
Questo è il resoconto di un’intervista mancata. Ho deciso di ricavarne un articolo perché è un’intervista mancata diversa dalle altre. In altre occasioni, se chiedevo a qualcuno di farsi intervistare, mi diceva semplicemente di no e il discorso finiva lì. Qui invece la persona in questione, contattata telefonicamente, ha accettato di farsi intervistare per poi fare dietro front una volta che mi ha avuto di fronte.
Anzitutto va detto che la persona in questione è una donna, soggetto già di per sé difficile da intervistare, in quanto trattasi di animale sfuggente, elusivo e impenetrabile. Poi si tratta di una donna che dichiara di essere molto spirituale (una contraddizione in termini, direbbero i padri della Scolastica). E ultimamente, sto incontrando persone che si definiscono spirituali, le quali dimostrano di avere qualche problema di socializzazione. Almeno con me, che forse non sono spiritualmente alla loro altezza.
Vi ricordate The Wolvessyster? Rifiutò di rimandarmi indietro le domande che le avevo spedito perché dalla lettura delle medesime aveva capito che…..non avevo abbastanza consapevolezza. E che quindi non aveva tempo da perdere con me. Con questa regola, temo che la Sorella dei Lupi di tempo ne avrà tantissimo, perché di gente con la consapevolezza come piace a lei non ce n’è molta in giro per il mondo.
Ma torniamo alla mia ultima “cavia da laboratorio”. Un’imperscrutabile forma di autodifesa, dopo quanto è successo, mi dice di non mettere il suo nome e cognome per esteso, come potrei fare, magari anche per una forma di vendetta da parte mia nei suoi confronti, perché se il suo comportamento può essere giudicato capriccioso, potrei aspettarmi che dopo la pubblicazione di questo articolo si faccia avanti per chiederne la cancellazione, mettendomi in difficoltà con il titolare di Stampa Libera.
In questo mondo (e in quest’epoca) c’è troppa gente che in nome della privacy attua comportamenti a dir poco bizzarri. Se vi
