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Crociera di lusso… ma non per tutti

Creato il 11 febbraio 2013 da Federbernardini53 @FedeBernardini

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Quando ero direttore-marketing della più antica agenzia di viaggi italiana, ho avuto la possibilità di ritornare a bordo… le prime crociere le avevo fatte da ‘”musico” suonando sulle navi con la band de “I Caimani”, negli anni in cui seguire un corso di giurisprudenza all’università di Roma equivaleva ad essere un disoccupato in attesa di…esami.

Tornando a bordo da addetto ai lavori e non più ai servizi, mi è sembrato quasi di rivivere… l’infanzia.

Dirigere una crociera è compito delicato quando va tutto bene, opprimente se ci sono delle rogne. L’episodio che sto per raccontavi non è accaduto durante una crociera “difficile”, quindi è ancora più singolare.

L’occupante la cabina 112 del ponte principale, era un tranquillo signore di Brescia. Aveva scelto la crociera per “sfondare” la nuova barriera della solitudine creatasi dopo la sua recente vedovanza. Ricordo questo crocierista con molta simpatia, perché si comportava sempre con grande correttezza e diligenza.

E’ molto importante essere puntuali, e lui lo era, ai pasti al ristorante, perché il personale di cucina, quando a bordo c’è il gran completo, deve preparare pasti per due turni consecutivi.

Ricordo che il Bresciano era sempre tra i primi a scendere a terra e prontissimo a salire sul pullman per un’escursione. Infine, non si faceva mai “pescare” fuori gruppo dalla guida locale durante le visite.

Al termine della crociera, il Bresciano venne nel mio ufficio per complimentarsi della perfetta organizzazione,  ma anche per muovere un piccolo rimprovero.

“Vede, caro direttore” mi dice con tono pacato ma molto serio “qui siamo stati tutti benissimo, ma non capisco perché il personale di cabina si sia comportato con me, e SOLO CON ME, in modo cosi rigido!”

E, proseguendo con grande tranquillità… quasi rassegnazione: “Caro direttore,  da quando ho perso la mia Evelina (presumo sua moglie) mi adatto a tutto. Ben volentieri ho persino rifatto il letto e riordinato tutte la mattine la mia cabina, ma non comprendo perché quest’ordine sia stato lasciato appeso sulla porta sempre e solo a me.” Comprendo quasi subito la sostanza della garbata protesta, ma insisto, con un pizzico di dolosa malizia, per avere una spiegazione più dettagliata.

“Caro direttore (e sono 3!), il personale del ponte, ogni giorno e per tutta la durata della crociera, mi ha lasciato un cartello attaccato alla maniglia della porta, all’interno della cabina, con la scritta: “PER FAVORE RIFARE LA CABINA”…  Io ho sempre risposto a quest’invito, ma ieri ho scoperto, durante l’ultima escursione, che a tutti gli altri crocieristi la cabina è sempre stata riordinata, anche più volte al giorno, dal personale che a me, addirittura, appiccicava quel cartello!”

Afferrato il curioso equivoco, invitai il Bresciano a mostrarmi le prove del “fattaccio” nella sua cabina 112. Mi feci consegnare il cartello incriminato e lo girai, mostrandogli la scritta riportata sull’altro lato.

Mi auguravo che con quel gesto avrei definitivamente chiarito l’equivoco, ma non fu così, perché il Bresciano replicò: “ Beh! Se avessi trovato il cartello con la scritta PER FAVORE NON DISTURBARE sarei uscito dalla cabina in punta di piedi!”

Alberto Nacci

Illustrazione tratta da Google immagini



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