Magazine Psicologia

Domande allo psicoterapeuta: Orgasmo femminile

Da Elisabettaricco

Orgasmo femminile. Mi è arrivata nei giorni scorsi questa lettera di un paziente, un uomo di circa 35 anni, in terapia di coppia con la compagna. Mi sono fatto autorizzare alla pubblicazione. Prima di dare una mia idea, vorrei che ci fossero vostre idee e considerazioni. Chi volesse mantenere l’anonimato può inviare le considerazioni tramite mail.

Vi dico solo che, l’ idea di orgasmo femminile cui fa riferimento la lettera, si basa su quella della dottoressa Jole Baldaro Verde, che definisce orgasmino l’orgasmo della donna senza penetrazione (masturbatorio o preliminare alla masturbazione) e ORGASMO con la O maiuscola, quello con penetrazione che partendo dal clitoride si irradia, comprendendo anche il piacere dello stimolo alle pareti vaginali e la contemporanea contemporaneità mentale: piacere di mente e corpo. Sono tante le donne che non hanno mai provato questo tipo di piacere erotico…

Specifico anche, che ognuno è libero di avere la propria modalità erotica e che non ci sono regole nel provare piacere, sempre che ci sia condivisione di modalità tra gli attori. Quella dell’orgasmo sopradescritto è una possibilità e non il VERO piacere.

Ciao Pasquale,
ti scrivo perchè mi ha ispirato la tua spiegazione sull’orgasmo femminile.
Ci ho pensato e ho trovato strano che, senza determinati modi e posizioni per fare l’amore, senza particolari “allenamenti” tra i partner, la donna non riesca a provare orgasmi profondi. Verrebbe quasi da dire che l’orgasmo femminile sia “contro natura”, vista l’assoluta istintività con cui due persone inesperte, o che non si conoscono molto, affrontano l’atto sessuale: basta pensare all’”uomo primitivo” che certo non si faceva tante domande su come compiacere la propria partner…
Sembrerebbe quasi che farlo istintivamente e senza preparazione sia un piacere solo per l’uomo: la natura dovrebbe aver pensato a come farlo diventare un gran piacere sempre anche per la donna, al fine di compiacerla e contribuire maggiormente al mantenimento della specie.
Mi sembra che questa tua rivelazione abbia importanti risvolti addirittura antropologici: l’uomo nei secoli ha forse perso la propria capacità nascosta di compiacere fino in fondo la donna in maniera istintiva (abbiamo perso virilità nel tempo…) o sono sopraggiunte delle involuzioni della specie per le quali solo con artifici e allenamento si riesce a compiere un atto completo e soddisfacente al massimo per entrambi?
Interpreta queste mie domande come pura curiosità scientifica di carattere antropologico/sociale che esulano dalle nostre sedute.
Puoi segnalarmi magari qualche libro (se ne conosci) che tratta l’argomento da questo punto di vista?
Grazie mille e a presto


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