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Dall'ematologa - sempre meno idee ma sempre più confuse

Da Romina @CodicediHodgkin
giovedì, 10 marzo 2011

Dall'ematologa - sempre meno idee ma sempre più confuse

Oggi sono andata in ospedale per fare una chiacchierata con l'ematologa.
Per arrivare in ospedale ci sono volute due ore e un quarto.
No, la mia ematologa non è in Toscana e no, non ho deciso di andarci a piedi.
Tanto per cambiare, la linea B della metropolitana ha avuto un guasto e hanno attivato il servizio di bus navetta che coprisse i tratti della metropolitana non attivi.
Immaginate voi il traffico che c'è per strada la mattina alle 11:00 in centro a Roma e fatevi un'idea delle condizioni in cui ero quando, alle 12:45 ho finalmente varcato le porte dell'ospedale.
Mi sono seduta su una delle confortevoli poltroncine della sala d'attesa (quando facevo chemio, quella sala metteva angoscia e ora è un gioiellino!) e ho aspettato che la mia ematologa, la Dott.ssa M., mi chiamasse.
M. non è sempre stata la mia ematologa. Prima di lei ne ho avute altre due ma per lei confesso di avere un debole. E'un personaggio. All'apparenza è una brutalona, il suo sguardo sembra quasi dire "ma che ci vieni a fare qui, tanto prima o poi..." ma sotto quella scorza da orsa c' è una donna estremamente dolce e scrupolosa.
Ho aspettato un'ora ma non mi sono annoiata...avevo un sacco di persone da salutare: ho visto, con molto piacere, il Dott. Luca e il  Dott. Andrea, la mia ex ematologa, il Dottor P. (quello che per primo vide la mia lastra al torace e come prima reazione scosse la testa), le meravigliose infermiere e le adorabili receptionist. 
Può sembrare strano, ma ho molti bei ricordi dell'ospedale. Paradossalmente è così. Ho solo qualche lieve problemino di nausea se per caso passo davanti alla stanza del day-hospital...a parte questo mi fa sempre un gran piacere salutare tutti.
Alla fine, la M. è arrivata e ci siamo fatte una chiacchierata circa i curiosi eventi degli ultimi mesi. E'rimasta piuttosto perplessa anche lei. Non mi è sembrato che avesse un'idea precisa.
Si è stupita perchè tutti gli altri medici hanno pensato per prima cosa allo Sjogren piuttosto che a che cose più semplici da valutare ed, eventualmente, da escludere.
L'unica carta che possiamo ancora giocarci è quella dei calcoli alle ghiandole salivari, tuttavia, se più di un medico ha pensato al Sjogren, dobbiamo continuare ad indagareanche in quella direzione.
La linea che abbiamo deciso di seguire è questa:
1) sabato mattina vado a fare dei prelievi specifici per le malattie autoimmuni e vediamo cosa dicono.
2) quanto prima vado a fare un'ortopanoramica per valutare l'eventuale presenza di calcoli alle ghiandole salivari. Io ora però voglio sapere quante persone conoscete che hanno calcoli alla parotide...vabbè, no comment, tutte a me!
3) con l'ortopanoramica in mano vado da un dentista e sento cosa mi può dire.
4) Ecografia al collo e rx al torace.
5) con tutte queste cose fatte torno dall'ematologa.
Io non mi vorrei sbagliare, ma ho come la vaga sensazone che le analisi daranno tutte risultati negativi e l'ortopanoramica pure. Ergo, nessuno saprà dirmi cosa diavolo succede. Ergo, continuerò a gonfiarmi senza un perchè ufficiale e definitivo.
Che dire, c'è poco da fare. Se non riescono a venirne a capo loro che son dottori, figuriamoci io...non mi resta che fare questi controlli e vedere un pò che succede...


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