
Prossimo film
Giovedì 15 dicembre 2011
ore 21
il villaggio di cartone
per la regia di Ermanno Olmi
Intenso
e appassionato, una riflessione sull'apparente inutilità della
Chiesa
GiancarloZappoli

Ermanno Olmi
Una
chiesa. Un parroco. Un'impresa di traslochi. La chiesa non serve più
e viene svuotata di tutti gli arredi sacri, ivi compreso il grande
crocifisso sopra l'altare. Restano solo le panche in uno spazio
vuoto. Il vecchio prete sembra non sapersi rassegnare a questa sorte
mentre il sacrestano ne prende atto. Ma, di lì a poco, un folto
gruppo di clandestini in cerca di rifugio entra nella chiesa e, con
panche e cartoni, vi installa un piccolo villaggio. Il sacerdote vede
la sua chiesa riprendere vita ma dall'esterno gli uomini della Legge
si fanno minacciosi.
Ermanno
Olmi aveva dichiarato, nel momento dell'uscita di Centochiodi,
che da quel momento si sarebbe dedicato esclusivamente al
documentario. Qualcuno o qualcosa (forse questi nostri tempi cupi) lo
ha fortunatamente convinto dal desistere dal proposito per poterci
donare questa riflessione che ricorda, per intensità e passione
politica (nel senso più alto e carico di valore del termine),
l'Eliot di “Assassinio nella cattedrale”. Olmi porta sullo
schermo l'apparente inutilità della Chiesa. Il suo svuotamento è
visto come ineluttabile dal sacrestano pronto a tradire. Ma è
proprio da questa spoliazione che il senso di ecclesia può tornare
ad acquisire il significato delle origini.
A
offrirglielo saranno quelli che vengono considerati gli invasori e
che agli occhi del mondo stanno occupando un luogo che fu sacro ed
ora non può più offrire asilo. Saranno però loro a ridare un
valore al fonte battesimale pronto a raccogliere la pioggia che
scende dal tetto e, soprattutto, a consentire al vecchio parroco di
trovare un senso al Mistero. Quel Mistero sul quale si è trovato a
dubitare non ora, nel momento del depauperamento, ma quando la sua
chiesa era affollata. Quel Mistero che fa sì che Dio si manifesti
attraverso gli occhi di uomini e donne i cui sguardi, quando si
incrociano, possono mutarne i destini.
L'uomo
di Chiesa senza più una chiesa diviene più forte, più capace di
interrogarsi fino a riuscire a comprendere che il Bene è più grande
della Fede. È in nome di questo Bene che può opporsi alla stupidità
degli uomini di legge, pronti ad obbedire a qualsiasi assurdità,
ricordando loro che verrà il giorno in cui saranno giudicati per
quanto fanno a questi ultimi privi di difesa. Una difesa che non può
venire da un terrorismo che mette sterilmente Dio contro Dio ma solo
da una pietas che muti nel profondo il corso di una Storia che, in
caso contrario, provvederà autonomamente. Il cinema ha bisogno di
autori come Olmi che sappiano mostrarci uno specchio in cui
riflettere dubbi e certezze per scalfire pregiudizi e non smettere di
interrogarci. Bentornato Maestro!