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Di Oscar e NOIAH… riflessioni sui Best Pictures

Da Narvalia

Di Oscar e NOIAH… riflessioni sui Best Pictures
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Ricordate quant’ero esaltata il giorno delle nomination? Quando saltellavo allegramente sul divano urlando il nome di Wes Anderson ed imprecando contro quella ciofeca repubblicana di American Sniper?

Ecco, un pochino mi ricordo anch’io, pure se nel frattempo è passato un mese e praticamente tutto il mio entusiasmo è andato a farsi benedire… Può darsi che sia un problema mio, visto il periodaccio che sto passando, eppure non riesco a togliermi dalla testa che quest’edizione mi sta sembrando moscissima.

A questo punto mi sento di fare una piccola premessa: per mea culpa, ma soprattutto per culpa dell’unico cinema di merda nel raggio di 50 km che sta riempiendo le casse a colpi di sfumature di grigio e stupidità umana, non ho ancora visto tutti i film candidati. Per la cronaca, mi mancano ancora Birdman e Selma. Su quest’ultimo glisserei anche velocemente, se non fosse che sento l’obbligo morale di vedere e commentare tutto, ma su Birdman, signori miei, non transigo! Poi non venite a dirmi che non è un’incitazione alla pirateria…

Comunque, tornando a noi. Quest’anno mi pare di percepire quella vaga sensazione di star vedendo solo ed esclusivamente film “candidati agli Oscar”. Dite: “eh, ma che di stiamo parlando? Mi pare ovvio.” E invece non è una cosa così scontata.

Per chi non lo sapesse il “film candidato agli Oscar” è il tipico film che in videonoleggio non sfioreresti con lo sguardo manco di striscio, se non fosse per quelle scritte lì: “candidato a ventordici premi Oscar“, “vincitore del Golden Pollo“, “con l’attore candidato al premio quaquaraquà dell’anno“.

A quel punto, lo spettatore/cliente del videonoleggio, magari in vena di un film “impegnato” e del tutto ignaro dei meccanismi che stanno dietro ai suddetti premi farlocchi, non potrà fare a meno di pensare: “Acciderbolina! Questo sarà sicuramente un film bellerrimo ed imperdibile!” e si ritroverà 45 minuti dopo a ronfare o a giocare con lo smartphone davanti ad Amour, a Nebraska, o persino a Captain Phillipsche per carità, tutti film bellissimi, ma alzi la mano chiunque si senta in vena di guardarli, a distanza di tempo, al di fuori della awards season…

Perché diciamoci la verità: non esiste che in un anno ci siano 8/9 film che meritano l’appellativo di capolavori. E’ già tanto che a superare la prova del tempo siano in due…

E tra le decine e decine di pellicole nominate, ci saranno sempre quei film che emanano noiah, banalitàh e già vistoh da tutti i pori. E’ un dato di fatto. Perché magari quei film sono stati nominati perché rappresentativi di un dato momento storico o chessòio, o magari quel dato film ha (ri)lanciato un certo attore che dopo anni di romcom orripilanti sfila la performance della vita… Oppure ci sono quei film che vengono nominati, e magari vincono anche, per le vicende di produzione, più che per il film in sé e per sé.

Già il solo pensiero che il probabilissimo vincitore della statuetta di Best Picture sarà Boyhood mi fa venire la NOIAH alle ginocchia.

#TeamWesAnderson contro la noiah da Oscar

 Always and forever!

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