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Cristian Adriano Porcino: “Pensieri sparsi su Dio, Ratzinger e la chiesa”

Creato il 10 novembre 2010 da Iannozzigiuseppe @iannozzi

“Pensieri sparsi su Dio, Ratzinger e la chiesa”

a cura di Iannozzi Giuseppe

0. Cristian, tu sei credente, sì o no? E se sì, a quale chiesa (o religione) senti di appartenere?

Caro Giuseppe il credere è davvero una questione complicata. Parafrasando Gianni Vattimo ho la sensazione di credere, forse la speranza remota di accettare l’idea di un qualcosa che ha dato inizio alla nostra esistenza. Sono figlio di un pensiero filosofico che si ritrova nello scetticismo di Hume; il quale proprio in mancanza di prove si astenne dal sentenziare categoricamente sull’autenticità o sulla falsità di un dio. Di certo non appartengo a nessuna religione; perché credo che ogni cammino spirituale che porti l’uomo verso un senso di felicità e di pace con se stessi sia da ammirare, qualunque esso sia. Poiché come diceva Gandhi se potessimo cancellare il mio e il tuo dalla politica e dalla religione vivremmo in sintonia con il mondo.

Cristian Adriano Porcino: “Pensieri sparsi su Dio, Ratzinger e la chiesa”
1. Il titolo del tuo breve saggio, “Pensieri sparsi su Dio, Ratzinger e la chiesa”: pensieri, che tipo di pensieri?

I pensieri a cui mi riferisco nel mio libro sono dei pensieri che analizzano in sezioni diverse “le tre” persone che compongono la chiesa Cattolica odierna; è come dire che un nuovo “triteismo” smuove le acque della chiesa per tralasciare molto spesso la prima Persona del momento dialettico con l’uomo, Dio. Pensieri che oggi come oggi subiscono ritorsioni da un laicismo di facciata e da persone che sanno, pur non ammettendolo, di appartenere ad una sorta di Repubblica Pontificia Italiana.

2. Perché la necessità di parlare di Benedetto XVI, come libero cittadino?

Ho sentito la necessità di parlare come libero cittadino di papa Ratzinger, perché non accetto l’idea che egli sia intoccabile, un non umano che in virtù della sua posizione e della sua autorità in campo di fede, possa esimersi dal confronto razionale con gli altri esseri umani. Il papa è per i cattolici il successore di Pietro e il vicario di Cristo, ma questa “successione”non toglie all’uomo che ne incarna i ruoli, la propensione all’errore. Ci tengo comunque a precisare che il mio scritto non è assolutamente un libro contro qualcuno. Ratzinger è analizzato in quanto attuale pontefice della chiesa Cattolica.
3. Nei tuoi “pensieri” citi più volte il saggio di Corrado Augias/Mauro Pesce, “Inchiesta su Gesù”: a mio avviso gli autori portano al pubblico (e alla Chiesa) una visione abbastanza cattolica di Gesù, non ci sono invece molti segni di un’inchiesta laica. Per gli autori sembra assodato che Gesù è esistito realmente, che ha fatto dei miracoli in quanto in grado di farli, che aveva natali ebraici. Lo ritengo un libro inutile, utile alle masse affamate di spiritualità e agiografia spicciola.

Beh! Ammiro lo stile colloquiale e preciso che Corrado Augias ha nell’affrontare diverse problematiche. Per altro nel suo “Inchiesta su Gesù”, Augias affronta senza preconcetti la storicità del Messia Cristiano. Semmai non è nelle domande di Augias che bisogna ricercare la mancata laicità, ma nelle risposte del professor Pesce che su certe questioni tira il freno e si ritorna nel “limbo”del dubbio. Poi se la massa si sente attratta da un testo come questo ben venga. La cosa preoccupante è quando la massa si riversa su personaggi come Melissa P. e simili trovate pubblicitarie.

4. Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) è un papa rivoluzionario o retrogrado? Perché?

A mio parere Benedetto XVI non può essere considerato un papa riformatore nel senso più alto del termine. Egli sembra essere pervaso da una grande inquietudine che col tempo è diventata consapevolezza della propria mancanza di carisma. Ratzinger sa di non saper cavalcare, a differenza del suo predecessore,  l’onda mediatica,  e pertanto si ostina ad arroccarsi su questioni morali e sessuali che almeno gli conferiscono una connotazione caratteriale personale. Davvero un peccato per un teologo come lui che in passato ha affermato diverse cose importanti. Ad esempio il suo ultimo libro “Gesù di Nazareth”  è poco assimilabile al lavoro dello studioso Ratzinger, ma sempre più vicino ad un lavoro di un rappresentante religioso che intendeva scrivere una enciclica ben più estesa, dettagliata e approfondita. In ogni pagina le fonti storiche vengono tralasciate per far posto alle allegorie e alle metafore evangeliche e veterotestamentarie; considerate dall’autore vere fonti di studio. Il libro di Ratzinger pur essendo un libro appassionato e appassionante  non ci restituisce però la figura storica di Gesù, ma bensì il “vero”Gesù della fede cattolica. Forse perché un libro scritto da un pontefice non può di certo rivelare aspetti nuovi sulla figura di Gesù!

5. E Carol Wojtyla che ebbe a dire, “L’omosessualità è un’offesa all’amore di Dio”, e ancora, “La ragione non può svuotare il mistero di amore che la Croce rappresenta, mentre la Croce può dare alla ragione la risposta ultima che essa cerca”, che tipo di papa è stato?

Wojtyla è riuscito in oltre 26 anni di pontificato a trovare una chiave di registro per parlare con il mondo. Nella sua vita da papa ha spesso ammesso che egli non era immune dall’errore e a differenza di Benedetto XVI non ha mai attaccato coloro i quali non appartenevano alla chiesa o alla religione che lui stesso rappresentava. Inoltre un papa non deve essere solo un ottimo teologo, ma soprattutto un raffinato politico che attraverso il proprio acume riesce a tenere ben saldi i rapporti con il mondo intero. Questo Wojtyla dall’alto della sua cultura e grazie all’aiuto del forte carisma di cui era in possesso è riuscito in parte a compierlo. Ratzinger invece non ha mai fatto mistero nella sua vita, che non essere cattolico significa essere un dannato per l’eternità. Vedesi la “Dominus Jesus”. Pertanto Wojtyla è un papa che accetta la propria umanità e non la rifugge, ciò non toglie gli errori che egli stesso ha commesso e la sessuofobia che ha pervaso il suo pontificato.

6. Nel tuo saggio parli anche del Limbo, che per volere di papa Ratzinger non esisterebbe più. Dunque un papa come Ratzinger sarebbe in grado di cancellare in un momento, con la sua parola, il Limbo, ne consegue che dovrebbe essere capace di far fuori anche l’Inferno e il Paradiso se solo lo volesse. Che strano papa è questo, per i cattolici credenti, per i cristiani, un papa che è forte quanto Dio se non di più! Com’è possibile tutto ciò – che per un credente ha del miracoloso, o del diabolico?

Come dico nel mio libro, il papa sembra essere seduto su un trono un gradino più in alto di Dio. Poiché il pontefice essendo infallibile  emana dogmi per sancire “verità” inoppugnabili. Chi si mette contro queste emanazioni “regali” è destinato ad essere scomunicato. La massa comunque sembra non risentire molto della persona che veste i panni del pontefice, poiché o Wojtyla o Ratzinger si esaltano come forsennati durante le  celebrazioni ufficiali; e ciò ci fa comprendere che non è tanto la persona ma la carica che il volgo acclama! Questo fenomeno di isteria collettiva e in parte idolatria, l’ ho potuto constatare  mentre mi trovavo a piazza San Pietro ed una donna ha baciato il suolo dove prima era passata la papamobile. Che dire! Ế evidente che la chiesa può creare e disfare ogni cosa che più gli aggrada. Mentre un comune fedele si esalta della miracolosa potenza ecclesiastica, personalmente trovo terrificante pensare che in quel momento si contraddice tutto ciò che Gesù predicò ai suoi discepoli.

7. La chiesa, sotto papa Benedetto XVI, ha forse intenzione di ritornare al medioevo più (o)scuro?

E’ solo una mia impressione?

Non è soltanto una tua impressione, caro Giuseppe. A differenza del Medioevo dove la cultura in qualche modo riusciva a farsi strada, e dove i filosofi combattevano a suon di trattati per trovare la presenza di Dio, nel mondo odierno la chiesa tenta di allontanare gli uomini dalla verità. Quando le alte gerarchie vaticane sentenziano sulla vita degli uomini, sulle loro condizioni di vita, e di intelletto, in verità mostrano al mondo il vuoto che si cela dietro quelle uniformi. Tutta la rabbia, la frustrazione che i “generali”del papa mettono nell’offendere gli omosessuali, i non cattolici etc, scrivono una pagina di storia oscura e retriva che si pensava potesse non ritornare mai più.

8. Joseph Ratzinger è ancora più intollerante rispetto al suo predecessore, Giovanni Paolo II. E’ contro i Dico, contro i gay, assurge la famiglia tradizionale in un’ottica ostinatamente cattolica e discriminatoria. Un papa capace di molta intolleranza verso culture, religioni, tendenze sessuali… a mio avviso il peggiore papa degli ultimi cinquant’anni. Forse solo Pio XII (Giovanni Pacelli) è stato tanto oscurantista e crudelmente bigotto come Joseph Ratzinger. La tua opinione in merito?

Dal vile silenzio di Pio XII sulla morte degli ebrei si è arrivati all’intolleranza ad ogni forma di diversità. L’accanimento del papa così come del suo entourage contro il disegno di legge dei Dico e via dicendo, mostrano quanto in primo luogo la politica italiana sia influenzata e direttamente manovrata dalla chiesa. L’unico Stato democratico che non se la sente di riconoscere, tramite una legge, che l’amore fra due persone adulte e consenzienti sia legittimo. Questo perché teme non solo la ritorsione di una parte politica tendenzialmente pro papista, ma perché teme la non approvazione del papa in persona. Non ho mai capito perché il papa si accalora tanto per la famiglia quando lui stesso non ne ha creata una tutta sua. Se ha così a cuore la riproduzione della specie perché non manda i suoi preti a farsi una famiglia ufficiale invece di scandalizzarsi quando un suo ministro – in maniera ufficiosa -  ne ha più di una, omo o etero che sia! Così come sono stanco di vedere i politici accapigliarsi di entrambi gli schieramenti per difendere una famiglia che nemmeno loro hanno tenuto in piedi o che nemmeno hanno creato. Se non si abbasseranno i toni, così come ci ricorda la storia, l’intolleranza spesso si è conclusa con genocidi, e stermini di massa.

9. Bertrand Russell, in un suo famoso saggio datato 1927, “Why I’m not a Christian”, scriveva: “Having granted the excellence of these maxims, I come to certain points in which I do not believe that one can grant either the superlative wisdom or the superlative goodness of Christ as depicted in the Gospels; and here I may say that one is not concerned with the historical question. Historically it is quite doubtful whether Christ ever existed at all, and if He did we do not know anything about him, so that I am not concerned with the historical question, which is a very difficult one. […]  I must say that I think all this doctrine, that hell-fire is a punishment for sin, is a doctrine of cruelty. It is a doctrine that put cruelty into the world and gave the world generations of cruel torture; and the Christ of the Gospels, if you could take Him as His chroniclers represent Him, would certainly have to be considered partly responsible for that. […]

Oggi invece, Augias e Pesce, ci portano sulla via di credere che Gesù fu sostanzialmente un uomo buono. Come mai? Che cosa è cambiato nella chiesa, nella società laica e in quella cattolica, perché Gesù venga indicato in tutto e per tutto come un modello morale?

Russell aveva ben ragione nel sostenere quanto da te citato, ma  la sua analisi consistette nel porre in evidenza l’assurdità di ogni forma di peccato e soprattutto dell’ossessione della colpa presenti nei movimenti religiosi di ispirazione cristiana. Vedi si può essere o non essere cristiani, ma non credo che non si possa non ammirare il pensiero di Gesù così come quello di Socrate o di Buddha. Corrado Augias nel testo citato sente la necessità di indagare un fenomeno storico e religioso come quello di Gesù. Di certo il ritratto che viene fuori studiando le fonti antiche, portano ad un dato percorso. Oggi si avverte maggiormente la necessità di trovare punti fermi e ideologie che possano confortare l’uomo. Stragi, guerre e attentati terroristici in quest’ epoca in cui in un secondo ti “godi” in diretta l’annientamento di uno Stato, accresce maggiormente il senso di impotenza degli uomini. Come dico nel mio saggio, ogni religione ha costruito le proprie fortune sulla paura della morte. Pertanto  rinfrancarsi in una escatologia cristiana che vede un al di là dove vige la giustizia, in un certo senso rincuora  in parte gli animi umani sulla non morte del proprio spirito e dall’altra parte li tutela maggiormente rispetto ad una legge umana che fa acqua da tutte le parti. In questo senso non trovo nulla di male nel prendere Gesù come modello morale.

10. “Pensieri sparsi su Dio, Ratzinger e la chiesa”: che cosa offre al lettore, domande o risposte?

In “Pensieri sparsi su Dio, Ratzinger e la chiesa” non posso fornire al lettore se non le domande e le perplessità di un individuo che convive da anni con una realtà storica che vede il massimo presenzialismo del papa e dei suoi esponenti in tutti gli aspetti sociali e non della nostra quotidianità. Così come tento di azzardare delle risposte senza avere la presunzione papale che ciò che dico sia infallibile o quantomeno non criticabile. Spero che il lettore si possa riconoscere in parte nelle mie riflessioni.

11. Si dice che la religione è oppio destinato ai poveri di spirito. Tu che ne pensi? L’umanità ha davvero bisogno di un Dio e di un Cristo in cui credere? Non sarebbe molto meglio vivere e basta, senza cercare la Fede?

La fede negli altri sta alla base del patto civile dell’uomo. Si crede nella pacifica convivenza coadiuvata dallo Stato che attraverso le leggi tutela  i diritti degli uomini. Si crede nell’amore eterno tra persone e pertanto mi risulta davvero difficile immaginare un mondo senza fede in un dio. L’unica cosa che manca è la fede che gli uomini hanno in se stessi. L’uomo sembra avere poca fiducia nel proprio apparato critico ed è questo che terrorizzandolo lo getta nelle braccia del primo “venditore di felicità”che gli capita vicino. Marx non sbagliava a dire che tutto ciò che esalta dio vanifica l’uomo. Perché se l’uomo viene ridotto a pura pedina in un gioco più grande in cui il supremo giocatore è dio, allora tutto è vanificato.

12. Ma che cos’è la Fede per l’uomo? Un tuo pensiero a riguardo.

Fino a quando come diceva Francesco Bacone, filosofo inglese, l’uomo non si libererà dagli idola fori e theatri, non potrà intraprendere un percorso importante per la propria crescita intellettiva e quindi del proprio raziocinio. Pertanto considero fede tutto ciò che criticamente mi porta a scontrami e ad incontrami con quello che la mia ragione non riesce a comprendere. La fede in sé non è male, lo diventa quando questa si fa portavoce di integralismi – che possono esistere in ogni culto religioso –, oppure quando non si riesce più a valutare che il credere è frutto del dubbio e non delle inamovibili certezze.

13. Progetti per il futuro?

Ho molti progetti per il futuro. Valutare bene prima di procedere è la cosa più importante. Purtroppo questa editoria, come scrivi da anni tu nel tuo blog, sembra rifiutare ogni istanza innovatrice che provenga dalle giovani leve. Pertanto spero che il mio prossimo libro possa essere ben supportato da parte dell’editore, così come oggi accade a questo ultimo mio lavoro, poiché in passato ho dovuto spesso scontrarmi con la casa editrice per vedere valorizzato il mio lavoro precedente.

Grazie Cristian, sei stato molto gentile e disponibile.

Ti auguro tutto il meglio.

Grazie a te Giuseppe per avermi dato questa opportunità e ti continuerò a leggere.

Cristian Adriano Porcino nasce a Catania il 7 aprile del 1980. Dopo essersi diplomato inizia a collaborare con diverse testate giornalistiche. Nel 2005 si laurea in Filosofia presso l’Università degli studi di Catania. Nel 2006 esordisce nel mondo della critica letteraria con la pubblicazione del saggio: “Diabolus. Seminario di Letteratura Busiana” per Kimerik Edizioni, e incentrato sull’opera dello scrittore contemporaneo Aldo Busi.

Cristian Adriano Porcino – Pensieri sparsi su Dio, Ratzinger e la chiesa- Il Rovescio Editore – Collana «ANTITESI» 2 – 66 pagine – Edizione tascabile su carta riciclata. Prima edizione. – ISBN 978-88-901884-2-8 – 7,00 Euro


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