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Doctor Who – Christmas Special: The Time of The Doctor

Creato il 26 dicembre 2013 da Nadia Strawberrie @river_inthesky

Non so che dire. Probabilmente mi ci vorranno giorni per buttare giù il peso di questa rigenerazione. Dire addio ad un Dottore è sempre la cosa più difficile da fare e parlarne così a cuore aperto è come calpestare una ferita aperta e punzecchiarla con insistenza. Prima di lasciar scorrere tutte le lacrime del mondo e di cominciare a parlare solo attraverso i suoni onomatopeici degni delle migliori fangirl (asdfghjkl, OMG, I CAN’T, AHHH e quant’altro), vorrei tuttavia cercare di fare un discorso sensato. Ho un po’ bisogno di sfogarmi, cercate di capire…

[WARNING: Unpopular opinion FTW]

Moffat continua a deludermi. 

Sì, avete capito bene: ce l’ho con Moffat. Ormai sono parecchi episodi che mi lascia senza parole e non nell’accezione positiva del termine. Io l’ho sempre difeso. Ho sempre affermato che LUI fosse il miglior autore di questo New Who, anche davanti ai detrattori più incalliti e agli hater più convinti.

Mi dicevano: “Ma come può piacerti? Ormai sono stagioni che impappina storylines e ricicla idee e personaggi!”. E io stavo lì, a lottare a spada tratta, ricordando le vecchie glorie: “Sì ma non ricordi Blink. Hai dimenticato The Girl in The Fireplace. E che mi dite di Silence in The Library?”

Quello che ancora non capivo, accecata dal fangirlismo più puro, è che mi stavo appigliando ai ricordi del passato. 

Questo di Natale è stato uno speciale difficile da digerire ed in generale, non il miglior episodio, secondo la mia modesta opinione. 

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Leaked Doctor Who Script Found

Per quanto mi sforzassi di lasciarmi andare al lato più emotivo della storia per “godermi a pieno gli attesi profluvi di lacrime da rigenerazione”, non ho potuto fare a meno di incastrarmi nei buchi della trama, di sospirare con amarezza davanti agli spiegoni e di sussultare iratamente davanti all’ennesimo deus ex machina. E non vado nemmeno a parlare del ciclo di rigenerazioni buttato lì a casaccio dai gallifreyani che altrimenti davvero mi sale una morsa di nervi attanagliati nello stomaco.

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Poi certo, il finale si riscatta alla grande, ed è un’esplosione di feelings inarrestabili e di momenti telefonatissimi ad altissimo potenziale emotivo. Alla sola vista di Amelia Pond il mio cuore si è fermato e non credo che ancora adesso si sia ripreso del tutto.

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Non so esprimere per bene questo turbinio di emozioni che mi ha colpito negli ultimi minuti del Christmas Special, ma per fortuna, come sempre, c’è l’internet che viene in mio aiuto:

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suvvia, piangete con me…

Ed infine, così veloce, improvviso come un pugno allo stomaco è arrivato lui, Peter Capaldi, THE NEW DOCTOR, ed io ho sorriso.

GENUINAMENTE SORRISO. 

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BEST. FIRST. WORDS. EVER.

Non so voi, ma io mi immagino la scena: Moffat seduto alla sua scrivania che si domanda “E mo che gli faccio dire a sto Dottore?”. E poi me lo vedo, che riflette sulle aspettative dei fan, e che scoppia a ridere da solo mentre gli viene in mente e con la sua faccia da PEERLA se ne esce con “Oh, I don’t know. Maybe something weird and totally nonsense. The first word could be something like…KIDNEYS. Wouldn’t be great?”

E fu così che nacquero le prime parole di Twelve.

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[si, nella mia mente girano vocine immaginarie che parlano con l'intonazione e la voce di Moffat.]

Facciamocene una ragione.


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