Convinzioni limitanti: che disgrazia! – 2^ parte

Da Pasqualefoglia @pfoglia2

Convinzioni limitanti: che disgrazia!

Il male è “indispensabile” quanto il bene…

L’egoismo è “necessario” quanto l’altruismo…

L’odio è “utile” quanto l’amore…

Autostima e responsabilità sono le convinzioni più importanti!
In medio stat virtus!

Premessa – Quanto scrivo in questo articolo è sicuramente ardito ma senza pretese. Pasquale Foglia non è uno psicologo e neanche un medico, ma uno studioso profondo dello sviluppo personale. Se mi arriva un attacco motivato da parte di un esperto, gli sarò riconoscente.

Convinzioni limitanti: che disgrazia!

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La Terra vista dallo spazio

Noi preferiamo il giorno alla notte perché l’oscurità ci spaventa fin dalla nascita. Crescendo però comprendiamo che anch’essa, come la luce, è utile e necessaria! Infatti, durante la notte l’organismo elimina le tossine accumulate durante le ore diurne e si rigenera. Se il nostro corpo non riposa abbastanza, il cuore può subire un infarto, che è un modo deciso e brusco per obbligarci a fermarci; e se non riposa la mente dormendo abbastanza e smettendo di pensare, potremmo avere fissazioni e allucinazioni fino ad impazzire.

Altalena basculante

I due valori opposti di ogni coppia interagiscono tra loro come fanno il giorno e la notte, e perciò l’uno non può esistere senza l’altro. I poli opposti sono inseparabili come le due facce di una medaglia. Se non c’è interazione tra il polo positivo e quello negativo della corrente elettrica la lampadina non si può accendere e spegnere. Ne consegue che il polo positivo e quello negativo di ogni coppia hanno uguale importanza. Io credo che il creatore sia stato infinitamente intelligente e saggio. 

Ogni cosa ha pregi e difetti, e i difetti appaiono a seguito di eccessi (positivi o negativi). Se un polo, per esempio l’amore, diventa eccessivo, il polo opposto, l’odio, s’indebolisce “nella stessa misura” e salta la sana interazione ed è come far giocare con l’altalena basculante due ragazzi di peso diverso: l’altalena non si muoverà neanche con una spinta energica.

Convinzioni limitanti: che disgrazia!

Un innamorato che ami troppo, finisce per attaccarsi morbosamente e diventa un peso insopportabile per la fidanzata, la quale non ne può più a causa della sua presenza asfissiante e della sua gelosia e possessività, a cui si accompagnano scatti improvvisi e coatti ogni volta che lei fa qualcosa che a lui non garba. Gli scatti d’ira sono causati dall’odio rimosso che si risveglia automaticamente quando le cose non vanno come l’innamorato vorrebbe.

E quindi dobbiamo per forza di cose dedurre che l’odio è “utile” quanto l’amore anche se tutti ne abbiamo paura, perciò non si può sopprimere e non bisogna rimuoverlo; l’egoismo è “necessario” quanto l’altruismo anche se è considerato riprovevole, e non si può sopprimere e non lo si deve rimuovere; e il male è “indispensabile” quanto il bene anche se a nessuno piace… e non si può sopprimere e non si deve neanche rimuovere.

Convinzioni limitanti: che disgrazia!

Ecco, vedo già qualche benpensante scalpitare e partire all’attacco! “Ma che sta dicendo: l’odio è utile, l’egoismo è necessario, il male è indispensabile: costui o è pazzo o non sa quello che dice!”

E invece stiamo soltanto illustrando, forse in maniera originale e un tantino avvincente, l’ormai consolidata teoria dell’“ombra” formulata dal padre della psicologia analitica,  C.G. Jung, secondo il quale tutto ciò che c’è di oscuro, brutto e riprovevole in ogni essere umano, ha la stessa valenza di ciò che rappresenta la sua luce e le sue virtù.

C.G. Jung: Ciò che neghi ti blocca, ciò che accetti ti trasforma

Jung, affermava spesso: «Preferisco essere “completo” piuttosto che buono», cioè essere buono e cattivo allo stesso tempo, proprio per sottolineare l’importanza che dobbiamo essere consapevoli di entrambi i poli di ogni coppia (positivo e negativo). E quindi, per raggiungere l’equilibrio e la pace interiore, occorre integrare la nostra ombra, e ciò è possibile soltanto se non abbiamo pregiudizi e convinzioni limitanti sui lati oscuri dell’uomo aprendoci alla consapevolezza.

Insomma, credere che l’egoismo e l’odio, per esempio, siano sempre abominevoli, è una convinzione negativa che ci danneggia gravemente poiché ci porta a rimuoverli, con grave pregiudizio per il nostro equilibrio interiore. Soltanto attraverso l’integrazione dei poli rimossi cessa la dualità, ossia la divisione e la lotta interiore tra bene e male e finiscono i conflitti interiori che ci tirano in direzioni opposte!

ON: convinzioni potenzianti; OFF: convinzioni limitanti

È assodato dunque: i due termini di ogni coppia di opposti sono entrambi indispensabili all’equilibrio e al buon funzionamento dell’insieme. Se non premi su On, la luce non si accende.

Se sono convinto che rabbia e grinta siano dannose in assoluto, perché magari mio padre mi rimproverava aspramente ogni volta che mi lasciavo andare, io le rimuovo (le sopprimo e me ne liberaro) per non perdere l’amore e la sicurezza e mi convinco che la cosa migliore da fare sia arrendersi. Ma quando poi capiterà di essere aggredito, maltrattato o insultato da qualche maleducato, mi troverò a mal partito perché non saprò difendermi e farmi rispettare. E allora, secondo te come mi sentirò…?

Va anche detto che essere altruista, per esempio, è una scelta consapevole e razionale tipica dell’emisfero cognitivo (sinistro) e si apprende con l’educazione. Invece essere egoisti è una qualità innata automatica, inconsapevole e irrazionale, tipica dell’emisfero emotivo (destro). Soltanto se sono pienamente consapevole degli effetti dell’uno e dell’altro modo di comportarmi, sono in grado di scegliere consapevolmente tra l’altruismo e l’egoismo.

Convinzioni limitanti: che disgrazia!

Ci rendiamo conto a questo punto che la tanto vituperata dualità del Creato è giusta e necessaria. Essa è un problema fino a quando non cresciamo abbastanza in fatto di consapevolezza. Senza consapevolezza non accettiamo e non ci preoccupiamo di integrare i lati oscuri. Integrarli significa diventarne coscienti e accettarli, farli propri. Non solo dobbiamo accettare i lati oscuri innati, ma anche i nostri limiti e i nostri difetti senza farcene un problema, in modo da non intaccare la nostra autoimmagine o autostima. L’autostima è appunto la convinzione che abbiamo su noi stessi, su come ci vediamo, sentiamo e valutiamo.

L’autostima è la convinzione regina

Guai a far dipendere l’autostima dai risultati che abbiamo conseguito finora, guai a paragonarci con chi sta meglio di noi, e guai a dipendere dall’approvazione degli altri: in questi casi la nostra autostima è negativa! E siccome è la convinzione regina, avere un’autostima negativa è una vera disgrazia.

Ecco perché l’autostima o stima di sé è a prescindere e dipende da quanto siamo stati accolti, amati e rispettati da bambini.

Se fino ai 7 anni almeno, i figli non ricevono amore incondizionato, ossia privo di qualsiasi condizione – Ti voglio bene soltanto se ubbidisci, se non fai capricci, se non butti niente per terra, se non ti sporchi, se non cadi, se non piangi, se porti buoni voti… – i genitori saranno responsabili, senza volerlo e nonostante le loro buone  intenzioni, della loro repressione; inoltre i figli continueranno anche da adulti a essere condizionati – come scrive il formatore dei formatori Max Formisano nel suo best seller “Se solo potessi… – 9 domande che cambieranno la tua vita“- dai tre allucinogeni dell’autostima: risultati, paragoni e bisogno d’approvazione.

Ci dobbiamo accettare così come siamo e amare le cose che abbiamo perché è proprio questo atteggiamento mentale di gratitudine e contentezza verso la vita, che ci consente di migliorare le nostre competenze e abilità giorno per giorno. E dobbiamo imparare a volerci bene a prescindere perché più curiamo il nostro amor proprio, più riusciamo nella vita; più siamo convinti del nostro valore intrinseco, della nostra unicità, a prescindere, e più successi abbiamo.

Campione diventa chi crede in sé stesso più degli altri

Se non credi in te stesso, i tuoi risultati saranno determinati dalla convinzione di valere poco. Credere in se stessi è la leva più potente in assoluto.

L’autostima, se vogliamo, è proprio credere in se stessi. E se è assodato che non deve essere bassa, non deve però essere neanche alta perché ciò comporterebbe sentirsi superiori agli altri ed essere sprezzanti, sbruffoni, aggressivi e prepotenti. Come conferma Max Formisano: “Una sana autostima passa attraverso l’accettazione del nostro lato oscuro”. In medio stat virtus!

Soltanto accettando e integrando i nostri lati oscuri, siamo in grado di tenerli a bada e di fare prevalere il bene sul male. Dobbiamo diventare “completi”, come diceva Jung,  riconoscendo la giusta importanza al polo “negativo” di ogni coppia, anziché negarlo e rimuoverlo!

Darsi “troppa” importanza o dare “troppa” importanza alle cose materiali, agli eventi o ad altre persone, partner compreso, è indice di eccessivo attaccamento, dipendenza e incompletezza (immaturità da carenze affettive), e quindi non saremo equilibrati e obiettivi, il che comporta frustrazioni e infelicità. Qundo stiamo male per qualcosa, basta sgonfiare l’importanza attribuita a quella cosa e ci sentiamo subito meglio.

Soltanto se diventiamo “completi” saremo equilibrati e sani, e anche la nostra autostima sarà sana.

Convinzioni limitanti: che disgrazia!

La rabbia è un’emozione violenta causata da una scarica di adrenalina. Ora, se è stata rimossa, per educazione o per altri motivi, quando ci capiterà di subire un affronto, cosa succederà? L’adrenalina, che è una bomba di energia, viene emessa automaticamente in circolo nel sangue dall’ipofisi e inviata alle mani e alle gambe, ma trova resistenza a causa della rimozione della rabbia, della corazza che ci siamo costruiti, e non esplode nella furia di parolacce e di calci a mobili e porte e oggetti scagliati per terra… Pertanto, le molecole di adrenalina restano in circolo nel sangue scombussolandoci con tachicardia, sudorazione, mancanza del respiro e paura pazzesca di morire, e trasformandosi in parte in cortisolo, l’ormone dello stress, un autentico veleno per le difese immunitarie. È ovvio che a causa della rimozione inconscia, staremo ancora peggio in fatto di sensazioni dolorose rispetto alla naturale esplosione della rabbia, con spossamento, frustrazione e pensieri ossessivi. Gli attacchi di panico, secondo me, hanno questaspiegazione.

I conflitti interiori sono causati dalle rimozioni e quindi dalla non integrazione dell’ombra.

L’accettazione dei lati oscuri è fondamentale per stare bene con se stessi e con gli altri

Le rimozioni causano resistenza, ossia non accettazione, ed è la resistenza o contrasto che genera i conflitti e i blocchi interiori. Senza resistenza, senza paura, non c’è conflitto e rimuginazione perché la tensione si scarica attraverso l’azione. I conflitti interiori si verificano tutte le volte che sai di dover fare una data cosa e tuttavia non hai la forza sufficiente per farla; oppure, sai di doverti comportare in un certo modo, e invece sbagli di nuovo. In questi casi la mente conscia è debole e la forza di volontà è scarsa. L’inconscio (emisfero destro), ossia la nostra parte emotiva, inconsapevole e irrazionale ha la meglio sul conscio (emisfero sinistro), sulla nostra parte cognitiva, razionale e consapevole. E facciamo cose che non vorremmo fare.  È il caso dei comportamenti coatti e delle dipendenze da gioco, fumo, alcool, droga…

Le rimozioni dei nostri lati oscuri sono la causa principale della scarsa sintonia e quindi della lotta tra i due emisferi cerebrali delle persone immature (e non solo…), le quali sono in guerra con se stesse, afflitte da conflitti interiori, paure immaginarie esagerate e pensieri negativi e ossessivi a profusione. I pensieri negativi che si accompagnano alle emozioni, sono involontari e automatici e, secondo me, sono generati dai bisogni inconsci non soddisfatti. Infatti i pensieri automatici sono avvertimenti che ci manda il cervello per farci capire che abbiamo qualche bisogno o sentimento inappagato, che siamo sulla cattiva strada, e quindi sono da interpretare come un invito a cambiare comportamento.

Convinzioni limitanti: che disgrazia!

Le convinzioni limitanti sono la causa del rimuginamento interiore, delle emozioni e dei pensieri negativi (i sintomi) come conseguenza di bisogni inconsci inappagati (la causa). Per esempio, se la tua donna non ti ama, ti sentirai come minimo deluso, contrariato e arrabbiato perché il tuo bisogno di amore/unione non è appagato. Ma il tuo bisogno non è soddisfatto a causa delle tue convinzioni limitanti su te stesso. Tu ti senti inadeguato, incapace, immeritevole e insicuro, non credi in te stesso, e quindi, gioco forza non sei in grado di appagare il tuo bisogno d’amore e soffri perché dai troppa importanza al tuo bisogno, te ne fai un problema esagerato, sei poco flessibile e poco obiettivo e non riesci a vedere soluzioni alternative. Infatti le convinzioni sono anche dette profezie auto avveranti: quello che credi di te, quello si avvera.

Le convinzioni si formano a seguito di anni di esperienze e di conferme, ma rappresentano il nostro modo di interpretare la realtà, non la realtà stessa.

I bambini non hanno ancora capacità di giudizio e interpretano inconsciamente ogni contrarietà come negativa, come privazione di amore e sicurezza, e perciò collezionano convinzioni limitanti e negative su se stessi che danneggiano precocemente la loro autoimmagine. Ecco perché i bambini per crescere bene hanno bisogno di coccole a profusione, di essere accolti e rassicurati continuamente, non devono mai avere la sensazione di essere abbandonati, altrimenti diventeranno repressi, ossia pieni di paure e incapaci di agire. Il segreto per crescerli bene sta nel prenderli in braccio e rassicurarli quando piangono a seguito di un rimprovero o altro.

È un delitto non accogliere tra le braccia il proprio bimbo che piage!

“Totomizza le tue paure” con un po’ di sana autoironia

Non sentirci tenuti nella giusta considerazione dal nostro capo, non è da addebitare al suo comportamento scortese, ma al fatto che la nostra autoimmagine (autostima), chiamata anche anima, bambino o sé interiore) è ammorbata della credenza negativa inconscia di non valere abbastanza. Il capo, quindi, o una persona scortese qualsiasi, ci fa soltanto da specchio, ci rimanda ciò che è dentro il nostro inconscio, dentro la nostra anima. Se il tuo bambino interiore si sente immeritevole di rispetto, le persone lo avvertono inconsciamente dalla tua postura e dal tuo modo di essere, e si comportano di conseguenza.

Le convinzioni sono dunque il nostro modo di interpretare la realtà, non la realtà stessa, e quindi è nostro compito trasformare le convinzioni limitanti che ci impediscono di attingere alle nostre potenzialità e alle nostre abilità, in convinzioni potenzianti e funzionali che invece ci consentono di attivare le risorse come l’autodisciplina, il coraggio, la costanza, l’impegno, la passione e l’entusiasmo.

Per trasformare le convinzioni limitanti in credenze potenzianti e riuscire brillantemente nella vita, occorre capire una cosa fondamentale sul senso di responsabilità:

La responsabilità è sempre personale e mai esterna  a noi!

Convinzioni limitanti: che disgrazia!

La responsabilità è l’abilità a rispondere a tutto ciò che ci accade. Certo, è impossibile controllare tutto ciò che ci accade, perché gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e sono proprio loro che ci mandano in crisi a volte anche profonda. Gli imprevisti sono micidiali perché non li avevamo previsti, non li avevamo in previsione, e quindi prima di “uscire” non ci eravamo attrezzati con cappello e cappotto per proteggerci dal “freddo”. Ipnotizzati dal pensiero positivo ad oltranza – che sfacelo! –  restiamo completamente disorientati, confusi e terrorizzati quando ci cade una tegola sulla testa, e se non abbiamo abbastanza resilienza perdiamo persino il ben della ragione e ci ritroviamo, senza saperlo, nello studio di uno psichiatra… imbottiti di medicinali con gravi effetti secondari.

A distanza di qualche tempo ci accorgiamo che in fondo quel trasferimento improvviso di lavoro a 100 km da casa non era così grave; o che la morte improvvisa e prematura del papà richiedeva un po’ di tempo per essere accettata e non era necessario sottoporre la ragazza a una delicata operazione ortopedica per farla uscire dalla sua falsa paralisi. Sono tante le occasioni in cui un fatto imprevisto provoca una paura paralizzante che ci distrugge la vita soltanto perché non sappiamo accettare la realtà.

Se il mondo non fosse “invasato” dal pensiero positivo e dall’ottimismo ingenuo, ma si imparasse ad essere più realisti ed equidistanti; se tutti ricordassero che la virtù è al centro tra l’ottimismo e il pessimismo e che gli estremi, gli eccessi in generale sono la nostra rovina perché eliminano il fattore equilibratore, smetteremmo di sentirci sbagliati e inadeguati a causa dei nostri pensieri e delle nostre paure che assolvono a una funzione utilissima: quella di farci capire che siamo sulla cattiva strada e che occorre cambiare rotta.

Dobbiamo concentrarci sulla soluzione anziché soffermarci sul problema.

La vita non è ciò che ci accade, ma come noi reagiamo a ciò che ci è accaduto. Le lamentele, le scuse, le giustificazioni, gli alibi e le maledizioni contro presunti responsabili delle nostre disgrazie non servono a nulla e sono un autentico boomerang.

Il pensiero positivo a oltranza ci ha reso più infelici di prima perché ha  ridotto sensibilmente il senso di responsabilità personale; mentre la legge di attrazione ci ha confuso ancora di più e ha fatto bene soltanto alle tasche di lestofanti forse in buona fede. Se non ti impegni a fondo e con passione nel tuo lavoro non attrai un tubo!

Quando la vita non ti dà le soddisfazioni che credi di meritare, non devi prendertela con questo e quello, il che ti porterebbe a non fare nulla, ma devi assumerti la tua piena e completa responsabilità e rimboccarti le maniche. I fallimenti ti diconoe che non sei ancora maturo al punto giusto, devi migliorare le tue competenze, devi affinare un po’ di più le tue capacità e magari apprendere qualche nuova strategia, perciò rialzati ancora una volta e non smettere mai di migliorarti e di crederci… I risultati al di sopra della media li ottengono soltanto coloro che affrontano con sacro senso di responsabilità e impegno le interminabili sfide e imprevisti della vita.

Per raggiungere l’integrità, l’equilibrio, la serenità e le soddisfazioni dobbiamo essere consapevoli dei nostri e degli altrui lati oscuri e quindi accettare l’egoismo, l’odio, la cattiveria, l’avidità, la gelosia, l’invidia, il risentimento, la superbia, ecc. perché fanno parte di tutti noi a pieno titolo, assieme all’altruismo, all’amore, alla bontà, alla responsabilità, alla fiducia, al compiacimento, al perdono, all’umiltà, ecc. Solo così sapremo agire verso il bene anziché verso il male.

Una persona è completa ed equilibrata quando accetta i propri limiti e le proprie idiosincrasie, riconosce i propri errori, sa essere disponibile, flessibile, tollerante ed empatico con gli altri e non si prende troppo sul serio. Un po’ di sana autoironia è quello che ci vuole quando non vieni subito a capo della situazione.

Convinzioni limitanti: che disgrazia!

Continua nella 3^ parte, in cui parleremo dei due poli più problematici: Passato e Futuro si fanno la guerra e così il Presente (la Vita!) ci sfugge senza essere goduto.

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