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Credo di aver seguito il maestro di qualcun altro

Creato il 14 agosto 2011 da Naimasco78

Credo di aver seguito il maestro di qualcun altroNon scrivo da un po’, per mancanza di tempo non per carenza di idee, anzi, quelle le ho accumulate durante i viaggi in treno che scandiscono ormai la mia vita da qualche settimana, e vi assicuro che non c’è niente di più fastidioso del non poter concretizzare nell’immediato un’idea che ti ronza in testa. Per esempio: sono andata alla presentazione del nuovo libro di Alessandro Meluzzi, psichiatra, opinionista, prezzemolino di un vasto assortimento di trasmissioni televisive che si nutrono di cronaca nera con i vari Milo, Balivo, Perego, ecc. Ho seguito il mio maestro, questo il titolo del libro in questione, una chiacchierata, chiamiamola così, sulla sua idea di educazione mista a companatici di natura piuttosto guelfa. Ma andiamo per ordine: il nostro illustre benemerito quando gli è stata data la parola dal suo intervistatore ha esordito di fronte al suo pubblico gettando fango su un collega, il rispettabile Piergiorgio Odifreddi, definendolo “un buffone che non sa quello che dice e che si spaccia per matematico per dimostrare la non esistenza di Dio quando in realtà è solo uno che ha studiato algebra”. Piuttosto elegante come incipit, considerando che alla serata il buon Odifreddi non è stato invitato quindi non era presente al momento dell’exploit di Meluzzi, di conseguenza non ha potuto difendersi da simili accuse; ora, capisco che la disputa fra i due sia iniziata ormai tempi addietro e che sia in continuo sviluppo ogni qualvolta si presenti l’occasione, ma sminuire le teorie dell’avversario prima di iniziare a parlare per fare in modo che le tue risultino più autorevoli non mi sembra una gran strategia, comunque andiamo avanti. La digressione è proseguita tra frasi in greco antico, paroloni in latino, scatti d’ira alla Sgarbi e una quantità incredibile di banalità già viste e sentite almeno in mille versioni, in particolare le teorie su amore ed Eros, già ampiamente approfondite da Galimberti ma prima ancora da Platone, Nietzsche, e via dicendo. Dunque, nulla di nuovo sul fronte occidentale caro Alessandro, anzi in questo caso parliamo di fronte balneare perchè eravamo in un bagno al mare quindi il livello della conversazione sarebbe dovuto rimanere molto più basso, non potevi sapere chi avevi di fronte che ti stava ascoltando quindi tutte quelle citazioni antiche io me le sarei davvero risparmiate se fossi stata in te in quanto assolutamente fuori luogo. Ma il meglio deve ancora arrivare, perchè non mi sono ancora soffermata sul vero pezzo forte della serata nonchè argomento principale: il concetto di famiglia. Per lui esiste una grande distinzione tra quella che è una coppia, che può essere composta da qualsiasi cosa, cioè due uomini, due donne, un uomo e un cane, ecc…e quella che è invece la famiglia, uno status, un dovere di mantenimento e proseguimento dell’umanità, possibile solo quindi se la famiglia è composta da un uomo e una donna che generano un figlio. A parte che fa molto otto per mille alla chiesa cattolica, è estremamente offensivo e bigotto un discorso del genere perchè la famiglia non è assolutamente un dovere e nemmeno uno status: la famiglia è uno stato d’animo, ci si può sentire in famiglia anche solo con il proprio gatto e non sta scritto da nessuna parte, nemmeno nella costituzione italiana che la famiglia debba essere per forza composta da un uomo e una donna, lo Stato la riconosce come società naturale fondata sul matrimonio, questo è vero, ma non sul fatto se i componenti siano più o meno in grado di generare altri esseri umani. La presentazione di Meluzzi quindi non è stata altro che una sfortunata serie di gaffes, termini forbiti assolutamente inutili e banalità per lo più già dette da altri che sono culminate nel concetto di parità dei sessi e sul fatto che oggi inseguiamo in maniera ossessiva un livello di qualità della vita troppo alto e per questo motivo non facciamo più figli. Beh, professor Meluzzi, quando la vedrò abbandonare tutti i suoi mille impegni disseminati in tutto il mondo per fare il medico di base a mezzo chilometro da casa allora valuterò se acquistare il suo libro e farmelo firmare. Per il momento, mi limiterò ad aspettare di sentire la sua opinione personale sui fatti citati senza dover per forza parlare tutte le volte per frasi già dette.

Non so perchè ma ho la sensazione che dovrò attendere ancora molto. Ma io non ho fretta.



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