La ricca "Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2015" compiuta dal Centro Einaudi e da Intesa Sanpaolo, riferisce che la famiglia costituisce - a torto o a ragione - la principale fonte di cultura finanziaria per la metà degli intervistati, e che solamente una parte residuale degli intervistati si informa di finanza poichè è realmente interessato (lo 10,8%). È invece del 12,5% la quota di intervistati che può acquisire informazioni poichè riguarda il proprio lavoro, mentre è del 5,9% la quota di coloro che si informano poichè interessati dal proprio studio.
Percentuali, quelle di cui sopra, che permettono di comprendere quanto sia precaria la conoscenza finanziaria da parte degli italiani (e, in essi, anche di coloro che si accingono a effettuare degli investimenti nel proprio portafoglio), e come spesso la fonte informativa si limiti alla propria famiglia, a sua volta non congruamente informata su quel che accade sui mercati finanziari.
Tra le principali riflessioni del dossier, infatti, emerge quella secondo cui, anche tra i giovani, sia particolarmente bassa la percentuale di coloro che riconducono le proprie conoscenze sul tema al proprio percorso di studi. In modo più dettagliato, solamente il 12 per cento degli under 34 afferma di riconoscere la scuola quale canale per acquisire questa tipologia di conoscenze, segno di una scarsa capacità del mondo dell'istruzione di affrontare i temi economico-finanziari. Quasi la metà degli intervistati, il 46,7%, ritiene determinante il parere di amici, famigliari o colleghi nel prendere le proprie decisioni.
Ancora, giova ricordare come il dato sia stato sostanzialmente confermato da quanto indicato all'interno dell'indagine "I risparmiatori di domani", realizzata da Demia per Assogestioni associazione italiana del risparmio gestito. La ricerca, concentrata soprattutto sulla generazione Y (quelli nati tra il 1980 e il 2004, 13 milioni di persone in tutta Italia), è stata recentemente presentata in occasione del Salone del Risparmio 2015.
Ebbene, secondo il sondaggio emergerebbe che il 70% dei giovani italiani tra i 16 anni e i 35 anni di fronte a una decisione da assumere per scegliere un forma di risparmio sarebbe portato in primo luogo a parlare con la propria famiglia: il 38% ne discuterebbe con il padre, il 29% con la madre, il 27% con il partner.
Di interesse, infine, osservare come i 25 - 34 enni comincino a pensare in maniera più seria alla previdenza: il 59% risparmierebbe per potersi proteggere dagli imprevisti del futuro.
