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Decreto Monti: benefici fiscali per i professionisti e tempi certi per la riforma delle professioni

Da Smconsulenzaweb
Nel pacchetto di misure "salva Italia" approvato dal Consiglio dei Ministri di domenica scorsa rientrano numerose misure di interesse per i professionisti, con novità anche dal punto di vista fiscale e contributivo. Il Decreto contiene una riforma delle pensioni, limitazioni all'utilizzo del contante, benefici fiscali e semplificazioni amministrative per professionisti, tempi certi per una riforma delle professioni, oltre a un eventuale aumento dell'IVA di due punti percentuali.

Nuovi limiti per l'utilizzo del contante (art. 12)

Nel "pacchetto antievasione", a partire dal 1 gennaio 2012 il divieto di utilizzo dei contanti e dei titoli al portatore per pagamenti superiori ai 1000 euro. Una riduzione ben più severa rispetto a quanto fissato quest'estate dall'ultima manovra che aveva già abbassato la soglia da 5000 a 2500 euro, ma più alta dei 500 euro ventilati alla vigilia.

Regime fiscale premiale a favore della trasparenza (art. 10)

Dal 1° gennaio 2013 ai soggetti che svolgono attività artistica o professionale sono riconosciuti benefici fiscali, semplificazione degli adempimenti amministrativi, oltre ad agevolazioni sugli accertamenti fiscali, qualora provvedano all'invio telematico di corrispettivi e delle fatture emesse e ricevute e delle risultanze degli acquisti non soggetti a fattura, nonché a istituire un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari relativi all'attività esercitata.
Il regime premiale prevede inoltre assistenza negli adempimenti amministrativi da parte dell'Amministrazione finanziaria e l'accelerazione dei rimborsi e compensazioni IVA.

Aumento IVA al 23% e clausola di salvaguardia (art. 18)

Per evitare il taglio lineare delle agevolazioni fiscali previsto dalla manovra di luglio, e dunque attuare la delega fiscale ed assistenziale in essa inserita, l'IVA potrebbe aumentare (se necessario) di 2 punti percentuali. Un aumento che porterebbe le aliquote a 23 e 12% a partire dal secondo semestre 2012.

Tempistica accelerata per la riforma delle professioni (art. 33)

Riguarda i professionisti anche una tempistica più stringente per la riforma delle professioni. Se non si provvede alla riforma, le norme vigenti sugli ordinamenti professionali saranno abolite con la conseguente soppressione degli Ordini. È una misura che presumibilmente non mira alla eliminazione degli Ordini, ma solo a costringere all'accordo una rappresentanza molto numerosa e piuttosto rissosa.
Viene modificata la Legge di Stabilità del mese scorso, dando un tempo limite di attuazione della riforma degli ordinamenti professionali, che dovrà completarsi entro 8 mesi e cioè entro il 13 agosto 2012. Entro tale data gli ordinamenti dovranno adeguarsi ai principi espressi dalla Manovra bis (accesso libero alla professione, la formazione continua obbligatoria, tirocini da regolamentare, assicurazione professionale obbligatoria, libertà per il professionista di farsi pubblicità, distinzione del ruolo amministrativo degli Ordini da quello deontologico. A proposito di tirocini, il tempo massimo previsto passa da 3 anni a 18 mesi.

Riforma delle pensioni anche per le Casse in regime di autonomia?

Una cospicua parte del Decreto riguarda, come noto, una radicale riforma delle pensioni, con l'estensione del metodo contributivo pro rata per tutti i lavoratori, quindi compresi i lavoratori autonomi e le gestioni separate. Non riguarda (ancora) i professionisti iscritti a Casse di previdenza private.
L'argomento rischia però di interessare anche gli iscritti ad Inarcassa nel caso prendano corpo le ipotesi di accorpamento fra Casse o di annessione all'INPS circolate in questi giorni. Oltre a un aumento delle aliquote di oltre 10 punti, verrebbe così applicato il metodo contributivo anche ai professionisti, con l'abbandono dell'attuale sistema retributivo calcolato sull'intera vita professionale, in verità già piuttosto simile a un sistema contributivo.
Dalla documentazione diffusa dal Governo per informare sul nuovo sistema previdenziale, si legge, infatti, che per le Casse professionali viene proposto «un dispositivo che impone alle medesime di adottare - entro il termine di pochi mesi - provvedimenti funzionali al riequilibrio di medio e lungo periodo dei conti e ispirati al rispetto dell'equità intergenerazionale. In assenza di tali provvedimenti si prevede anche per esse l'adozione del metodo contributivo pro rata, dalla medesima data del 1 gennaio 2012». Niente ancora di deciso, ma il Governo ci sta pensando.
di Mariagrazia Barletta, architetto

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