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Costanzo Preve, pensatori antisistemici

Creato il 24 febbraio 2012 da Bruno Corino @CorinoBruno
"Gli intellettuali italiani, in particolare quelli giornalisticamente connotati come di “sinistra”, costituiscono oggi una sorta di Partito Unico Politicamente Corretto. La visibilità mediatica, sia quella altissima (praticamente solo Umberto Eco), sia quella alta (Massimo Cacciari), sia infine quella medio-alta (Gianni Vattimo, Marco Revelli, Toni Negri, eccetera), è riservata esclusivamente agli esponenti del Partito Unico Politicamente Corretto, fra cui poi si struttura una destra (Eco), un centro (Cacciari) ed una sinistra (Negri). Non esistono da noi pensatori veramente anti-sistemici, del tipo di Chomsky e Said negli USA e Bourdieu in Francia. Da noi chi è anti-sistema è cacciato nell’oscurità marginale. Al massimo si dà spazio a Severino, che ripete in modo sapienziale che la colpa di tutto è della Tecnica, che equivale ovviamente a dire che non è di nessuno, visto che la Tecnica è talmente generica ed onnicomprensiva che in essa ci stanno Bush e Bin Laden, Bertinotti e Berlusconi, Oriana Fallaci e Toni Negri.Cfr. http://www.comunitarismo.it/intervista_preve.htm Concordo con questa analisi del filosofo marxista Costanzo PreveNoto tuttavia una contraddizione: 1. “Non esistono da noi autori antisistemici”… 2. “Da noi chi è anti-sistema è cacciato nell’oscurità marginale”. Delle due affermazioni, è vera o la prima o la seconda. L’affermazione corretta dovrebbe essere scritta in questi termini: “Da noi, anche se esistono pensatori antisistemici, sono tuttavia cacciati nell’oscurità marginale…”. Che i pensatori antisistemici siano invisibili, non vuol dire che non esistano. Prossimamente vorrei occuparmi del potere delle élites intellettuali. Esiste anche in questo ambito una sorta di autoreferenzialità. Esistono, voglio dire, dei circuiti chiusi che non consentano l’accesso a chi è fuori. Ciò che Preve dovrebbe domandarsi è: da chi sono cacciati nell’oscurità marginale? Mancano, insomma, i soggetti. Il potere di intervenire in un dibattito in corso è dato dalla maggiore visibilità di cui un pensatore può disporre. Ma chi decide la maggiore visibilità o invisibilità di un autore? In qualche misura anche da coloro che dicono che “non esistono autori antisistemici”, da coloro che vogliono detenere il monopolio della critica antisistemica. Insomma, in parte sono proprio i filosofi alla Costanzo Preve che cacciano nell’oscurità marginale gli autori antisistemici. Le élites intellettuali italiane sono delle conventicole, che non capiscono che in Italia un Chomsky o un Bourdieu non avrebbero vita facile, sarebbero rinchiusi nel recinto della marginalità, a meno che non siano, appunto, ammanicati a questa o a quella piccola conventicola.

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