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Da qualche parte, dentro di me…

Creato il 26 maggio 2012 da Tnepd
Da qualche parte, dentro di me…

Guardarsi dentro. Guardarsi dentro. E’ la cosa più difficile da farsi; è la risorsa di più inestimabile valore dell’Umanità. La gente comune, prigioniera di secoli di servitù psicologica e di ignoranza medioevale, crede banalmente che gli oggetti dei sensi possano assurgere al titolo indiscusso di “realtà”. Quello che vedo, tocco, annuso, ascolto, gusto….è ciò che è reale. Questo, e nient’altro.

 Ma, in “realtà”, ciò che giunge a manifestazione come realtà obiettiva, è un “qualcosa”che ha tratto le proprie condizioni di possibilità di essere da “qualche altra parte“, prima…Ed è, soprattutto, qualcosa che in ogni caso, consapevoli o meno, noi tutti abbiamo contribuito a creare.Ebbene: dove si trova, questo “qualche altra parte”che traduce semplici possibilità, tra infinite, in realtà effettiva? Come avviene, che qualcosa venga poi tradotto in “realtà palpabile”, e “realtà per tutti”?  Da qualche parte, dentro di me…

La prima manifestazione dell’essere, da “queste parti”,  va sotto il nome di pensiero. Da questa prima manifestazione, discende quindi il resto. Compreso ciò che traduciamo infine come “materiale”.

Ebbene:  Di che “materiale sono fatti, i nostri pensieri”? E quanti pensieri vanno fatti, e da parte di quanti individui, perché una “predisposizione ad essere” si attualizzi in realtà “materiale” ?
Da qualche parte, dentro di me…
Queste, e persino domande all’apparenza ancora più stupide, dovremmo saperci in questi travagliati tampi porci; se davvero vogliamo imparare ad esercitare una qualche forma di controllo, su quell’esercizio quotidiano di magia ( che ce ne accorgiamo o meno ), che va sotto il nome di ESISTENZA.Guardarsi dentro, innanzitutto, perché non vi è dimora interiore dello spirito, che non rispecchi la condizione vigente di malattia o salute ( o, più appropriatamente, di squilibrio o equilibrio ) dell’intero pianeta. Siamo assuefatti fin da piccoli, attraverso il tritacarne del sistema scolastico, a percepire la Terra come una sorta di corpo morto. Un oggetto, certo enorme; ma pur sempre un oggetto. Una roccia inerte, al cui interno, “chissà perché”, si agita e divampa un fuoco vitalizzatore inarrestabile ed inestinguibile. Ma come un indubbio saggio, di cui ora mi sfugge però il nome, sottolineò a questo proposito: “Credere che la Terra sia una sorta di roccia infestata di vita, equivale a credere che un corpo umano sia una “sorta” di scheletro, infestato da cellule….”
Da qualche parte, dentro di me…
Ma l’universo non è un agglomerato di sassi. L’universo, è, nientemeno, una forma di intelligenza. Con buona pace tanto delle religioni, quanto delle altre varie ideologie scientifiche, ugualmente materialiste.E La madre Terra è viva; altroché. Non  a caso, ogni divinità femminea della storia e dei miti, deve la propria dose di celebrazioni alla madre di tutte le madri; una madre che, lungi dal trovarsi da qualche parte tra i cieli, accarezza ad ogni passo i nostri  piedi;  infonde loro il coraggio, e lenisce la loro solitudine .La madre Terra è viva, e le sue condizioni di equilibrio si riflettono in ogni istante su quella che chiamiamo la nostra interiorità. La nostra vita, in “parole povere”.Il miracolo di questo ologramma, di questa espressione-manifestazione olarchica che chiamiamo “realtà”, è che però l’interazione, costante e insopprimibile, tra Macro-cosmo e Micro-cosmo, è biunivoca. Pensieri, emozioni e scelte, negative e grette, affettano la matrice di questo nostro pianeta, al pari delle scie chimiche nella sua aria, e delle porcate “anti-ghiandola pineale”, riversate nelle sue acque. Noi SIAMO la Terra, e questo vale tanto per il più tenero ciuffo d’erba, quanto per il più inguaribile e corrotto mascalzone che affetti la scena politica. E la Terra, niente meno, è NOI. Come la mettiamo, allora? Siamo pronti ad elaborare una nuova ( o forse a rielaborare un’antichissima e perduta ) Etica veramente responsabile, veramente “biofila”, per salvare tanto noi stessi quanto il pianeta ( che poi, sono una e un’unica cosa )? Siamo pronti, a cercar veramente, tanto “dentro”, quanto “fuori”, questa benedetta forma di sanità? Questa sacra forma, finalmente di EQUILIBRIO?
Da qualche parte, dentro di me…
EQUILIBRIO……Non così trattano del rapporto uomo-ambiente le scienze “ufficiali”, quella che traggono le proprie certezze teoriche, più dalle sovvenzioni di miliardarie fondazioni di burattinai,  che dalla propria apertura spirituale al “significato possibile” e “sostenibile”dell’esistenza. Della vita.Molti scienziati, devono ad oggi “loro nonostante” cominciare ad accettare che gli animali possiedano una capacità di gioire e soffrire. Non riescono semplicemente più a coprire l’ovvietà del fatto che l’amore è l’unica legge universalmente valida, per l’intero UNIVERSO. Per l’intero OLOGRAMMA, che al contempo “siamo”, e di cui facciamo parte. Una parte, non dimentichiamolo, attiva…Per secoli, la maggir parte degli scienziati “allineati” hanno provato in tutti i modi di farci percepire il regno animale come un insieme di corpi robotici, pre-determinati;  incapaci di emozioni. Come avrebbero altrimenti fatto a legittimare instancabilmente, costantemente e implicitamente, l’operato dell’industria delle carni, della caccia più spietata, della vivisezione?E mi verreste a raccontare che la nostra, attualmente, può chiamare se stessa “una civiltà evoluta”?Certo, se per progresso si intende la “robotica”, la progressiva automazione dell’essere umano; la sopressione chimica dell’angoscia e delle emozioni più umane, l’ingegneria sociale e bellica….certo che siamo avanti, da questi  specifici punti di vista. Ma resta tutto da dimostrarsi che una corsa folle, verso l’auto-annientamento, sia una forma di “evoluzione”  che vada la pena portare a manifestazione.E quindi: dov’è il progresso dello spirito? Dov’è, il progresso della saggezza?  Non mi verrete a dire, che le religioni che vanno per la maggiore da qualche millennio a questa parte, hanno portato avanti di un solo passo, l’essere umano nella conoscenza di se stesso; o nella ricerca di un equlibrio sano e dinamico, con l’ambiente di questo pianeta? Non sono forse state, e non sono forse tutt’ora, motivate ( almeno ufficialmente ) da ragioni prevalentemente “religiose”, le guerre fratricide di questo pianeta? E’ forse evoluzione spirituale, la guerra?Non dovrebbe invece “insegnare” la pace interiore ( unica condizione perché si manifesti una duratura, sacra condizione di pace esteriore ), una dottrina spirituale?
Da qualche parte, dentro di me…
Guardarsi dentro. Curare se stessi. Guarire la propria anima. Non si tratta di intraprendere questo percorso, un percorso INDIVIDUALE e INDELEGABILE…e “quindi”, rivolgersi in un secondo tempo alla cura del nostro pianeta. Intraprendere e portare avanti un siffatto progetto, la cura e realizzazione di se stessi, “E’, “ipso facto,  prendersi cura dell’intero pianeta.Uno dei poteri più grandi , che un essere umano possiede, è quello di dare, o negare, il proprio assenso. La prossima volta, che, inconsapevoli del vostro reale potere personale, darete sbadatamente l’assenso alle affermazioni farneticanti e allarmiste di un tg, predisponendo collettivamente ad essere, in tal modo, una realtà negativa ancora reversibile…..provate allora a ricordarvi che il potere di predisporre alla realtà l’ESSERE, ( un potere che ogni essere umano possiede ogni istante della sua vita )…può essere utilizzato in maniera molto più nobile, creativa, e soprattutto PERSONALE.Come? Al servizio dell’AMORE, tanto per fare un esempio, invece che della PAURA…Che ne dite?Un abbraccio controcorrente

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