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Crimi: “Questa è anarchia non democrazia”. Magari, Vito, lo fosse... ma non lo è, anche se sempre di libertà di coscienza si tratta.
Creato il 18 marzo 2013 da Massimoconsorti @massimoconsortiL'appartenenza a quello che si sta trasformando sempre di più nel M5S+elle (spiegheremo fra qualche riga la nostra provocazione) non implica, da quello che leggiamo in queste ore, aver studiato alcune materie fondamentali per chi decide di fare politica. Se avessimo voluto fare il medico, avremmo dovuto sudare mesi, magari anni, sui tomi di anatomia. Idem l'avvocato, mestiere che non può prescindere dallo studio dei codici civili e penali e delle loro procedure. Per non parlare dell'architetto che, senza design e pianificazione della città, del territorio e del paesaggio, al massimo potrebbe vendere fazzoletti di carta ai semafori. Per fare il politico di professione, visto che se ti pagano per farlo tanto sei, non devi invece sapere una mazza. La storia dei movimenti politici, delle ideologie, qualche nota di filosofia, un po' di rivoluzioni, una manciata di guerre civili, i movimenti sindacali, le lotte sociali, la struttura dei regimi, tutto passa in cavalleria, basta saper smanikettare su Internet, mettere in piedi un kollegamento veloce con Wikipedia, klikkare sempre sul “mi piace” dei post del Kapo e puoi tranquillamente okkupare uno scranno a Montecitorio o a Palazzo Madama, convinto che gli altri non siano migliori di te, la fregatura è che molto spesso è vero, anche se tu sei più veloce sulla tastiera. Vito Krimi è uno di questi. Miracolato, come accaduto in passato ai leghisti e ai berluskini, dal kapo, quando qualcuno prova a farla fuori dal vasetto (le regole stabilite dal primus inter pares), sbrocca, da fuori di matto e, in pieno delirio, afferma: “Questa non è democrazia, è anarchia”. Se il Krimi di cui sopra avesse studiato, si sarebbe reso conto di aver detto una stupidaggine. L'anarchia non è il caos, è la convergenza di teste pensanti e autonome, una vale una davvero, sul perseguimento di un unico obiettivo: ribaltare ogni regime. L'anarchico vero, non quello della passeggiata domenicale in Skoda, segue le regole del regime in cui vive e opera fino a quando non riesce a sovvertirle. E una volta sovvertite, sempre l'anarchico vero, prova il desiderio profondo, quasi maniacale, di mandare a ramengo anche quelle che ha contribuito a creare con il suo impegno. Avete presente Ernesto Guevara detto il Che? Ecco, basterebbe studiare un po'. All'inizio, lo confessiamo senza pudore, abbiamo creduto che lo scopo del M5S fosse proprio questo: sovvertire un regime seguendone inizialmente le regole. Poi, però, ci siamo resi conto che è un discorso troppo difficile per un webmaster e un comico, e allora siamo stati costretti a fare un passo indietro perché, nonostante la Costituzione conceda ai parlamentari il non-vincolo di mandato, Grillo ha deciso di fare a modo suo. Alla fine costringerà gli onorevoli e i senatori del suo movimento a votare un decreto nel quale si sancirà che Gaia è l'unica religione riconosciuta dallo Stato italiano, tale e quale alla cittadinanza onoraria egiziana di Ruby, votata a maggioranza dal Parlamento. Beppe e Silvio hanno tantissimi punti in comune, compresa quella tendenza a considerarsi un po' più “uno” dell'uno vale uno, e a ficcare il naso nei cazzi degli altri impedendo agli altri di ficcarlo nei loro. Non si capirebbero, altrimenti, le riunioni a porte chiuse dei grillini e la diretta streaming di tutto il resto; che è un peccato far vedere alla gente che li ha votati come avvengono i processi decisionali all'interno del movimento? Non è peccato perché, semplicemente, non ci sono processi decisionali se non quelli stabiliti dall'Uno+. E questa, caro Krimi, non è democrazia, è dittatura. Credevamo che la libertà di coscienza facesse parte del M5S, ma poi è arrivato quel +elle che ha rovinato tutto. Grasso (nonostante tutto) non è Schifani e Grillo ha perso una buona occasione per dimostrare di essere diverso.
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