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Crimini in laguna - Racconti (noir) di Andrea Curcione

Da Zaffira01

 

Crimini in laguna - Racconti (noir) di Andrea Curcione

TITOLO:  Crimini in laguna - Racconti
AUTORE: Andrea Curcione
CASA EDITRICE: Piazza Editore
PAGINE: 300
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
GENERE: Racconti noir

C'è qualche cosa in questi racconti, in questi Crimini in laguna, che intriga
e al contempo sfugge, qualche cosa di inafferrabile.
C'è indubbiamente un ritmo avvincente, c'è sicuramente suspance...
ma c'è molto di più, c'è una città a far da sfondo, apparentemente una città
come tante, in cui le storie delle persone si intrecciano, si fondono.
Facile incontrare in un piccolo albergo zio e nipote, stanchi della vita, stanchi
delle difficoltà, stanchi di sopportarsi che loro malgrado diventano complici,
complici di un'insolita uscita in barca. E ancora veder correre sui tetti
un novello Arsenio Lupin, giunto in città da chissà dove e chissà
in che modo e che, dopo aver tentato un furto su commissione, si ritrova vittima egli stesso di una improbabile " buona nonnina..."
Storie in cui amore, passione, gelosia e buona scrittura ci mostrano una città
fuori dagli stereotipi, una città vera, autentica, vissuta e da vivere in modo
completamente diverso da tutte le altre, perché questi sono Crimini
nella laguna veneziana, in cui le classiche regole del gioco devono
sottostare alle dinamiche della magica città sull'acqua.

Non so voi, ma io, quando leggo un resoconto del genere, in cui le doti del libro e dell'autore non solo vengono scritte, ma vengono addirittura esaltate, come in questo caso, storgo subito il naso. Personalmente, credo che debba essere il lettore, dopo averlo letto, a giudicare della qualità del libro, della fluidità dello stile e di tutto il resto. Anche perchè, nella maggior parte dei casi, questi elogi si rivelano soltanto parole vuote, che non hanno poi alcun riscontro nella realtà, ideate unicamente per convincere gli incerti a procedere all'acquisto, come se il libro "nudo e crudo" non fosse di per sè sufficiente.
Quante volte avete letto, ad esempio, sul retro della copertina di un libro fantasy, " un nuovo libro dal re/ dalla regina del fantasy"? Peccato che, stando a queste frasi, tutti gli scrittori sono re o regine del loro genere, tanto è vero che nella mia libreria la maggior parte dei libri reca questa dicitura, per poi mostrare un contenuto non sempre all'altezza delle aspettative.

Nel caso di Andrea Curcione, però - e questo lo dico dopo aver letto il libro - le parole stampate sul retro della copertina non sono messe a caso. Perchè, almeno per una volta, quanto scritto si rivela essere vero.
Non sono un'amante del noir e nemmeno una lettrice del genere, ma nonostante tutto i cinque racconti che compongono quest'opera mi hanno preso molto e credo che questo sia più che sufficiente per esprimere un giudizio favorevole.

Siamo a Venezia: una città magica, unica al mondo, una città da cartolina o viaggio romantico, che però in questi racconti rivela il suo lato più oscuro o, ancora meglio, più normale. Quello di una città in cui, nell'oscurità della notte, tutto può succedere, in cui anche la persona più rispettabile può finire invischiata in faccende di discutibile moralità e in cui gli imprevisti e i colpi di scena sono dietro l'angolo.
Una città dove non possono esserci inseguimenti per le strade affollate del centro, ma tutt'al più si potrebbe pensare ad una fuga in motoscafo, e dove i cadaveri potrebbero, semplicemente, essere gettati nelle acque fredde e scure della laguna veneziana.

Nero veneziano, Intrigo a Venezia, Un piano perfetto, Ladri di ricordi, Acqua alta: sono questi i titoli dei cinque racconti compresi in "Crimini in laguna". Composti in anni diversi, anche distanti fra loro, sono tutti accumunati da alcuni elementi: la fluidità dello stile, con cui l'autore riesce a rendere bene ciò che sta raccontanto, a far immergere il lettore nella trama, a fargli sentire le voci dei diversi personaggi, in una parola, a coinvolgerlo. In secondo luogo, abbiamo i colpi di scena: niente è mai scontato e quando si pensa di aver ormai capito come andrà a finire il tutto, ecco che si scopre che non si aveva capito proprio niente.
Insomma, la lettura prende anche chi non è un amante del genere, proprio per l'abilità che Curcione dimostra nel condurre chi legge verso una direzione per poi farlo svoltare bruscamente verso la più inaspettata delle conclusioni.

Tra tutti i racconti, mi ha intrigata in particolar modo "Ladri di ricordi": si comincia con la storia di un ladro, si introduce la leggenda dei "Falierini", delle monete uniche, coniate per un doge poi caduto in rovina, si prosegue con l'attuazione del "colpo grosso" in casa dell'anziana proprietaria di tali monete, si assiste poi ad un curioso rovesciamento di ruoli, ma mi fermo qui, per non anticipare niente a chi volesse di persona approfondire la questione.
Anche se non ho potuto, per motivi di tempo, leggerlo tutto d'un fiato, non ho comunque potuto fare a meno di finirlo e devo dire che ne è sicuramente valsa la pena, perché il finale è davvero una bella sorpresa.

Unico difetto sono i refusi, che però non sono molti: qualche errore di stampa, qualche svista, più che errori grammaticali veri e propri. Fra questi rientra però l'uso della virgola tra soggetto e predicato, che ricorre erroneamente più volte e risulta particolarmente fastidiosa, non solo perché, appunto, contro le regole della grammatica italiana, ma anche perchè, non essendo il soggetto seguito da alcun inciso, non ve ne è assolutamente bisogno.
Per il resto, direi che è un libro che si gusta e cattura molto.

 


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