Corsi e Ricorsi Storici (VI)

Da Snake788

Di solito, non bazzico mai nella zona nord di Milano. Soprattutto nella stazione di Porta Garibaldi alle 11 della mattina. In quel momento, in realtà, sarei dovuto essere a seguire una noiosissima lezione di strategia di marketing aziendale. Che, per uno che vuole specializzarsi in finanza, è solo uno sbattimento in più da dover sbrigare.
Invece ero lì, a seguire una pazza squinternata nei suoi giri incoscienti.
-  Secondo te lo troviamo un biglietto? – mi chiese Annalisa speranzosa.
-  Sì certo! Chi vuoi che parta da Milano per il ponte dell’immacolata… solo, mmm… TUTTA MILANO? – risposi ironico.

Dopo aver percorso un lungo ed elegante corridoio, arrivammo alla biglietteria della stazione.
Una signora anzianotta dal volto simpatico, ci chiese cosa volessimo.
-  Un biglietto per Napoli, sul primo treno disponibile! – disse la mia amica.
L’espressione della signora bigliettaia mutò. Tirò un bel sospiro e iniziò a digitare i tasti della sua consumatissima tastiera. Assunse espressioni via via più deluse nel costatare che non c’era speranza di partire per quel giorno.
-  Niente… mi spiace… -
-  Nemmeno un posticino piccolo? – la pregò Anna.
-  No, zero. Tutto pieno! Oggi e domani. -
-  Ma io devo partire! -
Anna continuò a pregare la povera bigliettaia incolpevole finché intervenni io.
-  Senta… non si può fare un posto in piedi? Senza il posto riservato? -
-  Sì ma… un viaggio così lungo in piedi… -
-  Non si preoccupi… alla mia amica fa bene stare in piedi! Così si ricorda di prenotare MOLTO prima, la prossima volta. -
Anna mi sorrise. Sapeva che le mie critiche erano solo per il suo bene.
-  Sì… in piedi c’è disponibilità. -
-  Ottimo! Faccia due biglietti allora! – esclamò Annalisa.
Sorpreso, afferrai Anna per un braccio.
-  Che fai? Per chi è l’altro biglietto? – chiesi.
-  Per Lia, scende con me! -
-  Mmm ok… ovviamente presumo che Lia lo sappia. -
-  Eh no… dopo glielo diciamo. -
-  aaaahhh Anna! -
Mi passai una mano sulla fronte mentre la mia amica finiva di pagare i biglietti. Era impacciata tra mille borse e borsettine. Cercai di aiutarla in qualche modo, mantenendole qualcosa.
-  Ecco bravo. Mantieni quella che è tua. -
-  Cosa? -
-  Sì, ci ho messo dentro una busta d’insalata pronta da condire… -
-  Anna… dimmi, perché? Cosa ti ho fatto di male?! Spiegamelo! -
-  Susu! Quante storie! Porta a casa e mangiala! -
-  Aaaahhh -

Più tardi, in metro, ero seduto tra un indiano dal dubbio gusto nel vestirsi e la mia terribile amica. Osservai il suo trafficare con il cellulare. Stava spedendo sms a raffica. Chissà a chi.
-  Lia lavora… non può partire! – disse delusa.
-  Vedi? Non puoi far le cose avventate e sperare che ti vadano bene! Ora chi te lo ripaga quel biglietto? -
-  Ovviamente lei! Perché partirà con me! -
-  Sì e ora mi spieghi come farai a tirarla fuori dal lavoro?  -
-  Ah non lo so ancora… ma tu mi darai sicuramente una mano, vero? -
-  Aaaaahhh! Come devo fare con te! – dissi, scuotendo la testa mentre l’indiano accanto a me se la rideva sotto i baffi.

continua…

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