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Come provare scientificamente che una religione è quella vera

Creato il 23 gennaio 2011 da Andream
Nel suo articolo «Religion's Claim to be Non-Disprovable» («La pretesa della religione di essere inconfutabile»), Eliezer S. Yudkowsky, un ricercatore al Singularity Institute for Artificial Intelligence, affronta il tema della verificabilità o meno della religione.
Quello che ha catturato la mia attenzione è stata la sua presentazione del più antico esperimento scientifico «moderno»: un esperimento per verificare se una religione sia vera, preso direttamente dall'Antico Testamento!
L'esperimento di Elia

Come provare scientificamente che una religione è quella vera

Sacrificio di Elia, dalla sinagoga di Dura Europos

L'episodio in questione è quello di Elia e dei sacerdoti di Baal (Primo libro dei Re, 18:17-40) . Il profeta Elia si reca dal re Acab e dal popolo di Israele tutto e li accusa di aver abbandonato il culto di Yahweh in favore di quello di Baal (18:17-21).
Poiché il popolo tentenna, Elia decide di dimostrare agli Israeliti che Yahweh è il vero Dio, e che Baal è quello falso.
Elia da una parte e quattrocentocinquanta sacerdoti di Baal dall'altra erigeranno due altari e vi scanneranno sopra due giovenchi, ma senza accendere il fuoco per l'olocausto; sarà il vero Dio ad accendere il fuoco dell'altare a lui dedicato:
22 Elia aggiunse al popolo: «Sono rimasto solo, come profeta del Signore, mentre i profeti di Baal sono quattrocentocinquanta. 23 Dateci due giovenchi; essi se ne scelgano uno, lo squartino e lo pongano sulla legna senza appiccarvi il fuoco. Io preparerò l'altro giovenco e lo porrò sulla legna senza appiccarvi il fuoco. 24 Voi invocherete il nome del vostro dio e io invocherò quello del Signore. La divinità che risponderà concedendo il fuoco è Dio!». Tutto il popolo rispose: «La proposta è buona!».

Yudkowsky fa notare che si tratta di un esperimento vero e proprio per vedere quale sia il vero Dio. Il sacrificio a Baal è l'equivalente del «gruppo di controllo» degli esperimenti moderni: anche lì c'è la legna da ardere, anche lì un giovenco simile a quello di Elia, anche lì dei sacerdoti che invocano Dio e gli chiedono di consumare il sacrificio offerto; la differenza è che Baal è un falso dio!
E infatti, malgrado i loro sforzi, i sacerdoti di Baal non riescono a far accedere il fuoco (e sono presi in giro da Elia):
25 Elia disse ai profeti di Baal: «Sceglietevi il giovenco e cominciate voi perché siete più numerosi. Invocate il nome del vostro Dio, ma senza appiccare il fuoco». 26 Quelli presero il giovenco, lo prepararono e invocarono il nome di Baal dal mattino fino a mezzogiorno, gridando: «Baal, rispondici!». Ma non si sentiva un alito, né una risposta. Quelli continuavano a saltare intorno all'altare che avevano eretto. 27 Essendo già mezzogiorno, Elia cominciò a beffarsi di loro dicendo: «Gridate con voce più alta, perché egli è un dio! Forse è soprappensiero oppure indaffarato o in viaggio; caso mai fosse addormentato, si sveglierà». 28 Gridarono a voce più forte e si fecero incisioni, secondo il loro costume, con spade e lance, fino a bagnarsi tutti di sangue. 29 Passato il mezzogiorno, quelli ancora agivano da invasati ed era venuto il momento in cui si sogliono offrire i sacrifici, ma non si sentiva alcuna voce né una risposta né un segno di attenzione.

Ora tocca ad Elia, che però decide di rendere ancora più difficile la propria impresa: dopo aver costruito il proprio altare, aver scannato il giovenco e averlo messo sulla catasta di legna chiede al popolo per tre volte di riempire dei vasi di acqua e di rovesciarli sul sacrificio (18:30-35).
Yudkowsky sottolinea come il gesto di gettare acqua sulla legna, cosa che rende l'accensione del fuoco più difficile che nel caso dell'altare di Baal, sia una sorta di accettazione dell'onere della prova da parte di Elia: egli intende dimostrare che l'accensione del sacrificio a Yahweh non sia un caso.
E, come prevedibile, arriva l'osservazione del fenomeno che sancisce la riuscita dell'«esperimento» di Elia:
36 Al momento dell'offerta si avvicinò il profeta Elia e disse: «Signore, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, oggi si sappia che tu sei Dio in Israele e che io sono tuo servo e che ho fatto tutte queste cose per tuo comando. 37 Rispondimi, Signore, rispondimi e questo popolo sappia che tu sei il Signore Dio e che converti il loro cuore!». 38 Cadde il fuoco del Signore e consumò l'olocausto, la legna, le pietre e la cenere, prosciugando l'acqua del canaletto.

Ma i paralleli tra questo episodio ed un esperimento scientifico moderno non sono finiti. Abbiamo anche i peer reviewrs che confermano la riuscita dell'esperimento:
39 A tal vista, tutti si prostrarono a terra ed esclamarono: «Il Signore è Dio! Il Signore è Dio!».
e l'eliminazione definitiva dell'ipotesi confutata, con l'uccisione di tutti e quattrocentocinquanta sacerdoti di Baal:
40 Elia disse loro: «Afferrate i profeti di Baal; non ne scappi uno!». Li afferrarono. Elia li fece scendere nel torrente Kison, ove li scannò.
Su quest'ultimo punto Yudkowky chiosa:
Si tratta di un gesto severo ma necessario. Bisogna scartare con fermezza l'ipotesi falsificata, e farlo in fretta, prima che generi delle scuse per proteggersi. Se ai preti di Baal fosse stato concesso di sopravvivere, avrebbero iniziato a farfugliare che la religione è un magistero separato, che non può essere provato né confutato.

Come provare scientificamente che una religione è quella vera

Massacro dei sacerdoti di Baal, di Gustave Doré


Perché credo che questo episodio sia importante? Perché ritengo che sia un indizio di come la religione sia essenzialmente progettata per sottrarsi alla verifica dei fatti e in questo modo mantenersi «vera» malgrado le sue affermazioni siano continuamente confutate. Ne parlerò in un prossimo articolo.
Articolo ispirato da «Religion's Claim to be Non-Disprovable» di Eliezer S. Yudkowsky e «Reading Yudkowky, part 10» di Luke Muehlhauser. I brani biblici sono della traduzione CEI/Gerusalemme. La foto dell'affresco di Dura Europos proviene da «Bible Story: Ahab e Jezebel», di Laura Gibbs.

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