò, e vediamo dove ci porta il cuore. Confidando però che non segua la corrente del Pacifico. Il problema maggiore, infatti, è dato proprio dallo sversamento delle acque contaminate nell'Oceano Pacifico e nelle falde acquifere circostanti:i detriti radioattivi sono arrivati fin sulle coste della California; foche, orsi polari e trichechi (che notoriamente non guardano la tv) perdono il pelo e presentano ferite aperte; i tonni esaminati risultano contaminati; i fondali cosparsi di pesci morti. L'Apocalisse è tra noi? Sicuramente dal 27 maggio, nei cinema.

E a 'sto punto una domanda sorge proprio dal profondo: perché ci dicono che visitare l'Egitto è pericoloso, ma nulla ci raccomandano in merito a Giappone e California?

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Venite tutti a girare in italia, no? Noi siamo stati più furbi e non abbiamo all'interno dei confini nemmeno una centrale nucleare (che pure avrebbe abbassato di parecchio le bollette energetiche dei poveri popolani). 

Vada pure per la bolletta più cara e per l'importazione di energia dalla francia e dalle sue centrali, ma perché rinunciare alle tossiche radiazioni? Non sia mai. Abbiamo anche noi la nostra ricetta: ed ecco a voi il Muos!

Noi non siamo secondi a nessuno, quando parliamo di furbizia: avremo anche noi i nostri supereroi!


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