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Chuck Phalaniuk, Irvine Welsh e le Ferrari che non so guidare

Creato il 31 luglio 2012 da Tizianogb

Chuck Phalaniuk, Irvine Welsh e le Ferrari che non so guidare Abbiamo tutti le nostre delusioni, prima o poi: è inevitabile. Un po' come l'acqua che cade dal cielo o gli orsi che cagano nel bosco (antico detto americano)... voglio dire, il giorno che pioverà latte e menta o che i nostri simpatici amici a quattro zampe impareranno ad usare i cessi dei campeggi, sarà probabilmente anche quello in cui la smetteremo di avere delusioni da questa o quell'altra cosa; ma fino ad allora temo che dovremo farci l'abitudine. La vita è piena di delusioni. Questo è un fatto.  Ma che diavolo voglio dire, con tutto 'sto popò (tanto per rimanere in tema fecale) di introduzione? A volte mi piace tirarla lunga, lo so. E non sto parlando della cacca. Ma torniamo alle delusioni... Mi chiedevo: si può apprezzare un autore pur senza riuscire a leggerne una pagina? Che diavolo c'entra con le delusioni, direte voi? E' presto detto. L'altro giorno sono andato in libreria e ho comprato due romanzi di Phalaniuk: "Soffocare" e "La ninna nanna della morte". Siccome, all'epoca, mi era piaciuto tantissimo Fight Club (parlo del film) mi sembrava giusto rimediare ad una delle mie tante pecche, e cioè quella di non aver mai preso in mano un libro di Phalaniuk. Insomma, non è che sia una regola fissa, ma uno scrittore dovrebbe prima di tutto leggere il lavoro degli altri, oltre che scrivere... non vi pare?  Chuck Phalaniuk, Irvine Welsh e le Ferrari che non so guidare Per farla breve: come già pensavo, Phalaniuk è un genio e le sue storie sono fottutamente devastanti, dei veri pugni nello stomaco. Quest'uomo possiede un puro, limpido talento. Eppure non riesco a leggerlo... la delusione è questa. E' un po' come comprare una Ferrari e scoprire che non riesci a guidarla. Ci rimani male, cazzo. Ok, un libro in versione economica costa qualche euro meno di una Ferrari, mi pare... Ma il mio non è un ragionamento puramente materiale: non sto parlando di soldi. Ad ogni modo, la stessa cosa mi era capitata con Irvine Welsh. Adoro le storie di Welsh (viste al cinema o in dvd), ma i suoi romanzi non riesco proprio a leggerli: il che mi fa incazzare come una bestia.  Per quanto riguarda Phalaniuk, penso che sia per il modo in cui gestisce i punti di vista. In pratica, a volte è come se lui parlasse direttamente al lettore ed è una cosa che non sopporto... però attenzione: non sto dicendo che sia sbagliata (chi cazzo sono per dirlo?), ne che non vada bene. Sto solo dicendo che non lo sopporto. Insomma, questa Ferrari non la so guidare. Con Irvine Welsh, invece, il discorso è un altro, e cioè lo slang: non ho mai apprezzato troppo i romanzi che ne fanno uso. Gli errori grammaticali, anche se sono consoni al personaggio, preferisco non vederli nero su bianco. Ma, anche qui, è solo una questione di gusti. Anzi, diciamo pure che le Ferrari che non so guidare sono due. Però entrambe rimangono delle gran belle fuoriclasse...
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