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Cielo di Sabbia di Joe R. Lansdale

Creato il 21 ottobre 2013 da Bangorn @MarcoBangoSiena

Mi è capitato di leggere un brutto libro due settimane fa. Ogni tanto può succedere. Per brutto intendo scritto male, grossolano, con idee vecchie e realizzate male. Perfino artificiale e meccanico, soprattutto nei dialoghi. E non era di un autore indipendente, anzi, un libro che ha pure vinto un concorso ed è stato pubblicato da una BIG, un editore di quelli con tutti i crismi, con il suo esercito di editor e collaboratori con le palle. Sì, una di quelle case editrici impeccabili, i cui prodotti sono sempre di qualità.
E dopo un brutto libro, cosa posso fare? Leggerne uno di Joe Lansdale per tirarmi su il morale. Ed ecco Cielo di Sabbia.

Copertina originale

Copertina originale

Trama

Anni ’20. Grande Depressione. Jack vive in Oklahoma con i suoi genitori, in una zona in cui ogni giorno una tempesta di sabbia porta via la vita alla gente. Il terreno è incoltivabile, i pozzi secchi. La madre di Joe muore. Il padre si impicca. Al ragazzo non resta che mettersi in viaggio verso altre zone, nella speranza di sopravvivere. Lo fa con Jane e il suo fratellino Tony, due ragazzini di una fattoria vicina che vengono da lui a cercare aiuto. I tre partiranno per il Texas, ma lungo la strada incontreranno alcune disavventure.

Cover italiana

Cover italiana

Considerazioni

Parente stretto di Acqua Buia, Cielo di Sabbia è uno di quei romanzi dove Lansdale si cala nei panni di un ragazzino che si deve mettere in viaggio per sfuggire a qualcosa. E a Joe questi romanzi riescono bene.
Senza pretendere chissà che, si legge in un soffio, con pagine che scivolano via veloci in poche ore. Ho finito le ultime 100 pagine in una sera, senza fermarmi, arrivando in fondo senza rendermene conto. Questo è uno dei meriti che va a Lansdale: il riuscire a non far sbadigliare il lettore mettendo in campo cose semplici.

Un ospite sempre gradito sul mio blog

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La forza di questo romanzo è proprio la semplicità che troviamo nella voce di Jack che descrive la storia, e le altre voci che danno vita ai dialoghi, sempre ironici e pungenti.
È da considerare un romanzo di crescita? Non lo saprei dire. Lo vedrei benissimo adattato per il cinema, un film da guardarsi in una sera d’estate.
E chiuso il libro ero pronto ad affrontare qualcos’altro, qualunque libro fosse. Tanto so che c’è già un altro romanzo di Lansdale da qualche parte che è pronto a risollevarmi il morale.

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