David McMillan, fuga dall'"Hotel Hilton Bangkok" .

Creato il 21 novembre 2011 da Fabiofabbri
E' diventato famoso perche' l'unica persona ad essere riuscita a fuggire dalla famosa prigione di Bangkok di Klong Prem, conosciuta come Hotel Hilton Bangkok, dove era detenuto per traffico di droga.. E' nato nel 1956, e' di nazionalita' anglo-australiana ed e' stato fotografo, presentatore televisivo, contrabbandiere, scrittore

McMillan è nato a St. Marylebone, Londra, Inghilterra il 9 aprile 1956, figlio di John McMillan, che era il controllore di Associated-Rediffusion Television. Dopo essere emigrato in Australia con la sua famiglia, McMillan frequento' la Caulfield Grammar School di Melbourne, Victoria. All'eta' di 12 anni appare in un programma televisivo serale il 'Peters Junior News', su Nine Network, dove presenta notizie per bambini. Dopo aver lavorato come operatore alla macchina in un cinema di Sydney  inizia una breve carriera nella pubblicità con Masius Wynne Williams a Melbourne.Un lavoro part-time in un cinema della città lo introduce ai margini della malavita, un gruppo di scassinatori che si rivolgevano a sostanze stupefacenti quando la sorveglianza della polizia limitava la loro professione tradizionale. Collegamenti con il mondo degli hippie misero insieme questi due mondi, il che era un'opportunita' allettante per uno che sapeva sfruttarla. McMillan inizia allora una carriera come trafficante di droga, durante la quale alla fine degli anni '70 sviluppa un sistema di duplicazione del bagaglio che gli permette di contrabbandare hashish dall'India. Nel 1979, McMillan attraversa un brutto periodo, Lord Tony Moynihan, un Lord inglese in esilio, aveva adombrato di poter utilizzare le competenze tecniche di McMillan per far esplodere una capsula esplosiva nel collo di galli da combattimento, e determinare così il vincitore. In realtà Moynihan aveva ideato una truffa ai danni di McMillan che alla fine ci avrebbe rimesso la quota delle scommesse Dopo una prova, McMillan fu avvisato della truffa da un amico cinese che produceva film e lascio' le Filippine Il suo comportamento imprudente attiro' l'attenzione della polizia federale, compro' una macchina Clenet negli Stati Uniti e la fece inportare a un prezzo notevolmente sottovalutato. Questo porto' ad un'importante indagine che ha rivelo' case e proprietà commerciali lungo la costa orientale dell'Australia, tutto comprato comprato con denaro contante e del valore di milioni di dollari. Questi beni divennero poi l'oggetto della prima confisca importante operata in Australia. Da li a tre anni, il 5 gennaio 1982  McMillian e il suo partner in affari Michael Sullivan venivano arrestati, insieme alle loro compagne Clelia Teresa Vigano e Mary Escolar Castillo da una task force che vedeva collaborare la polizia federale con quella di Vittoria per importazione, possesso, vendita e traffico di eroina. Furono trovati una trentina di passaporti falsi e McMillan fu accusato di viaggiare utilizzandoli. In seguito fu anche accusato di aver tentato di evadere dal carcere di massima sicurezza di Pentridge utilizzando un elicottero e personale SAS addestrato, per la realizzazione di questo piano pago' un milione di dollari australiani ma e' da considerare che al culmine della sua carriera negli anni '80 McMillan era un multimilionario con case e uffici a Londra, Melbourne, Hong Kong, Bruxelles e Bangkok che la polizia dichiaro' gli servivano per il traffico. La procura si oppose alla liberta' su cauzione per la Castillo, che aveva avuto un bambino di quattro mesi bambino con Sullivan, la polizia penso' che la donna poteva avere accesso a fondi e pensava che poteva facilmente fuggire anche perche' i genitori erano persone benestanti nella sua nativa Colombia. I medici della polizia riferirono che tutti e quattro gli imputati erano abituali consumatori di eroina.Clelia Vigano e Maria Castillo morirono insieme a un'altra donna nell'incendio che si sviluppo' nella prigione di Fairlea la sera del 6 febbraio 1982. Dopo la morte di Maria il bambino fu affidato alla madre di lei.Il processo duro' sei mesi, furono ascoltati 116 testimoni e il verdetto della giuria giunse dopo sette giorni di segregazione. Nonostante McMillan fosse stato assolto da 11 su 12 imputazione quella rimanente fu sufficiente a farlo condannare a una pena detentiva, fu rilasciato sulla parola nel 1993.

Nonostante la parola data volo' in Thailandia. Dopo una prima chiamata all'aeroporto Don Muang fu arrestato in un'agenzia turistica nella Chinatown di Bangkok e accusato di traffico di eroina. Fu portato alla prigione centrale di Klong Prem, conosciuta anche come il "Bangkok Hilton". E' la prigione più famosa dell'Asia e ospitava 600 stranieri e 12.000 detenuti. 

Un resoconto della storia e della fuga dalla prigione e' stato raccontato da NcMillan nella sua autobiografia: "Escape", publicata nel 2008. Se pero' si compra il libro per vedere le violenze e le brutture che si pensa possano avvenire all'interno dell'Hotel Hilton Bangkok si sbaglia. Il libro non è una testimonianza della disumanità e della depravazione delle carceri thailandesi, come tanti altri che si possono trovare sugli scaffali, in realtà, è quasi l'opposto. McMillan conosceva il sistema thailandese,  lui stesso disse che aveva una grande conoscenza dei thailandesi e del loro modo di lavorare, era abituato a non far caso a quello essi facevano e non si comportava mai come facevano gli altri prigionieri che si scandalizzavano, ad esempio per la corruzione, McMillan la volgeva a suo favore. Naturalmente, McMillan non era solo un umile corriere come lo erano la maggior parte degli stranieri presso l'Hilton Bangkok, il suo banchiere all'esterno sapeva esattamente come prendersi cura di lui.  

Mentre i detenuti stranieri del carcere si trovavano all'edificio 2 e stavano conducendo una battaglia contro i parassiti, i vermi, la tubercolosi e l'Aids in una dieta a base di minestra con un occasionale testa di pesce, McMillan si trovava all'edificio 6, aveva il suo cuoco e i suoi servitori e cenava con cibo acquistato al supermercato locale. Aveva accesso alla televisione, alla radio e al suo ufficio, invece di essere in 70 in una cella erano appena in cinque e tanto per dire avevano anche l'interrutore della luce. Tutto questo costava circa Bt10, 000 a settimana a ognuno. McMillan non vedeva questo come corruzione, le guardie vedevano se stesse come un aiuto e i prigionieri dimostravano la loro gratitudine. MCMillan aveva pero' un motivo piu' forte di tutti questi per voler stare li, si era accorto che le finestre dell'edificio 2 aveva alle finestre le barre piu' sottili di tutti gli altri alloggi dei detenuti.

Uno dei suoi privilegiati compagni di prigionia era l'ex generale di polizia Kerdthes Chalor, incarcerato per omicidio nel famoso caso del diamante blu. McMillan si riferisce a lui nel libro con uno pseudonimo, ma ne parla nelle registrazioni. McMillan riferisce che il generale era trattato ancora meglio di lui, l'Unita' di cura intensiva della prigione era diventata la sua suite. 


Per due anni McMillan vide come i detenuti cadevano preda della droga, delle malattie della morte, delle violenze e della disperazione.

McMillan chiese aiuto a Chalor, che si rifiuto, era caduto in disgrazia e non poteva far niente. Sapeva di stare andando incontro alla morte o almeno a 100 anni di carcere. Quando si accorse che il trasferimento alla prigione di Bangkwang, soprannominata "La Grande Tigre", dove si trova il braccio della morte in Thailandia, era imminente McMillan penso' che era arrivato il momento di agire. Decise di fuggire da Klong Prem e lo fece nell'agosto 1996. Utilizzando seghetti che erano entrati nella prigione clandestinamente in una scatola con riviste pornografiche che servirono per distrarre le guardie, e che poi erano stati posti dietro i poster alle pareti, durante la notte lui e un compagno di sventura tagliarono le sbarre della cella, McMillan si calo' dal terzo piano della cella, poi scalo' le quattro mura interne, e penso' poi a quelle esterne, Prima di affrontare queste si reco' nella fabbrica, un luogo dove i detenuti costruivano cornici per foto in modo da guadagnare un po' di soldi. Qui raccolse una scorta di nastro adesivo, otto cornici fatte dai prigionieri, abiti civili e acqua potabile. Poi costrui' due scale con i pali di bambù, il nastro e le cornici, gli dovevano essere utili per scalare le mura. Valico' cosi' due pareti più piccole e attraverso il "Mars Bar Creek", una trincea larga 2 metri e mezzo piena di liquami. Si lavo' con l'acqua, si cambio' gli abiti e si appresto ad attraversare il muro elettrificato. Disse in seguito che aveva sentito solo due ondate di energia elettrica sotto le suole di gomma prima di cadere al suolo sottostante. Uso' un ombrello per proteggersi dagli sguardi delle guardie nelle torri, e segui' il percorso intorno al carcere. Guardie arrivarono per il turno del mattino mentre si allontanava sulla strada principale, chiamò un taxi. Il detenuto che aveva aiutato McMillan a tagliare le sbarre non si uni' alla fuga. Prima delle 10, McMillan aveva ritirato un passaporto che lo aspettava a Chinatown si era imbarcato su un volo per Singapore.Prima di lui avevano tentato la fuga dall'Hotel Hilton Bangkok cinque persone, tutte avevano fallito. Erano arrivate tutte e cinque fino al muro esterno. Qui erano stsate prese messe in cella di punizione, che in realta' era una scatola di latta delle dimensioni di un piccolo armadietto, venivano trascinate ogni giorno con catene da elefante e lentamente finivano picchiate a morte. Quattro su cinque erano morte.


Nel libro McMillan fornisce alcuni dettagli su come ha operato durante i 30 anni in cui muoveva nel mondo dell'eroina dal Triangolo d'Oro alla Mezzaluna d'Oro fra Pakistan e 'Afghanistan verso i mercati in Australia e in Europa, dopo la sua fuga sorprendente si rifugio' in un posto sicuro il Baluchistan, in Pakistan, sotto la protezione di Mir Noor Jehan Magsi del clan Magsi, da qui inizio' a operare con la Scandinavia. 

Alcuni anni più tardi, McMillan fu arrestato a Lahore, in Pakistan a seguito della confessione di un corriere che era stato catturato. McMillian fu portato a Karachi, e detenuto in una cella della prigione centrale della citta. Questo carcere manteneva un sistema di classe migliore di quello di Bangkok per i prigionieri, grazie a questo ebbe camere private e servi.Fece amicizia con il marito del deposto presidente Benazir Bhutto, e con un dirigente di banca in prigione per frode. Entrambi gli uomini avevano avuto il permesso di costruire le proprie case nel complesso carcerario, complete di giardini. McMillan inizio' a cenare con loro a pranzi tipicamente britannici. La domenica i leader dell'industria e della polizia e altre persone influenti partecipavano alle cene.Ma arrivo' a una disputa con il sovrintendente della prigione a causa di un cellulare illegale. Fu trasferito di notte al carcere di Hyderabad, dove era tenuto nei sotterranei fino a che non giunse Lord Magsi a salvarlo.Nel periodo passato a Hyderabad, McMillan fece amicizia con i membri di una gang di strada di Mosca, che erano stati condannati a dieci anni di carcere per il dirottamento di una aereo commerciale. La banda era stata separata dalle autorita all'interno dei carceri russi. Andreas, il leader, volo' con un'aereo dirottato a Krasnoyarsk da dove libero' gli altri membri della banda, prima di volare in Pakistan, che allora era sotto il controllo del generale Zia Al Huq , noto per la sua indipendenza dall'Unione Sovietica e dagli Stati Uniti. La storia dei prigionieri russi e il loro calvario fu descritto da McMillan in "White Russians".Volendo fuggire ai mandati di cattura dell'Interpol torno' a Karachi per affrontare un processo, dove fu assolto da un giudice che sentenzio' che non c'erano prove che McMillan avesse sponsorizzato il corriere. Il corriere, un pugile di Liverpool, fu condannato a cinque anni di detenzione, fu rilasciato e non se ne ebbe piu' notizia. . David McMillan torno' a Londra nel 1999, fu arrestato nel 2000 a Copenaghen, più tardi fu arrestato a Heathrow nel 2002 per contrabbando di 500 grammi di droghe di classe A. Per questo crimine sconto' una pena di due anni. A partire dal 2007, David McMillan vive tranquillamente in Inghilterra, il mandato d'arresto per la storia in Thailandia per traffico di eroina non e' stata sospesa ed e' ancora ricercato in Australia per violazione della parola. Tuttavia, il governo britannico si rifiuta di estradare chiunque verso un Paese che prevede la pena di morte, mentre la violazione della parola non è un reato per cui si possa chiedere estradizione.Il suo libro Escape ha avuto un buon successo fra i libri in Asia e in tutto il Sudest Asiatico, e' uscito in Europa ma non è stato rilasciato in Australia, dove gli editori temono che il denaro potrebbe essere requisito come provento di un crimine.Nel giugno 2009, McMillan è comparso come ospite in un episodio di 50 minuti di Danny Dyer Deadliest Men 2: Living Dangerously, in onda su Bravo TV. L'episodio comprende interviste e mostra come McMillan si sia stabilitosi pacificamente con la partner Jeanette e i bambini. Una società televisione australiana, Screentime, ha rilasciato una film televisivo che e' andato in onda su Chanel Nine nel febbraio 2011 molto vagamente basato sull'attivita' di contrabbando di McMillan, sul suo arresto e detenzione, che comprende brevemente la storia della fuga da Klong Prem. Il film a basso budget era il 3o della serie Underbelly Files. Il primo aprile 2011 e' uscito il libro "The Man Who Got Away" di McVillain, un libro che scende nel profondo della vita di McMillan.


< "Chi e'? (I farang)".


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