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Cos’è una foresta senza orango?

Creato il 28 gennaio 2011 da Amandacastello2010

Cos’è una foresta senza orango?

Le foreste di tutto il mondo stanno scomparendo sempre più velocemente: bruciate per far posto a piantagioni di palma da olio, allevamenti, infrastrutture e devastate da multinazionali del legname.

Quelle incontaminate del Sud est asiatico vengono violate da una guerra silenziosa che le sta distruggendo: l’avanzata irresponsabile delle piantagioni di palma da olio, di acacia e il mercato della carta stanno facendo scomparire elementi di biodiversità unici.
Il simbolo per eccellenza di questa biodiversità è l’orango, soprannominato “uomo della foresta”.

Cos’è una foresta senza orango?

La sua drammatica diminuzione ci spinge ad un impegno straordinario per :

  • proteggere e gestire le aree forestali dove vive l’orango
  • creare squadre antibracconaggio per difenderlo
  • monitorare i mercati e investigare con le autorità per stroncare il commercio illegale di questi animali

Nel mondo esistono due specie di orango: quella del Borneo e quella di Sumatra. Entrambe sono minacciate.

Dal 1990 ad oggi il numero di oranghi si è ridotto di due terzi: nel Borneo restano 55.000 animali, a Sumatra non più di 10.000.

Dobbiamo concentrare i nostri sforzi per salvarli, prima che sia troppo tardi.

Dobbiamo garantire un futuro a questa specie e possiamo farlo adottandola!

Cosa aspettiamo?

Cos’è una foresta senza orango?

Foto di Maria Teresa de Carolis – Progetto Borneo

Per approfondire la tematica vi invito inoltre a visitare Progetto Borneo e scoprire l’intensa esperienza di Maria Teresa De Carolis

Vi siete mai chiesti cosa c’è dietro ogni cosa che consumiamo ogni giorno? La rovina  più grande degli ultimi decenni è il consumismo sfrenato, l’utilizzo di materie che comportano danni ambientali irreparabili. La foresta pluviale indonesiana è la prima al mondo per la deforestazione, la velocità con la quale la stanno disintegrando è  allarmante ed ha superato anche l’Amazzonia(…)

Il mio  viaggio doveva essere un  documentario, un diario  che dimostrasse la situazione  di emergenza del paradiso pluviale del Borneo Indonesiano e  gli oranghi erano il fulcro diIl mio  viaggio doveva essere un  documentario, un diario  che dimostrasse la situazione  di emergenza del paradiso pluviale del Borneo Indonesiano e  gli oranghi erano il fulcro di questa avventura. Un  viaggio all’interno di un mondo in pericolo, un mondo gravemente danneggiato, un foresta che era stata ridotta dall’originale del 75%, e negli ultimi 10 anni 20 milioni di ettari, dei  restanti 80  erano stati disintegrati; continua a leggere…


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