Complotto di un pomeriggio di tarda estate

Creato il 24 settembre 2011 da Bruno

"Tornerààà un altro invernoooo
cadranno mille petali di roseee
la neve coprirà tutte le coseee
e ancora un po' di nebbia arriverààà
Odio l' estateeee ..."

Era un assolato pomeriggio di settembre, e faceva molto caldo; era scoppiata l' afa.
I ragazzi all' uscita di scuola vendevano i libri, la Cittadella Pentagonale era un deserto conosciuto, e tutt' attorno sembrava quasi un mare, l' erba ... 
Era tutto un insieme di cose a condurre quel giorno il cantore di corte Benedetto Galeazzo a far visita all' amico Vespasiano presso la sua Piccola Atene, nel Granducato di Mantova ...
Il caldo torrido gli aveva riportato automaticamente alla mente quel ritornello ( ma faceva proprio così ? ... mah ) che, si diceva, il poliedrico showman eretico Giordano Bruno Martino avesse composto, improvvisandolo, proprio sul rogo che col suo avvolgente calore si stava rivelando fonte di gioia e di dolore di gran lunga superiore a quella di un amore che era ormai passato ... ( NdA:  e dai, piantiamola -perfavore- con questa mania della rima -con amore- , che non va neanche più tanto di moda, parbleu ... ) dando -dicevamo- contemporaneamente pubblico sfoggio sia della sua proverbiale capacità di stoica concentrazione ed estemporanea ars oratoria, sia dello sprezzo da sempre sfacciatamente rivolto alla congrega di prelati che ne avevano ordinato l' inquisizione, sia del narcisistico e malcelato bisogno di ammirazione da parte di una acerba quanto formosa platea femminile che, in vero e proprio visibilio e tripudio orgasmico culminante nell' atto di togliersi e lanciare verso l' artista ormai visibilmente accaldato e virilmente sudato il proprio reggiseno ( rituale di origine ignota ed arcaica che allora prendeva il nome più spiccio di sabba ), alla fine del refrain si ostinava a chiedere inutilmente il bis, mentre nostalgico partiva solo un assolo di sax ...
Sarà stata la deformazione professionale indotta dal suo ruolo di strillone di corte, fatto sta che Benedetto Galeazzo si era accorto da tempo che il suo inconscio, da lunghissimo tempo ben addestrato alla sviolinata facile, gli rendeva automaticamente disponibili queste associazioni canore alla situazione che via-via gli si parava davanti, note e frasi tagliuzzate qui e là che egli sapeva imbastire in estemporanee sviolinate con magistrale bravura, tanto da lasciar letteralmente esterrefatto da tanto virtuosismo anche il temibile duo, nemico di sempre, Berlusconi-Apicella.
E il caldo della pianura quel giorno era veramente insopportabile, o così a lui pareva, ormai più avvezzo al fresco clima alpino, quello della sua Svizzera e della vicina Baviera dove, "semel in anno insanire licet", è uso ritrovarsi con altri attempati buontemponi del suo stampo a parlottare del più e del meno, e a sollazzarsi dopo un paio di "sgnappe" con ingenui e goliardici "divertissement" di gruppo del tipo: "Vediamo chi centra il bicchiere facendo pipì" ... giochi nei quali i circoncisi come lui, naturalmente avvantaggiati, non mancavano di eccellere, cogliendo il destro per deridere ed umiliare gli altri che la facevano fuori con l' epiteto, ritenuto chissà perchè ignobile e oltraggioso oltre ogni umana capacità di sopportazione, di: "revisionissstaaa" !   

... "Ecco perchè l' hanno bruciato i preti"
diceva intanto tra sè e sè a bordo della sua carrozza ad alta velocità equipaggiata con doppio tiro di cavalli arabi ... "mica per quelle quattro banalità che diceva ... del resto lo sapevano benissimo che Giordano Bruno Martino era ideologicamente uno dei nostri, cosa vuoi che dicesse ... o è polenta, o è pan bagnato, parbleu"
( ... Ebbene sì, a quel tempo il Francese era la lingua ufficiale di corte, parbleu ! ) ...
"Faceva un po' di scena come da copione, ma non ha mai torto un capello a nessuno .... No, è che cantava sguaiato, con quelle "o" così aperte ... hanno fatto bene a bruciarlo, ma è meglio che la gente continui a credere che è stato solo per quello che diceva" ... e fu quello il motivo per cui i giorni successivi le copertine del suo zibaldone "Il Granducato" ritraevano il poveretto sul rogo con un' orrenda morsa di ferro che gli tappava la bocca.
  Così, tra un pensiero e l' altro, tra un refrain azzeccato ed uno completamente storpiato, Benedetto Galeazzo giunge finalmente in vista della Cittadella Pentagonale, quella che il suo amico e mecenate Vespasiano Gonzaga aveva fortemente voluto quale "città ideale" rispondente al concetto architettonico che Leon Battista Alberti aveva già espresso in alcune chiese della vicina Mantova ... una cittadina che doveva rappresentare un "modello esemplare di incontro tra classicismo e modernità", la sua piccola Atene, insomma ... che per rendere ancora più moderna pensò bene di fornire di una zecca indipendente, gestita da tal Marione Drago ( che qualcuno ancora oggi insinua appartenere alla stessa stirpe del Galeazzo, o comunque alle dirette dipendenze del circonciso Goldamano Lestamano, che tanti traffici aveva nel Belpaese e nell' intero mondo ) ... zecche ebraiche che i Gonzaga si apprestarono ben volentieri ad appoggiare in tutto il mantovano e che, a fronte di un po' d' interessi che tanto pagava il popolo ignaro, si rivelarono assai utili alla difesa del Ducato di Mantova stretto tra una morsa di ben 4 Signorie potentissime di stanza nelle limitrofe Milano, Verona, Parma e Ferrara, garantendogli un felice ed incontrastato dominio di oltre quattro secoli.  
Del resto Galeazzo, pur ignorando il motivo per cui Vespasiano lo aveva con tanta premura convocato a corte, sapeva che in quelle terre si sarebbe trovato a suo agio ed in ottima compagnia, favorendo l' intera dinastia dei Gonzaga di Mantova il libero insediamento della comunità ebraica, che creò così nel mantovano una delle maggiori comunità italiane del tempo.
Ma ormai era giunto a corte, e ben presto avrebbe saputo dallo stesso Vespasiano il motivo della sua visita ... 

 "Che anno è ?" esordì Vespasiano Gonzaga senza nemmeno degnare di uno sguardo il fedele Galeazzo ...


"Ma come, Signore ... è il primo anno del nuovo secolo, l' alba radiosa di una nuova era, l'inizio di un nuovo rinascimento, il dominio della ragione, il ..."
"Piantala con queste castronerie, e dimmi che anno è" ... "è il 1501, Signore" ... " e che giorno è ?" ... " l' undici settembre, Signore"
"Bene, allora è il tempo che mi confidi con te ... vedi, Benedetto Galeazzo, io ho voluto fare di questa cittadina un' ode all' utopia rinascimentale, un tempio della bellezza classica ( sì, è vero, anche un tempio ebraico, ma adesso non stiamo a sottilizzare ... ) ... dicevo, una "piccola Atene", e non si dica più che noi militari siamo solo dei rozzi sanguinari ...
... Ma, c'è un ma ... ho un cruccio che mi rode da tempo, un vero e proprio incubo che mi tiene sveglio la notte ... Sì, perchè ci sono proprio nella piazza cittadina quei due cosi ... quei due ... oddio, sto male solo a pronunciarne il nome ... quei due obrobri, quei due CESSI ... sì, insomma i due "vespasiani" ... non posso più vederli ... e, beffa delle beffe, la gente ( ignoranti che non sono altro ! ) si congratula con me per la loro utilità, come se fossero una mia idea ... e non sanno che i cessi pubblici prendono il loro nome da quell' altro Vespasiano, il Romano ... che tristezza, che onta ... essermi prodigato tanto per il bello, e rischiare di essere tramandato ai posteri solo ed erroneamente in virtù di due cessi pubblici ...

"Beh, se si tratta solo di questo, posso montare un' ampia operazione di propaganda capillare, che decanti il tuo magnificente operato ..."
"No, no, non basta, troppo rischioso ... quei due cessi sono il vero e solo immaginario per il quale rischio di essere tramandato ai posteri ... tra l' altro portano proprio il mio nome, parbleu ... no, qui occorre una soluzione drastica, occorre abbatterli ..."
"Certo che, così facendo, la gente potrebbe avere dei sospetti ... e potrebbe rivelarsi controproducente sul piano del consenso, tra l' altro la popolazione sembra ritenerli utili e anche belli ... un vero e proprio simbolo di civiltà, insomma ..."
"Che piscino lungo il bordo dei fossi, come si fa da che mondo è mondo ... tra l' altro qui sono quasi tutti circoncisi, il che facilita e velocizza l' operazione"
"In effetti mi chiamano "il rapido" sia per la mia notoria velocità a mandare in fallimento le aziende, che per la mia velocità ad estrarre ..."
"Guarda, ho già pianificato tutto ... il lavoro lo facciamo fare a quei mangia a ufo a cui ho già regalato il tempio e la cinta muraria ... ma tu devi trovarmi una copertura convincente, quelli devo tenermeli buoni finchè battono moneta e mi fanno credito ... bisogna dare la colpa a qualcun altro ... Oh, beninteso, io i cessi li butto giù solo perchè mi danno fastidio alla vista, ma se si potesse fare in modo di ricavarci qualcosa ... non so se mi sono spiegato ..."
"Perfettamente, mio signore, perfettamente ... si potrebbe incolpare qualche signoria limitrofa che non vede di buon occhio il tuo ottimo rapporto instaurato con gli ebrei ... dando loro la colpa ( ho già in testa un paio di polli ), avresti inoltre il facile pretesto per attaccarli e sottometterli ... e come si dice da voi, la miglior difesa è l' attacco, parbleu !"
"Ottimo, organizza tu la parte mediatica, mi fido di te, io non voglio neanche saperne ..."
Poco dopo, mentre sulla via del ritorno Benedetto Galeazzo si accingeva ad espletare un impellente bisogno lungo la riva del fosso, due non meglio identificati fondamentalisti che passavano veloci correndo a bassa quota e facendo "broum, broumm" con la bocca per risultare più credibili rischiavano di farglielo sgrollare nei pantaloni.
Più tardi uno sparuto testimone affermava di aver udito, mentre il fuoco dei due vespasiani si alzava al cielo, come un canto in lontananza ...
"Odio l' estateeeee
il sole che ogni giorno ci scaldavaaaaa
adesso brucia solo con furoooor ...."
La messinscena mediatica fu comunque talmente perfetta e convincente che già quella sera stessa molte voci mormoravano che i due vespasiani fossero stati abbattuti deliberatamente ... al fine recondito ( azzardava qualcuno ) di perseguire i fondamentalisti retrogradi che si ostinavano ancora a pisciare in ritirata sede, anzichè farla in bella mostra come esigevano i più moderni e democratici dettami.
... "Verità" come sempre rideva di nascosto, ben sapendo che nessuno avrebbe mai osato neppure ipotizzare la sua banale essenza.
( Mondart )
......

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