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Decimo, Decino o Dime

Da Kaosintesta
A noi non danno neanche un Decino (a Dime in the USA)... io vi dono almeno un Decimo capitolo di una saga senza titolo... vi lascio con un pensiero non mio... sicuramente più profondo delle mie cose... cito... "I migliori affogano nel dubbio mentre i peggiori sono pieni di incrollabile fervore"... buona lettura!
That's all FOLKS!!!
In attesa di un titolo X
Tutto brucia sotto i piedi intatti
di chi è immune alle scottature del tempo.
Chi è immunizzato dalla vita
è sempre allegro
e vive sospeso in un olimpo fatto di nuvole nere.
Abita con i suoi dei queste lande pure
prive di cartacce e manifesti politici.
Suonano tutti una chitarra amplificata oltre misura.
Vibrano colpi precisi ed interessanti.
Onde d’urto lente
ma di una potenza detronizzante.
Spodestano tutti quelli che non amano.
Donano vitalità a chi non ce la fa più.
Si addentrano sempre in giungle,
composte da piante dalle foglie purpuree,
abitate da animali viola.
Si susseguono le esperienze che fagocitano
lo spirito di chi va avanti e non si tira indietro
di fronte alle cose di tutti i giorni.
Sono attratto da tutti quelli che vedo intorno a me.
Ne guardo la parte patetica
e in loro cerco “la mia parte patetica”.
Vedo in essi i miei problemi e le mie debolezze.
Vedo in loro i motivi delle mia bontà.
Vedo in loro il motivo della mia compassione.
Vedo in loro poca speranza.
Vorrei che mi facessero divertire un po’ di più:
vorrei che piangessero di più alla televisione.
Vorrei che si ridicolizzassero ancora di più.
Vorrei che si umiliassero da soli
senza darmi la preoccupazione di farlo io per loro.
Senza motivo alcuno scala le montagne dell’inutilità:
guarda dall’alto le tue visioni e i tuoi panorami.
Scenari di apparenza unica
a cui tu non appartieni.
Vorresti farne parte
ma sotto queste vette
non c’è un solo ramoscello di ulivo
che metta pace tra gli esseri:
ci sono solo belle bombe pronte a detonare in blocco
i malumori grandi dei pachidermi dell’anima.
Gravidi ciccioni fatti di accidiosi desideri
e di cagate trattenute troppo a lungo.
Pensieri semplici ma che non si risolvono mai
in facili risoluzioni positive.
E nulla di quello che si conclude è nitido:
la vittoria conseguita
è macchiata dal sangue di tarli che hanno consumato
troppo questo tavolo sul quale giace stanco il mondo.
Schiacciati essi stessi dal suo gravido pesare
essi sanno come aspettare
per poi riprendersi.
E sanno come fare bene tutto.
Tutto quello che tu mi dici
è incomprensibile e difficilmente realizzabile.
Nessuno mi da le certezze che vorrei:
nessuno mi sussurra dolci pensieri nelle orecchie
ma solo rutti che spaccano i timpani
e che mi rendono sordo
quasi permanentemente.
Non li sopporto più
questi satanisti sovvertitori della mia anima.
Mi spingono in basso
senza darmene un perché.
Mi persuadono che è meglio non fare niente:
è inutile provare mi dicono.
Ma io non so a chi dare retta
e chiudo i miei occhi in attesa della giusta concentrazione
per riuscire a capirci qualcosa
della mia arruffata vita.
E per concludere affari per me vantaggiosi
a livello spirituale.

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