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Cos’è la Tobin Tax

Creato il 11 novembre 2010 da Mutuonews

tobin taxLa Tobin Tax che prende nome dal premio nobel per l’economia James Tobin, e’ una tassa che lo stesso economista propose nel 1972. Essa prevede di colpire tutte le transazioni sui mercati valutari per tentare di stabilizzarli penalizzando le speculazioni valutarie a breve termine e per procurare delle entrate da destinare alla comunità internazionale.

Nel 1972, poco dopo lo scandalo Watergate in cui rimase invischiata l’amministrazione Nixon, Tobin propose l’introduzione della Tobin Tax che gli procuro’ il premio nobel e il suo nome rimase legato per sempre a questa idea.

Vediamo un po’ come funziona la Tobin Tax:

  • Gli speculatori finanziari operano transazioni internazionali per oltre 4 milioni di miliardi di dollari al giorno.
  • Ogni transazione verrebbe tassata da 0,1 a 0,25% del volume di affari.
  • Questo scoraggerebbe le transazioni a corto termine ma lascerebbe intatti gli investimenti a lungo termine.
  • In questo modo le nazioni potrebbero intervenire per proteggere la propria moneta dalle svalutazioni e dalle crisi finanziarie, ristabilendo cosi’ l’autonomia delle economie nazionali.
  • Con questa tassa ci sarebbe un’entrata variabile tra i 100 e i 300 dollari l’anno.
  • Le entrate ottenute, potrebbero essere utilizzate in un “mercato solidale” per intervenire nei casi urgenti internazionali.

L’idea pero’ e’ rimasta dormiente per più di venti anni anche se di tanto in tanto riaffiora. Ci sono pareri discordanti sull’utilità della Tobin tax.

Alcuni, pochi, ritengono che migliorerà l’economia delle nazioni danneggiate dalla speculazione finanziaria, altri invece come l’Organizzazione Mondiale del Commercio e la Banca Mondiale, sostengono che vincolerà la globalizzazione.

I fautori della lotta contro la Tobin Tax sostengono che gli speculatori sulle valute sono un gruppo di persone molto importante che, lavorando giorno e notte, rischiano il loro benessere per fornire liquidità. Senza liquidità i mercati si prosciugano, i prezzi salgono e i beni diventano difficili da muovere quindi, con la tassa in vigore, tutti i soggetti coinvolti (produttori, contrattatori, acquirenti), diventano piu’ poveri e sicuramente non più ricchi. A testimonianza di quanto detto fin’ora ci sono i risultati dell’applicazione della tassa in vari paesi: Svezia, Argentina, Brasile, Giappone, Finlandia, Olanda e Nuova Zelanda dove la tassa e’ stata introdotta e dopo pochissimo tempo, ritirata.


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