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Chi va con lo Zoppo... ascolta 'The Chandrasekhar Limit', il nuovo album degli Zenit

Creato il 07 luglio 2013 da Conlozoppo
Ascoltando l'ultimo album dei Silver Key ho confermato una mia impressione: se il new prog è fatto bene, se ogni ingrediente è dosato a dovere, se ogni elemento ha il giusto spazio senza sovrapporsi, allora la formula funziona ed è persino piacevole. E' una regola aurea valida per ogni genere, compresi quelli più statici sia in area progressive (il metal-prog ad es.) che fuori (es. stoner e doom). Importante non strafare.
Il nuovo album degli Zenit risponde a tale saggia norma: un lavoro di purissimo new prog con tutti i crismi del caso, dalla voce fishiana al lussuoso excursus strumentale floydiano, dall'incalzare epico caro ai Genesis allo scenario imponente in stile Yes. D'altronde i sette anni che separano questo disco dal predecessore "Surrender" non sono trascorsi invano per Andy Thommen e soci, che hanno riflettuto sulla svolta "definitiva" da dare alla propria attività. Tutto concorre a rendere "The Chandrasekhar Limit" un'opera inattaccabile: peccato però che la band svizzera abbia voluto sovraccaricare, rompendo il magico equilibrio che sulla carta pareva funzionare.
Basta ascoltare l'opener "Awaken", l'incisiva "Pulsar" e le due suite, l'ottima "Matrimandir" e l'imponente "The Daydream" (una sorta di "Close to the edge" dei nostri giorni per ampiezza e dinamiche interne), per cogliere pregi e difetti dell'operazione: prog-rock confezionato ottimamente, senza scossoni e cedimenti, una sorta di grande rassegna delle varie anime del genere ma proprio per questo impersonale, così come accadeva alla vecchia band Clepsydra. A favore degli Zenit va riconosciuta comunque la qualità del progetto, le ambizioni e i mezzi - compositivi e tecnici - per raggiungerle, l'attenzione al dettaglio in linea con il concept tra scienza e spiritualità, l'abilità nell'estendere il modello marillioniano ad aperture varie.
Un album impeccabile, di sicuro il migliore della prog band svizzera, peccato trovarlo ancora così legato a certi stilemi.
http://www.fragile.net(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3659)

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