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Conclave day, cinema e bizzarre elezioni papali

Creato il 10 marzo 2013 da Onesto_e_spietato @OnestoeSpietato

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Martedì 12 marzo prenderà il via il conclave per l’elezione del successore di Benedetto XVI. Sulle analogie con il film di Nanni Moretti Habemus papam già mi sono pronunciato (vedi QUI). Ma l’avvento di un nuovo pontefice mi ha incuriosito e ho fatto una ricerca sui film che hanno trattato, in modo alquanto bizzarro, l’elezione (o la non-elezione) di una novella “Sua Santità”. Ecco i tre più curiosi che ho trovato:

-   Mio papà è il papa (1991) di Peter Richardson. Deplorevole e dimenticata commedia inglese dal gusto assai poco british, racconta della fortuita elezione al soglio pontificio dello sconosciuto Don Albinizi, parroco di campagna dedito al rock e agli orfanelli, che rimarrà coinvolto in uno scandalo di curia con tanto di ex moglie italoamericana con figlioletto appresso. Condito da un finale che è tutto un programma (diviene pontefice una suora!), vide il titolo originale Il Papa deve morire (The Pope must die) modificato in Il Papa deve fare la dieta (The Pope Must Diet).

-   Oddio, ci siamo persi il papa (1986) di Robert Malcolm Young, con Giancarlo Giannini. Ricordandoci molto da vicino l’Habemus papam dell’autarchico Moretti, portò sul grande schermo la vicenda di un giovane neo Papa, che, in crisi d’identità e soffocato dal Vaticano, fugge in un paesino terremotato del Sud, Montepetra, dove, vestendo gli abiti di un sacerdote qualsiasi, si rimboccherà le maniche per la ricostruzione. Una favoletta leggerina, priva di morale e spessore, che però vinse il Sundance Film Festival.

-   La papessa (2009) di Sonke Wortmann. E’ la vera storia di Johanna, figlia indesiderata di un prete del villaggio, che nei primi anni dell’800 d.c. si finse uomo e monaco benedettino nell’abbazia di Fulda Germania), poi divenne a Roma medico e consigliere del Santo Padre di turno e, infine, a sorpresa, fu detentrice del trono papale. Quando la realtà supera la fantasia…


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