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Dalle cassette di frutta alle start up (prima parte)

Creato il 05 giugno 2014 da Propostalavoro @propostalavoro

Dalle cassette di frutta alle start up (prima parte)Mentre si intona il requiem per la scomparsa “Giornata Nazionale dell'Innovazione”, il pensiero di tanti torna a quell'edizione di tre anni fa, 14 giugno 2011, durante la quale iniziò l'escalation dell'allora ministro Renato Brunetta contro la presunta “ideologia del precariato”.

Innescata da un intervento pacifico da parte di un'esponente di Rete Precari, invitata sul palco dallo stesso Ministro, la reazione dell'on. Brunetta raggiunse il culmine pochi giorni dopo, quando, sulla spinta delle proteste esplose in rete e per le strade, davanti alle telecamere il Ministro espose la sua personalissima soluzione ai problemi del precariato e della disoccupazione giovanile.

Dati ISTAT alla mano, nel 2011 il tasso di disoccupazione giovanile in Italia era al 29,1%, in crescita rispetto all'anno prima e destinato a crescere sensibilmente negli anni successivi. Le istituzioni italiane, nella speranza di una rapida uscita dal biennio di depressione economica vissuto nel recente passato, non avevano dato luogo a significative riforme del lavoro, e pertanto lo scenario di riferimento era ancora delineato in massima parte dal quadro normativo del ciclo di riforme che, dalla fine degli anni '90, aveva portato ad una forte liberalizzazione di forme contrattuali temporanee ed atipiche per flessibilizzare quanto possibile il mercato del lavoro italiano. Un processo che, come dimostra l'elevato utilizzo di queste forme come contratti d'ingresso, aveva interessato soprattutto la componente giovanile della forza lavoro.

 

"Basta con la retorica del precariato, ci vuole concretezza. Ogni tanto c'è una madre che si lamenta con me perché suo figlio non trova lavoro, ma quando le dico: 'bene, allora domani mattina alle 5 vada ai mercati generali a scaricare le cassette', lei risponde sempre no. Quello è il modo migliore se vuole lavorare, scaricare la cassette,  per tutti gli italiani". Questa la ricetta del ministro Brunetta contro la disoccupazione ed il precariato.

 

A caldo, lo stupore per la curiosa scelta di politica economica non aveva fatto che alimentare le contestazioni; a freddo, e due governi dopo, diventa occasione di riflessione.
La prima domanda da porsi è: perché quella risposta?
Uno dei possibili commenti alla disoccupazione giovanile, ripetuto a più riprese in diversi momenti della storia recente, è stato quello di inventarsi un lavoro. Una logica ben distante dalla proposta-Brunetta, ma non certo estranea a quella del partito da cui proviene.

 

Nel 2011, secondo le ultime rivelazioni pubblicate da Unioncamere sull' “Osservatorio sulla demografia delle imprese”, gli Italiani sotto i 35 anni sono stati molto intraprendenti. “135mila giovani hanno scommesso anche quest’anno, in piena crisi economica, sull’impresa per trovare risposta alle loro legittime aspirazioni di affermazione professionale”, commentava il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello

 


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