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Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Talsete di Marsantino', il nuovo disco dell'Estate di San Martino

Creato il 21 gennaio 2013 da Conlozoppo
Basta poco che ce vo', recitava un vecchio spot. A volte basta un anagramma e il gioco è fatto. Sembrerebbe così per l'Estate di San Martino, che spariglia le lettere e tira fuori Talsete di Marsantino: in realtà dietro c'è ben altro. C'è un tema classico, inevitabile, per il progressive: il tempo. La longeva band umbra lo affronta ancora una volta, in un perpetuo pendolo che oscilla tra passato e presente, tra l'eredità di un genere che si ostina a non morire e il futuro tutto da scrutare. L'Estate è uno di quei gruppi attivi da tanti anni ma balzati all'attenzione dei cultori prog solo di recente: una storia vecchia per questo panorama, che conosce spesso vicende artistiche costruite su ritorni e affermazioni orgogliose.
Il tempo è alla base anche dell'originale concept del gruppo: l'archivista Talsete fronteggia un enigma tra l'urgente attualità del Long Now Clock (l'orologio del tempo presente) e il magnetico salto all'indietro di Hallucigenia, il fossile di Burgess. Dopo "Alder" (2006) e "Febo" (2008), il chitarrista Riccardo Regi e i suoi puntano all'opera più ambiziosa, non solo per la dimensione aperta da "working band" e il coinvolgimento di eccezionali special guest (Steve Hackett, Francesco Di Giacomo e Bernardo Lanzetti), ma anche per l'articolazione concettuale e l'adesione - ormai definitiva - a un linguaggio totalmente progressive.
Si intravedono chiaramente i riferimenti che spaziano dal mondo Genesis (con addentellati alle carriere soliste e ai Brand X) all'accoppiata Banco/PFM, ma il quintetto amalgama bene ogni influenza sfoderando un sound compatto e deciso. A differenza di molti colleghi che rispolverano un linguaggio passatista in particolare nei suoni, l'Estate punta a un approccio più fresco, spesso melodico e arioso. Il rock-jazz spedito di "Archivista", l'art-rock composito di "Mono Lake", "S.e.n.o." e "Pesce vela" e il pastello elettroacustico di "Hallucigenia" cedono il passo a episodi più intimisti ("Il cielo per San Lorenzo" e "Long now clock", "Otto" con Hackett e Di Giacomo), fino ai confini del prog-folk ("L'estate di San Martino").
Un ottimo album per l'Estate: convincente, dal profilo signorile, tirato a lucido ma non freddo, consigliato ai palati fini.
http://www.lestatedisanmartino.it(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3625)

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