Solidarizziamo con il malcapitato dirigente costretto come uno scudo umano a difendere l’assessore De Bona, portatrice a a propria volta non colpevole (detestiamo i crucifige) della responsabilità dell’amministrazione Perri, sottomessa ai noti poteri. È stato imposto il museo del violino e il Comune si ingegna per far credere che tale museo faccia parte di un circuito o di un progetto. Non è così. Spiace farlo notare: infatti lo scriviamo senza acredine. Il Comune ha perso la sua autonomia. È talmente ovvio che per ricucire lo strappo è stato aperto un nuovo settimanale. Ma servono fatti, non pagine colorate.
Il dirigente si trova a citare uno studio precedente di cui non si sa stranamente nulla (perché? ) e difende il progetto di un grafico che mostrerebbe in modo preoccupante “un violino a forma di torrone”.
Normalmente prima le città si sviluppano secondo una propria identità più o meno variegata, poi, quando esiste una sostanza, se ne diffonde l’immagine, si fa marketing.
A Cremona si procede a caso. Una volta questa era la capitale dell’agricoltura, adesso l’unicità di Cremona è la liuteria. E dire che l’agricoltura, l’allevamento e l’agroalimentare coinvolgono molte più persone e attività e hanno una lunga e complessa storia assai partecipata dalla popolazione. La liuteria poi consiste di botteghe, di produzione artigianale di strumenti ad arco: di questo il marchio presentato due anni fa non parla affatto. E chi crede che il museo del violino sia il cuore di Cremona, se nemmeno fa parte di un progetto complessivo?
Un marchio poi non è un semplice progetto grafico, e non è riducibile alla compiacenza dei commercianti, solo per non perdere i loro voti.
Se diciamo “la grande mela” capiamo di che cosa stiamo parlando, come pure della città “virgiliana”, o della città “col cuore in mano”, della moda, del lavoro, della cultura, O Bologna la dotta e la grassa. Un marchio e una frase, un simbolo e un concetto che identifichi la città. Promuovere l’immagine della bella Cremona si potrà ben fare, dopo che esisterà un progetto da promuovere, non una somma di iniziative che ora sono semplicemente consumistiche, ben separate dalla vita quotidiana dei cremonesi.
Si ribatterà che siamo rossi e quindi facciamo propaganda contro il centrodestra. Ma i cremonesi soffrono la crisi economica, hanno altri problemi, vogliono soluzioni. Se gli enti locali ce la faranno a far compiere un passo avanti a città e territorio i cittadini lo vedranno da soli e sorrideremo noi pure.
Magazine Informazione regionale
Città senza identità chiara e senza immagine da pronuovere
Creato il 09 marzo 2013 da Cremonademocratica @paolozignaniPotrebbero interessarti anche :
