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Disoccupazione giovanile al 35%, ma chi se ne frega. Non facciamo sciopero, sarebbe un fallimento, facciamo festa con la notte dello shopping. Oh yea.

Creato il 08 settembre 2012 da Slasch16

Disoccupazione giovanile al 35%, ma chi se ne frega. Non facciamo sciopero, sarebbe un fallimento, facciamo festa con la notte dello shopping. Oh yea.

“Vogue Fashion’s Night Out”
La notte in cui lo shopping fa festa.
Questa è la Stampa.
Questo, invece, è il servizio del Giorno:

Idealmente aperta dalla stessa direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani presso “il Camparino” nella Galleria Vittorio Emanuele, dove il regista italo-turco Ferzan Ozpetek è stato premiato con il Campari Red Passion Prizedalla stessa Sozzani, la serata ha coinvolto 40 vie e piazze milanesi, illuminate a giorno e animate da decine di eventi speciali ospitati dagli storici negozi di moda e design del capoluogo lombardo.

Particolarmente affollate erano proprio le vie del Quadrilatero, dove passanti, turisti, curiosi e addetti ai lavori fluivano senza sosta da una boutique all’altra. Molto frequentata anche l’elegante via Manzoni, mentre piazza Duomo brulicava di persone come nelle grandi occasioni di ritrovo.

Più lontano dal centro della moda i negozi e gli showroom hanno osato con particolari dj set pensati per creare una colonna sonora della serata: da segnalare l’ex-veejay Federico Russo che presso Pinko (Corso Venezia) ha suonato dischi funky con l’accompagnamento eccezionale di Saturnino, storico musicista di Jovanotti, al basso elettrico.

Avvistati Morgan ai piatti da dj, Massimiliano Rosolino e Tania Cagnotto, Marco Tronchetti Provera e Afef, Barbara D’Urso e Giorgio Armani che si è prestato ad alcune foto con i suoi fan. Prossime tappe della Vogue Fashion Night Out saranno Roma, il 13 settembre, e a seguire Firenze, il 18.

LA PROTESTA DELLA FNAC – «Il lavoro per noi è un lusso»: questo lo slogan del sit-in dei dipendenti della Fnac, questa sera in piazzetta San Carlo a Milano, in occasione della Vogue Fashion Night. Circa un centinaio di persone, provenienti dagli 8 megastore di libri, musica e dvd presenti in Italia, hanno protestato e distribuito volantini per difendere il posto di lavoro: nel gennaio scorso è stata infatti annunciata una ristrutturazione entro fine anno, ma i circa 600 dipendenti italiani, a distanza di otto mesi, ancora non sanno quale sarà il proprio destino.

«Fnac – si legge nel comunicato dei lavoratori – è una società del Gruppo Ppr, che detiene tra gli altri i marchi Gucci e Bottega Veneta. Il Gruppo Ppr è presieduto da Franois-Henri Pinault, che negli ultimi anni ha sempre più decisamente manifestato l’intenzione di spostare gli interessi del gruppo sui marchi del lusso». Non a caso i manifestanti stasera hanno fatto un paio di irruzioni all’interno del negozio Gucci di Milano.

Solidarietà è stata espressa ai dipendenti Fnac da diversi esponenti del mondo politico milanese e dall’assessorato al Lavoro del Comune di Milano. «Enormemente preoccupati per la situazione e stupiti dall’intollerabile silenzio dei vertici di Fnac e del Gruppo Ppr – conclude il comunicato – i dipendenti di Fnac Italia chiedono risposte chiare, esaustive e credibili sul loro futuro».
Se venisse proclamato uno sciopero generale in favore dell’occupazione giovanile sarebbe un fallimento, scenderebbero in piazza solo i pensionati della Cgil ed i fissati della protesta, meglio allora ogranizzare la notte dello shopping e fare il pieno di partecipazione.
40, tra vie e piazze, coinvolte dall’iniziativa ed illuminate a giorno. Il tg3 ha proposto un servizio e ci ha mostrato le strade invase da giovani, e non, impegnati nel curiosare ma, soprattutto, a fare shopping.
Si sa che il cure dei ricchi sanguina sempre per chi sta male, infatti hanno fatto pure la beneficenza realizzando capi unici da vendere per devolvere l’incasso ai terremotati dell’Emilia.
Roba da commuoversi, specialmente dopo aver bevuto un po’.
Naturalmente il Tg3 regionale ha dimenticato di dare notizia della manifestazione indetta dai lavoratori della Fnac, per non rovinare la festa.
La manifestazione notte dello shopping è importantissima lo si evince dall’altissima qualità dei personaggi partecipanti, basti pensare che c’erano Barbara D’Urso, Tronchetti Provera ed Afef, che si sono prestati a farsi fotografare con i loro fans.
Il resto d’Italia non deve sentirsi escluso, la notte dello shopping avrà delle repliche in varie città italiane e nessuno si sentirà emarginato.
Ovviamente c’è stato spazio anche per la cultura, solidarietà e cultura non possono mai mancare quando c’è di mezzo l’alta moda e lo shopping nel quadrilatero, la direttrice di Vogue ha premiato personalmente il regista Ferzan Ozpetec con il Campari Red Passion Prize, una specie di premio Nobel del settore.
Folla, code e strade piene, un successone. Unici assenti i disoccupati, gli esodati, pensionati e cassaintegrati.
Mi confermano che il resto dei giovani rivoluzionari disoccupati, non impegnati nella notte dello shopping, hanno manifestato nella zona di Corso Como nelle disocteche alla moda ma senza innalzare cartelli di protesta contro la politica o il governo, avevano le mani impegnate nel tirare coca o nel farsi le canne.
Sarà per la prossima edizione.
Una macchia, nella riuscitissima festa, la protesta dei 600 lavoratori della Fnac ai quali è stato comunicato nel gennaio scorso che entro fine anno ci sarà una ristrutturazione.
Da allora non hanno saputo più niente. Non sono riuscito a sapere se hanno goduto di sconti particolari per lo shopping, ma credo di no.



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