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Contraddizioni bresciane.

Creato il 21 maggio 2012 da Altovolume

Contraddizioni bresciane.

Martina Stella

In questi giorni a Brescia c'è stata la Mille Miglia: "383 bolidi vintage" [cit.]. Grande tradizione, grande festa, grandi VIPs [c'era Martina Stella! ...capirai.].
Giovedì il centro di Brescia era quasi inagibile : strade bloccate, deviazione dei percorsi degli autobus, tantissima gente in centro. Tutti fuori ad ammirare macchinoni vecchi e nuovi, per vedere se magari si riusciva a beccare qualche vip.
In questi giorni mentre assistevo a questo spettacolo, mentre tanti bresciani uscivano allo scoperto ad accarezzare il sogno di un'auto che non avranno mai, non potevo non pensare alla parte puramente materiale di tutta la festa, chi paga ?
Non voglio fare la solita polemica da guastafeste, però ci sono da dire un paio di cose sulla disastrosa situazione bresciana, in ambito culturale prima di tutto.

Contraddizioni bresciane.

Biblioteca Queriniana

Mi riferisco alla tristissima situazione della Biblioteca Queriniana di Brescia. La biblioteca della città che quest'anno, in seguito ai vari tagli, si è vista assegnare per l'acquisto di libri nuovi euro: 0.
I bibliotecari hanno giustamente protestato lanciando un appello a ripensare questa scelta. L'assessore alla cultura, Andrea Arcai, ha non-risposto [ qui ] sostenendo che:
Il momento è difficile e impone all’Amministrazione di fare delle scelte. Come in tutte le scelte, qualcosa viene mantenuto e qualcosa viene lasciato. Già l’individuazione delle priorità impone interventi brutali, risposte drastiche, anche impopolari, ma l’Amministrazione deve tenere conto della globalità del sistema cittadino, che è costituito non solo di cultura, ma di servizi sociali, sicurezza, verde ed ecologia, trasporti, strade, commercio e tutti gli altri innumerevoli aspetti che caratterizzano la nostra vita quotidiana. [...]
La maniera migliore, a mio parere, in un momento di forte difficoltà economica, è il far conoscere quello che possediamo, sia esso patrimonio museale, architettonico o bibliotecario. Nessuno può negare che questi ultimi anni siano stati all’insegna della conoscenza e della valorizzazione del nostro patrimonio culturale cittadino, compreso quello delle biblioteche che il precedente assessore alla cultura neanche si era immaginato di fare. [...]
Il ricco patrimonio – riscoperto, promosso, valorizzato – delle biblioteche cittadine, dagli autori antichi ai moderni, è certamente in grado di soddisfare molte esigenze degli utenti, che non mancheranno di continuare ad avvalersi dei servizi offerti. L’attesa di tempi migliori sarà più lieve, anche perché stiamo già lavorando affinché i tagli siano meno pesanti di quelli preventivati. Cordiali saluti e buon lavoro a tutti. [...]
A parte i soliti sproloqui da politico che ho tagliato [ come quando filosofeggia sull'importanza del libro, su quanto lui ami i libri [ parentesi nella parentesi: tutti da lontano amano i libri ], su quanto la sua parte politica stia facendo per la cultura ], Arcai innanzitutto non risponde ai bibliotecari, ma sopratutto dice assurdità, menzogne e non ha ben presente come debba funzionare una biblioteca.
Comunque.
Lui parla di interventi drastici: sbagliato, si è scelto di non intervenire, anzi si è scelto di tornare indietro. Un conto è dare 1000€ [pochini ma pur sempre qualcosa] per gli acquisti di un anno, un conto è dare 0. Avete presente quanti libri escono in un anno ? I più importanti si trovano sempre in biblioteca. Ma in una biblioteca come la Queriniana, la più importante a Brescia, è vitale che siano comprati anche i saggi, le riviste, tutti quei volumi che servono a studenti e studiosi, che hanno un senso in quella biblioteca, non in un paese sperduto, quei volumi che una persona sola non può permettersi di comprare a volte.

Contraddizioni bresciane.

Notte europea dei musei: cercando brescia.

Ha parlato di far conoscere il nostro patrimonio culturale. Ma come se - ad esempio - nella Notte europea dei musei a Brescia nulla sarebbe stato aperto ? Perché la Mille Miglia, la Notte Bianca si e i musei e la biblioteca no?
Gli utenti. Nel 2011 nonostante tutto c'è stato un considerevole aumento dei prestiti e di presenze in biblioteca. Paroli si era dimostrato soddisfatto di questo aumento, tutto merito della sua amministrazione ha detto. E come ricompensare tutti questi nuovi utenti? Togliendo loro "il muro portante", i libri nuovi, quei saggi di cui magari uno studente ha più bisogno.
Evito di soffermarmi sui tanto decantati miglioramenti dei servizi in Queriniana e sull'informatizzazione perché vi è solo da stendere un velo pietoso, parola di utente [ non riuscirei a fermarmi nel fare le pulci a tutto quello che non funziona ].
Questa è la situazione a livello molto generale.
Capisco anche che in situazione di crisi si tende a tagliare la cultura per privilegiare il sociale e l'istruzione. Però quando leggi che alle scuole hanno tolto, anzi hanno azzerato tutte le risorse, che i servizi sociali traballano, qualche dubbio ti viene. Siamo messi così male?  
Davvero non ci sono più soldi per niente?
No. Il Comune di Brescia i soldi li ha. E ha anche dei progetti.
Come costruire un mega-parcheggio sotto la galleria: 30 milioni [ giustissimo, proprio ora che arriverà la metro e tutti potrebbero arrivare in centro comodamente ].
Abbattere una pensilina: 500mila€ [che non intralcia, non è pericolosa, non fa nulla. E' solo brutta]
Fare una sede unica per il Comune: 50 milioni.
Aumento dei dirigenti comunali: ???.
Altro lo potete trovare qui [ è aggiornato al 31 marzo 2012.]
Contraddizioni bresciane.E quando passi davanti alla Mille Miglia non ti viene più da sorridere, partono i tic nervosi. Perché come sempre agli eventi di massa che fanno fare bella figura a Brescia viene sempre concesso tutto.
I finanziatori potranno essere tutti privati [spero vivamente che Martina Stella non sia stata pagata con i soldi del comune di Brescia], ma se non sbaglio è il comune che deve pagare la pulizia, gli agenti in più [c'era abbastanza polizia a vigilare], gli straordinari degli autobus urbani etc.
La cultura non è una cosa astratta. Per comprare i libri servono soldi. Se in un momento di crisi come questo la gente non ha soldi, è logico rivolgersi alla biblioteca per trovare quello che cerco. La biblioteca di paese può non avere tutto, ma una biblioteca di conservazione come la Queriniana deve avere quasi tutto. Gli utenti in biblioteca sono aumentati non perché è tanto bella e comoda [il contrario a volte] ma perché c'è bisogno del patrimonio lì custodito, che è ben diverso dai best-seller delle piccole biblioteche paesane. Se siamo in crisi e non c'è trippa per gatti [lavoro], il perfezionamento della propria conoscenza è la prima strada che intraprende un professionista serio. E se non ho soldi per comprare tutti i libri o se i libri che mi servono non li trovo facilmente è abbastanza logico rivolgersi alla biblioteca che hanno tutto e conservano tutto.
Ma se tutto questo viene a mancare?
Se io non posso permettermi i libri, se la mia biblioteca non può più permetterseli, cosa posso fare?
Ed ecco che entrano in scena gli imprenditori, i generosi privati. Che regaleranno libri alla biblioteca.
Ma è giusto così, aspettare che siano gli imprenditori a comprare libri? L'Italia può progredire solo grazie al mecenatismo ?
Siamo ai limiti dell'assurdo: il comune che taglia fondi a tutto il reparto culturale per costruire mega-parcheggi mentre l'imprenditore compra libri alla biblioteca.

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