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Chi si adatta alle circostanze, le crea!

Nel luglio scorso la Corte di Giustizia europea ha stabilito il divieto assoluto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo. Una sentenza che conferma come, sia in ambito economico che alimentare, la strategia dell'Unione europea sembra essere finalizzata alla limitazione dell'autonomia degli Stati membri.
Dall’assalto alla
sovranità monetaria (basti guardare l’approvazione del Fiscal
Compact e/o del Mes) all’attacco alla sovranità alimentare.
L’Unione Europea sembra che voglia, di fatto, smantellare pian
piano tutti gli assi che ogni Stato membro tenta di giocarsi per
mantenere un minimo di autonomia.
Tutto ruota attorno ad una
direttiva comunitaria - in vigore dal 1998 - che stabilisce come la
commercializzazione e lo scambio di sementi, sia di solo appannaggio
delle ditte sementiere (come la Monsanto). Agli agricoltori questo
commercio è vietato. Molte le realtà associative di volontari che
si sono costituite per opporsi a questa assurda regolamentazione,
distribuendo sementi presenti fuori dal catalogo ufficiale delle
multinazionali.
Come se non bastasse, la Corte di Giustizia
europea, tarpando le ali anche a questi timidi tentativi di
'ribellione', ha ribadito - con una sentenza datata 12 luglio –
l’assoluto divieto di commercializzare le sementi delle varietà
tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo
ufficiale europeo. La sentenza, quindi, mette fuorilegge tutte le
associazioni che si occupano di questo.
Altro conflitto
'istituzionale', si sta verificando anche dentro i nostri confini. La
Regione Calabria, dopo aver emanato una legge che favorisce la
commercializzazione di prodotti regionali, si dovrà scontrare con il
governo nazionale di Mario Monti. Il Consiglio dei Ministri ha per
l’appunto fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro questi
provvedimenti di agricoltura a 'chilometro zero'.
Secondo il
governo dei tecnici, la normativa regionale in questione, prevede
delle disposizioni che – favorendo i prodotti calabresi -
ostacolerebbero la circolazione di tutte le merci in contrasto con i
principi comunitari. Il messaggio che si vorrebbe far passare quindi,
è che la circolazione di merci regionali sia quella avvantaggiata,
rispetto a quella meno libera dei prodotti
extraregionali.
Controllando le sementi, le multinazionali
avranno vita facile per introdurre le colture OGM, nocive per gli
esseri umani.
Perché continuare a parlare di questo? Perché
ribellarsi? Perché, come scriveva il drammaturgo Václav Havel: “Chi
si adatta alle circostanze, le
crea”.
Fonte: http://www.ilcambiamento.it/legislazione_ambientale/sovranita_alimentare_strategia_unione_europea.html
Dott. Fabio Troglia
fabio.troglia@gmail.com
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