Dissesto idrogeologico, i geologi chiedono suolo per l’agricoltura

Creato il 06 agosto 2012 da Ediltecnicoit @EdiltecnicoIT

Geologi al fianco del Ministro alle politiche agricole, Mario Catania che in questi giorni ha annunciato il ddl quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole, condividendone pienamente i contenuti essenziali anche in funzione di protezione del suolo dal rischio dissesto idrogeologico (leggi anche Consumo di suolo, invertire la rotta con la sostituzione edilizia).

“Siamo sulla stessa linea espressa dal Ministro, intervenuto più volte in questi giorni sul tema del consumo di suolo in Italia. Da tempo invochiamo un piano di difesa del suolo, in un Paese in cui il suo consumo produce effetti devastanti – ha affermato Gian Vito Graziano, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. I dati statistici ci dicono che in Italia si consumano ogni anno circa 500 km quadrati di territorio, in pratica è come se fosse costruita una nuova città. Fermare questo sfrenato consumo, ridare suolo produttivo all’agricoltura si tradurrebbe in azioni di prevenzione contro i gravi fenomeni di dissesto idrogeologico del nostro Paese. Il suolo agricolo è una immensa risorsa non soltanto in termini produttivi, ma anche in termini di drenaggio e di regolamentazione delle acque. La presenza dell’uomo in agricoltura e le sue attività sui campi incidono poi positivamente anche in termini di presidio del territorio e non ultimo sulla salvaguardia del suo straordinario paesaggio”.

È stato molto chiaro Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi . “Il Ministro Catania – ha proseguito Graziano – ha parlato di possibili resistenze trasversali al ddl di legge quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di riferimento del consumo del suolo. Il Ministro deve resistere e noi siamo ponti a condividere con lui questa battaglia. Non siamo assolutamente contrari allo sviluppo edilizio, ma solo quando esso sia sostenibile. Credo però che sia diventato prioritario puntare sul riuso, sul recupero dell’esistente, sulla riqualificazione urbana e soprattutto sulla riqualificazione ambientale delle nostre campagne. Ridare vita alle attività agricole è una grande opportunità per l’Italia, per dare vita finalmente ad un progetto di Paese in grado di guardare oltre gli orizzonti immediati”.


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