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Considerazione, IL PATTO CON IL FANTASMA di Lilian Carmine

Creato il 09 dicembre 2013 da Leggiamo
Visto che sotto Natale le mie letture rallentano ho pensato di proporvi qualche breve considerazione dei romanzi che ho letto e che per un motivo o per l'altro non ho recensito (mancanza d'ispirazione? diciamo così...) Il punto è che si legge tanto... ma si legge anche tanta roba mediocre. Proprio ieri stavo ripensando che quest'anno non ho dato cinque stelle a nessun romanzo. Quattro sì fortunatamente. Tre, tre e mezzo, a badilate. E il bello è che cerco di fare anche scelte oculate, se mi buttassi sui libri a caso cosa succederebbe? Adesso forse lo so. Succederebbe quello che è successo con Il Patto con il Fantasma che - udite udite - mi ha conquistata praticamente ZERO.
T h e  L o s t  B o y s
| Newton Compton, 2013 | Lost boys #1 |
Considerazione, IL PATTO CON IL FANTASMA di Lilian CarmineJoey Gray ha 16 anni è si è appena trasferita in una nuova città. Si sente sola e spaesata, e tutto le sembra estraneo, persino ostile. Fino a quando un giorno, vicino casa, incontra un ragazzo solitario e molto affascinante, Tristan Halloway. Tristan ha una strana abitudine: passa il suo tempo a girovagare tra le tombe del cimitero. All’inizio Joey pensa che sia un tipo folle, o eccentrico, ma presto scoprirà che, per quanto bizzarro possa sembrare, ha un motivo ben preciso per recarsi lì ogni giorno… Da questo momento in poi la vita di Joey sarà completamente stravolta: insieme a Tristan, si ritroverà catapultata in una rocambolesca avventura, tra incantesimi magici e terrificanti pericoli, in lotta contro un feroce nemico che solo la musica, l’amicizia e l’amore possono provare a sconfiggere.

Voto:
Considerazione, farneticazione, parto mentale. Chiamatelo un po' come volete, ma non sono in vena di fare una recensione vera e propria anche perché a distanza di un mesetto dalla lettura, di questo romanzo mi è rimasto ben poco. E ben poco c'è da dire... ma partiamo proprio dall'inizio: l'incipt. Solitamente - credo per chiunque - le prime pagine di un romanzo hanno un ruolo fondamentale, e se non brillano per originalità dovrebbero quantomeno farlo per lo stile. Invece Lilian Carmine non ci regala nulla di nuovo se non la solita protagonista che dopo essersi trasferita da una città a un'altra incontra un ragazzo ovviamente bellissimo che le stravolgerà la vita.
La storia in sé poteva comunque essere intrigante: lei molto viva, lui molto morto. Nonostante la situazione anomala (ma nemmeno troppo rispetto a quello a cui ormai siamo abituati) i due diventano amici, amici veri, per poi innamorarsi e ritrovarsi protagonisti di qualcosa di molto grande e pericoloso, in cui musica e magia avranno un ruolo fondamentale... e non dico altro tanto c'è sempre la trama di copertina che svela quanto basta (a volte pure troppo, ma non è questo il caso).
Cosa non ha funzionato? Un po' tutto. Questo libro alla fine è la solita tiritera, ma la cosa deleteria, il punto focale intorno a cui ruota l'insufficienza del voto, è che a volte mi sembrava di leggere una storia matura con dei protagonisti dagli atteggiamenti e dalle battute infantili, altre volte la situazione si ribaltava e mi ritrovavo con una storia narrata in modo infantile e dei protagonisti che si atteggiavano da adulti. Una roba sconvolgente e anche destabilizzante.
Esempio.
«Spogliati, Tristan», dissi con voce imperiosa. Lui ridacchiò, pensando fosse uno scherzo. «Guarda che dico sul serio, ragazzo. Togliti quei vestiti», ripetei. «Non ho parole per dirti quello che provo, per cui te lo dimostrerò coi fatti»
Questi due hanno sedici anni, stanno per fare sesso, e lei lo chiama "ragazzo"... "Ragazzo"??? Sembra la scena di uno di quei vecchi film con Edwige Fenech, tipo "L'Insegnante Va in Collegio". C'è una discrepanza esagerata tra la storia raccontata e come viene raccontata, l'autrice è cresciuta con le storielle di Pierino, per caso? Per non parlare di Joe (che sarebbe la protagonista anche se ha un nome maschile) navigatissima a quanto pare, ma non abbastanza matura da risparmiarci i tipici isterismi adolescenziali.
Vogliamo poi parlare del tenebroso, defunto e fascinoso Tristan? È solo defunto, di tenebroso e fascinoso ha poco, e non fa sobbalzare nemmeno un singolo ormone, perché è così "d'altri tempi" da sembrare "vecchio dentro" e noiosissimo.
Ed è la noia purtroppo la vera protagonista di questo romanzo inutilmente troppo lungo dove tutto è stereotipato e poco approfondito; eppure del potenziale da sviluppare questo libro ce l'aveva, potenziale purtroppo distrutto dalla penna puerile di Lilian Carmine e dai suoi Lost Boys che mi hanno ricordato i bimbi sperduti di Peter Pan dimenticati in un cimitero invece che sull'Isola che non c'è.
Il finale poi  risolve una situazione che doveva essere complicatissima in un modo banalissimo e addirittura semplicistico, a tal punto che ti chiedi a cosa sono servite tutte quelle pagine se le cose potevano sistemarsi in due e due quattro. Mi sono cadute le braccia, ma poco male, così hanno potuto raccogliere la mascella.
Posso consigliarlo solo a lettori giovanissimi, ma se volete leggere un vero patto con un fantasma orientatevi verso Charles Dickens.
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