
Poi, rileggendo gli appunti, mi sono accorto che durante la chiacchierata con Fabrizio Belloni, collaboratore di Maurizio Zamparini, sono saltati fuori ben quattro Movimenti: 1) il Movimento 5 Stelle, attualmente alla ribalta della cronaca; 2) il Movimento per la gente, di cui ci vogliamo occupare qui; 3) il Movimento per le autonomie, il cui esponente più famoso è Raffaele Lombardo e 4) il Movimento per la Sicilia Territoriale.
Se poi ci aggiungiamo il Movimento per la vita, nato con lo scopo di combattere l’aborto e il Movimento Verde, con il quale mi sono presentato la prima volta alle elezioni regionali FVG del 1982, arriviamo a sei movimenti che hanno avuto più o meno incisività nella vita sociale degli italiani e si possono classificare come formazioni politiche solo un gradino più in basso dei partiti.
Tutti questi movimenti, tranne forse quello di Raffaele Lombardo, quando nascono hanno in comune la volontà di non diventare mai partito, cosa che nel caso dei Verdi e dei Grillini è stata disattesa.
Se avessi voluto scrivere un articolo come Dio comanda sulla conferenza tenuta a Palermo domenica 24 giugno, avrei dovuto essere
