«La nostra pazienza si è esaurita. Ogni anno, all’approssimarsi del giorno della Memoria, assistiamo a oltraggi e provocazioni che non possiamo più tollerare e a cui risponderemo in maniera decisa. Chiediamo che le realtà eversive presenti in città, sia di destra che di sinistra, vengano isolate, perché sono veri e propri focolai d’odio, come si è visto dal commento del leader di CasaPound, Gianluca Iannone, che esultava per la morte del procuratore aggiunto Pietro Saviotti. E al signor Iannone dico che uomini come lui in questa città non avranno vita facile».
Certo sono parole pesanti ma inoppugnabili. E’ innegabile l’antisemitismo strisciante a destra. E’ innegabile il comportamento di Iannone e i suoi. Sono innegabili certi commenti apparsi su Facebook inneggianti alla “cacciata degli ebrei strozzini” quandanche alla loro soppressione. E mentre si avvicina il Giorno della Memoria pare evidente come il verme dell’antisemitismo strisci ancora in Europa e in Italia.
Così questa destra fatta di giovani colti di una cultura faziosa e unidirezionale fa quadrato intorno a Casapound e si mette in difesa del suo ideale di diseguaglianza contro un presunto e paranoico complotto guidato da una sorta di fantomatico comitato sionista atto a squalificarla. La tesi del complotto si appoggia sull’idea che i gesti estremi compiuti ultimamente (ad esempio la strage di Casseri a Firenze) non siano stati realmente compiuti da elementi della destra stessa ma siano stati abilmente pilotati da ebrei, banchieri e massoni. Sarebbe tutto clinicamente interessante non fosse tragico per la nostra società.
Luca Craia