Nel giorno della Memoria il presidente Augusto Rollandin ha affermato: “La memoria dell’Olocausto deve essere tenuta viva, perché la storia che si dimentica, si ripete.”. Sagge parole a cui nessuno, a parte qualche imbecille revisionista, può contrapporsi. Ma la memoria non deve diventare folclore. Semplice e doveroso rituale che con il tempo sbiadisce e annoia. La memoria per rimanere viva deve essere costante esercizio quotidiano. E per essere autentica non può macchiarsi di contraddizioni. Come può dunque un uomo che esercita il suo potere, contando sulla scarsa memoria dei suoi concittadini farsi portavoce della medesima?
