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Di ritorni e riflessioni

Creato il 21 agosto 2014 da Mamma In Oriente

Da domenica siamo di nuovo in Thailandia.
Vacanze corte, perché qui la scuola inizia presto.  Non posso dire di essermi ricaricata perché tutto sono state tranne che vacanze serene e riposanti. Posso dire però che sono contenta di ritornare ai ritmi normali della vita quotidiana qui in Thai.

Fa caldo.
Soprattutto arrivando da 5 settimane di fresco in Italia. Forse sono fra i pochi che hanno apprezzato la strana estate italiana. Ho adorato dormire con il pigiama da mezza stagione, ho goduto del tepore della coperta di notte. Mi spiace solo di non essere riuscita a finire tutti i lavori che mi ero prefissata di fare in giardino perché c’è stata troppa pioggia. Anche se ci ho trascorso tutto il tempo che ho potuto, potando per ore fino a farmi venire le vesciche alle mani. E’ vero che occuparsi delle piante è terapeutico e, soprattutto, l’atto di tagliare rami ha avuto, come sempre, il potere di tranquillizzarmi. Come se ad ogni ramo tagliato corrispondesse una preoccupazione da troncare e buttare a terra.
Bisogno di eliminare, di mettere ordine, di dare spazio e aria.
Fra i rami delle mie piante e fra i meandri della mia mente.

Di ritorni e riflessioni

Anche ora ho voglia di vuoto, luce e leggerezza. Vuoto e leggerezza non come futilità, ma come capacità di godere di quel che si ha, pur piccolo che sia. La leggerezza che viene dall’avere nuovi stimoli, dall’appassionarsi a nuovi progetti. Vuoto per poter accogliere altro. Sentirsi carichi e pieni di energia.

Di ritorni e riflessioni
Non lo sono stata molto negli ultimi giorni. Prima, la grande energia del giorno di arrivo. In poche ore, nonostante la stanchezza del viaggio, ho disfatto i tanti bagagli e messo a posto anche la più piccola cosa, come se avessi urgenza e necessità di tornare ai giorni prima della partenza per l’Italia, quelli ancora senza preoccupazioni.
Poi, nei tre giorni successivi, sono passata ad uno stato letargico. Forse per il cambio di fuso orario, forse per il cielo grigio di questi primi pomeriggi thailandesi che fanno venir sonno.
Ora basta però.
Anche perché, da oggi, torno a riappropriarmi delle mie mattine dal momento che, anche per il piccolo di casa, è arrivato il momento di andare all’asilo tutti i giorni. Già questo basta a darmi nuova linfa. Ho un buon proposito per questo nuovo periodo thailandese: far sì che la maggior parte del mio tempo libero sia costruttivo. Sia che sia tempo dedicato a far mangiare più sano me e la mia famiglia o a fare attività fisica, sia che mi serva a conoscere nuovi luoghi e persone, a scattare fotografie, a leggere un libro, a scrivere, ad approfondire le mie capacità, pensare al mio futuro come persona e non solo come madre, voglio che sia comunque tempo “prezioso”. Negli ultimi 7 anni il tempo solo mio è stato veramente poco, impegnata ad essere madre a tempo pieno ed a traslocare continuamente fra città e continenti. Per questo sono consapevole di quanto mi sia mancato. Mi ritengo assolutamente fortunata ora ad averne un po’ tutto per me. E non voglio sprecarlo. Voglio esserne riconoscente e sfruttarlo al meglio.

E’ vero, le mie non sono state vacanze ricaricanti, ma faticose mentalmente e fisicamente per incombenze e preoccupazioni. Ma c’è una cosa che mi ha fatto sentire comunque viva anche in questo brutto periodo e che mi ha comunque donato voglia di reagire: l’affetto delle persone a me care. Quelle di appartenenza, della famiglia, e quelle che ho avuto la fortuna di incontrare lungo il cammino. Senza tutte loro i giorni italiani sarebbero stati orrendi. Ci sono state, nonostante il poco tempo a mia disposizione da dedicare loro.
Ci sono state come sempre appena le ho chiamate. Senza complicazioni. E di questo non posso che essergliene infinitamente grata. Questo post è dedicato a loro, alle nostre famiglie ed ai miei amici. Glenda, Simona, Paola, Monica, Serena, Ivana, Annalisa, Fabrizio, Andrea, Federica, Marica.
Grazie per esserci stati.

Chi mi segue sulla mia pagina facebook sa che c’è stata anche una settimana di vacanza in montagna, l’unica per noi. A questo dedicherò un post a breve perché tante sono state le foto scattate. Ve ne posto alcune ora perché hanno un po’ a che fare con quello che ho scritto. Un giorno io e due amiche abbiamo lasciato i piccoli ai papà e ci siamo regalate una bella passeggiata guidata: il trekking del Cristo pensante. Fatica fisica, respiro affannato e paesaggio mozzafiato.

Di ritorni e riflessioni
Silenzio e tempo per riflettere.

In cima al cammino, una croce, una statua di Cristo ed una lastra di pietra con una scritta.

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Io il tempo lo voglio trovare….

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