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Crostata, dolcetti e tenerezza

Da Mammagiovane
Interno sera, in cucina.Io e la nana cominciamo a pasticciare con la farina, le uova, lo zucchero ed il burro.Missione:1 una crostata. Mangiabile.Missione2: non rendere la cucina un campo di battaglia.
Io e lei, vicine vicine, quasi alla stessa altezza grazie a sedia e cuscini posizionati ad hoc.Vederla affondare le ditina nella farina, assaggiarla e spargerla un pò ovunque. Annusare il limone grattugiato (espirando invece di inspirare e arricciando il naso, che buffa!). Girare l'indice nella guancia (che buono!). Senso di disgusto nel vedere il burro fuso. Curiosità. Voglia di fare. Forchetta impiastricciata. Assaporare la marmellata di fragole, 1...2...3,4,5 volte.Tagliare biscottini di frolla a forma di stella. Sporcarsi le dita di nutella. Acquolina. Mia e sua. Sentire il profumo uscire dal forno, sbirciatina per vedere se è ora di tirare fuori. Sorpresa nel vedere la crostata di mamma e le sue stelline cioccolatose belle dorate.
Ho passato 3 quarti d'ora con la mente sgombra di pensieri ma invasa da un senso di gioia e tenerezza.
Missione1: riuscita. Il babbo  ha approvato la crostata di fragole. "E' strabuonissima", questa la sua sentenza.
Missione2: fallita, la cucina era il caos più totale, ma ne è valsa la pena.
Fortuna che Puzzettona mi ha anche aiutato a lavare i piatti.Non vi dico che sguazzo...ma questa è un altra storia.

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